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  • Guida pratica allintervento con i ragazzi per la promozione di corretti comportamenti

  • LE PREMESSE TEORICHELE CAPACITA COGNITIVE DEI BAMBINI IN ETA SCOLARESecondo Jean Piaget, uno dei maggiori studiosi dello sviluppo infantile, i bambini dai 6 agli 11 anni sono nello stadio delle operazioni concrete; questo vuol dire che sono in grado di fare ragionamenti solo se hanno un ancoraggio alla realt. Non sanno risolvere problemi con una formulazione esclusivamente verbale, capacit che si svilupper solo in adolescenza. Questi bambini comprendono che le azioni possono essere disfatte o rovesciate e che in seguito potranno tornare alla situazione iniziale, sono cio azioni reversibili. La conquista della reversibilit permette alcune importanti acquisizioni cognitive:- La conservazione;- La capacit di assumere il punto di vista dellaltro;- Lo sviluppo di operazioni logico aritmetiche e spazio temporali;- Lo sviluppo delle nozioni spaziali e temporali.

  • La conservazione;- Grazie allacquisizione della nozione di conservazione, i bambini riescono a capire che alcuni aspetti quantitativi degli oggetti non cambiano in presenza di modificazioni percettive. Per capirci: la quantit di acqua non cambia con il semplice passaggio da un bicchiere alto e stretto a uno basso e largo:-

  • La capacit di assumere il punto di vista dellaltro;Prima dei 6 anni , i bambini sono incapaci di assumere il punto di vista dellaltro. Ad esempio , un bambino di questa et crede che una persona posizionata su un diverso lato del tavolo rispetto al suo veda un plastico come lo vede lui; ci avviene perch il suo pensiero pervaso dallegocentrismo intellettuale. Un effetto di tale egocentrismo che la comunicazione pu risultare inefficace. Prima della scuola primaria , infatti, un bambino non sar in grado di spiegare adeguatamente il funzionamento di un meccanismo come un rubinetto , proprio perch tender a dare molte cose per scontate. Infine questi bambini, oltre a confondere il proprio punto di vista con quello degli altri, confondono il mondo psichico e quello fisico. A partire dai 6 anni, per, tali difficolt vengono superate ed i bambini , oltre a non confondere pi il proprio punto di vista con quello altrui, distinguono meglio anche la realt mentale da quella materiale. Piaget , a tal proposito, utilizz il plastico delle tre montagne:i BAMBINI DI QUESTA Et RISPONDONO CHE IL PUPAZZO SCEGLIE UNA DELLE TRE FOTO IN BASE ALLA POSIZIONE CHE OCCUPA E SONO IN GRADO DI SCEGLIERE QUELLA CORRETTA TRA DIVERSE FOTO IN CORRISPONDENZA DELLANGOLAZIONE OCCUPATA.-Di conseguenza, negli anni della scuola primaria, i bambini saranno sempre pi capaci di fornire una spiegazione efficace a un loro coetaneo e di distinguere ci che reale da ci che non lo , capacit questa molto importante anche per la comprensione dei cartoni animati e di altri programmi televisivi.

  • Le operazioni logico aritmetiche e spazio temporaliA partire dai 6 anni, i bambini imparano a ritrovare somiglianze e differenze tra gli oggetti ed a classificarli indipendentemente dalla loro vicinanza spazio temporale . Ad esempio, possono capire che lorchidea in salotto e la margherita nel prato sono entrambe fiori, anche se sono in due luoghi diversi: sanno cio compiere classificazioni e seriazioni, ossia operazioni logico aritmetiche .Negli anni della scuola primaria vengono acquisite le operazioni spazio-temporali che riguardano i rapporti spaziali e temporali, come dentro, fuori, dietro, davanti, sopra, sotto, destra, prima, dopo, contemporaneamente.In questo stesso periodo i bambini sviluppano le nozioni spaziali : innanzitutto comprendono i rapporti topologici , ossia quei rapporti che rimangono immutati quando si deforma una figura modificando la distanza tra i suoi punti (ad esempio tirando un elastico),successivamente capiscono anche le propriet euclidee degli oggetti, cio il numero e le dimensioni di lati e angoli:

  • Il linguaggio e le immaginiQuando esprimiamo un pensiero usiamo sempre qualche dispositivo simbolico (non potrebbe essere altrimenti, dato che non siamo telepatici). Un pensiero riguarda sempre qualcosa, e un modo standard di riferirci a questo "qualcosa" quello di usare la parola "concetto". Allora potremo sinteticamente dire che quando parliamo di linguaggio verbale intendiamo riferirci alla capacit delluomo di usare parole e frasi in modo tale che i concetti nella nostra mente possano essere comunicati agli altri o, indifferentemente, a come percepiamo le parole che ci vengono dette e a come le trasformiamo in concetti.Luso del termine "concetto" per pu essere fuorviante perch tende a suggerire che ci sia unentit ben definita, ad esempio il concetto di numero, che si acquisisce o non si acquisisce. In realt non esiste in questo senso un procedimento del tipo "tutto o nulla".

