Appunti Sociologia militare - 2009

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    20-Jul-2015

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SOCIOLOGIA MILITARE

GESTIRE LA DIVERSIT. ADATTAMENTO CULTURALE E FORMAZIONE PER LE MISSIONI DIVERSE DALLA GUERRALe PSO sono state riconosciute come missioni di pace con gradi di rischio variabili e pi bassi rispetto alle operazioni WAR, ma con un alto livello di stress per truppe e comandanti. I fattori di stress variano da operazione ad operazione, pur essendo molto simili tra di loro, ed il loro insieme pu essere definito DIVERSITA. Si possono definire molti tipi di diversit, ognuno dei quali evidenzia uno specifico tipo di stress. Ogni diversit infatti mette in evidenza uno specifico comportamento adattativo, e le lessons learned che da esso possono derivare permettono di individuare idonee abilit e competenze specifiche. Questo comporta una certa flessibilit, con la quale si potrebbe dire flessibilit per far fronte alla diversit culturale. LIVELLI DI DIVERSITA Ognuno di essi associato ad uno specifico tipo di cultura ed una diversa struttura culturale con una precisa tipologia di abilit. Le difficolt degli Ufficiali sono legate proprio alla loro diversit nella cultura militare e nellistruzione formale che li caratterizza. 1. Diversit nella natura della missione militare: Questa prima categoria di diversit relativa al livello pi generale, dove la definizione stessa della funzione militare fortemente messa in discussione. Per la sociologia militare la ripetuta e crescente esperienza in missioni non convenzionali, per le FF.AA. di molti paesi, ha significato una vera sfida alla definizione stessa del mestiere delle armi. Nelle MOOTW, in America, sono state cos inserite anche le operazioni di peacekeeping e di aiuto umanitario, che Janowitz definirebbe come di tipo constabulary.Il bisogno di qualcosa di diverso nella conoscenza e nella capacit avvertito sia per quanto concerne la formazione degli ufficiali, inferiori e superiori, sia per i sottufficiali, fino ai livelli pi bassi della catena di comando, enfatizzando il concetto di iniziativa dal basso verso lalto e di relativa autonomia dei livelli gerarchici pi bassi. Quando sia letica che la competenza di un gruppo professionale sono messi in discussione, allora qualcosa di rilevante sta cambiando o gi cambiato. Una specie di nuovo paradigma sotto cui considerare il ruolo dellesercito professionale ha cos dato vita ad un nuovo tipo di soldato, il peacekeeper militare. Uno studio su questa nuova figura venne gi fatto da Moskos nel 1976, basandosi sul contingente ONU a Cipro: Moskos ha esplorato gli atteggiamenti verso il cambiamento dal mestiere del soldato a quello del peacekeeper con interviste ad ufficiali di pi paesi, ricevendone lidea per la quale la professione militare era conforme anche ai nuovi obiettivi richiesti dalle missioni di peacekeeping: stato cos confermato il detto per il quale il peacekeeping non un mestiere da soldato, ma solo un soldato pu farlo. Una domanda ancora oggi valida non se il nuovo ufficiale debba trasformarsi in peacekeeper, abbandonando il modello del leader eroico, ma se esso possa includere il ruolo del peacekeeper nella gamma degli obiettivi professionali richiesti dalla situazione geopolitica internazionale. Le nuove missioni hanno infatti portato ad un inevitabile cambiamento nellideal-tipo dellufficiale professionista. Questo cambiamento non vuol per dire il totale abbandono del modello convenzionale del soldato come combattente.

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La cultura professionale militare conserva le sue caratteristiche pi tradizionali, dal momento che lo scopo primario delle FF.AA. sempre quello di prepararsi ad uneventuale guerra (una societ senza guerre appare ancor oggi quasi utopistica); comunque evidente che la cultura del peacekeeping giunta ad un preciso status sia nelle societ civili che nelle stesse FF.AA. Queste perci devono far fronte a tensioni interne e contraddizioni tra due culture, quella del guerriero e quella del peacekeeper. Questa diversit fondamentale non si pu evitare, dato che non pu essere superata riducendola alluna o allaltra faccia della medaglia. 2. Diversit nelle PSO in quanto tali: Le PSO, al loro interno, includono una vasta gamma di tipologie di interventi, dal peace-enforcement ad operazioni di tipo constabulary come il mantenimento dellordine pubblico e laiuto umanitario. Tale diversit si ripercuote sul ruolo e sulle prestazioni delle FF.AA., perch vuol dire che ai soldati pu venir chiesto di operare in differenti scenari operativi ma soprattutto per il fatto che una singola missione non sempre classificabile interamente in una specifica categoria, e pu comunque sempre cambiare. Questo principio fonte di stress e difficolt per una mentalit militare, pi a proprio agio con obiettivi chiari e definiti come quelli di una classica operazione war. 3. Diversit per quel che riguarda incertezza ed imprevedibilit: Riguarda lincertezza che deve essere data ad una missione sulla propria efficacia, momento di termine, utilit per la propria carriera militare e per la competenza professionale dei singoli partecipanti. Da ricordare anche la variet di reazioni possibili allintervento militare da parte dellopinione pubblica su obiettivi e ragioni dellintervento. 4. Diversit nelle forze multinazionali schierate: Il fatto che le unit spesso sono composte da vari contingenti militari di diversa nazionalit una delle principali caratteristiche distintive delluso corrente nelle PSO. Questo comporta un alto livello di interculturalismo tra unit, dal momento che nazioni diverse possono essere legate a differenti culture. Diversit significa anche regole, equipaggiamenti, risorse, linguaggio e caratteristiche organizzative diverse, che portano ad esaltare limportanza della reciproca cooperazione. 5. Diversit nellambito del teatro operativo: Nelle PSO le forze militari non agiscono da sole, essendo molti e variegati gli attori presenti, ognuno dei