  • *Acquisire un concetto collegato a una parola vuol dire riuscire a controllarne luso tramite immagini adeguate. Supponiamo che a una persona venga fatto vedere un piccolo cartoncino con qualcosa stampato sopra e le venga detto che un biglietto dautobus, fornendone una definizione adeguata. In mancanza di qualsiasi esperienza pratica, per quella persona il concetto "biglietto dautobus" si identificher quasi totalmente con la definizione e non lo render capace di immaginare linsieme dei comportamenti e dei significati correlati alla definizione stessa1 come fa invece labitante di una grande citt che abbia acquisito lo stesso concetto anche per pratica diretta. Una grande utilit della parola sta nel fatto che ci permette di comunicare le nostre concettualizzazioni senza specificare che tipo di forma hanno nella nostra mente, istante dopo istante. Possono essere mappe, parole, immagini, sensazioni motorie, ricordi, o tutto questo insieme. User dora in avanti il termine "immagine" o "non verbale" per qualunque rappresentazione mentale che non abbia il "formato" verbale .Gi Aristotele nei suoi splendidi studi di logica afferma che la semanticit di un suono consiste nella sua capacit di rinviare allimmagine della cosa presente nellanima, ossia alla corrispondente affezione, assumendo valore di simbolo.Ora, (i suoni) che sono nella voce sono simboli delle affezioni che sono nellanima, e i segni scritti lo sono dei (suoni) che sono nella voce

    In questa analogia le parole scritte stanno alle parole dette come le parole dette stanno alle immagini.

    Fonti dei dati: European road safety observatory (2007), ISTAT (2008)

  • Ma Aristotele individua anche le prime profonde differenze: se non si percepisse nulla non si apprenderebbe n si comprenderebbe nulla, e quando si pensa, necessariamente al tempo stesso si pensa unimmagine [] le immagini sono come le sensazioni, tranne che sono prive di materia. Ma limmaginazione diversa dallaffermazione e dalla negazione, poich il vero e il falso consiste in una connessione di nozioni [] Ma le prime nozioni4 in cosa si distingueranno dalle immagini? Certo, neppure le altre sono immagini, ma non si hanno senza le immagini5 Qui Aristotele tocca un punto fondamentale: limmaginazione diversa dallaffermazione e dalla negazione, poich il vero e il falso consiste in una connessione di nozioni. Il linguaggio uno straordinario strumento di pensiero che con la sua evoluzione nel tempo ci ha permesso di introdurre criteri di verificabilit nei nostri ragionamenti: il vero e il falso consentono di elaborare correttamente i prodotti di quella cosiddetta "compressione cognitiva"6 che ci aiuta a categorizzare il mondo e a ridurre linsieme delle strutture concettuali a una scala gestibile. I concetti salgono da piani molto concreti a livelli estremamente astratti, e lastrazione, livello dopo livello, richiede lintervento di una sintesi, di una compressione. Cos la parola "biglietto dautobus" pu evocare esperienze vissute direttamente, mentre la frase "la democrazia richiede una partecipazione informata" ha bisogno, per essere ben compresa, dellintervento della capacit del pensiero di riunire molti concetti sotto un unico simbolo (e parallelamente molte immagini in ununica rappresentazione) e su quellunico simbolo operare ancora nello stesso modo, riunendolo ad altri fino ad arrivare ai massimi gradi dellastrazione.

  • Da un punto di vista neurologico per la maturazione dei processi linguistici non strettamente correlata a quella delle capacit concettuali. Si danno casi di bambini che crescono con sistemi concettuali gravemente compromessi ma con una buona competenza grammaticale mentre, viceversa, bambini con sordit fin dalla nascita, hanno una capacit concettuale normalissima pur non sviluppando un linguaggio verbale. Anche le persone che hanno compromesse alcune funzioni legate allarea verbale non hanno per questo problemi di concettualizzazione. Durante una conferenza internazionale dal titolo Pensiero senza linguaggio un giovane matematico universitario con un grave problema nella lettura e nella scrittura (dislessia) descrisse come riuscisse a pensare senza usare il linguaggio verbale: " Sin dalla pi tenera et mi resi conto di come sia pi facile riflettere su alcune cose senza usare il linguaggio.". Quando calcolava la resistenza totale di una rete di resistori ne immaginava la configurazione fisica e "manipolavo la rete tagliandola, piegandola e ricollegandola mentalmente il processo era del tutto averbale, eppure preciso come lalgebra a cui andava a sostituirsi"8 Le lesioni cerebrali hanno messo in evidenza come luomo possa perdere le sue capacit verbali senza perdere le facolt immaginativa, quella cio di richiamare immagini alla mente e di elaborarle

  • La questione delle immagini mentali un tema presente da sempre nelle questioni che coinvolgono il pensiero, dal tempo dellantica Grecia ad ora, ma nel 900 ha avuto vicende alterne. La psicologia rifiutava qualunque indagine che si servisse dellintrospezione e quindi per lungo tempo n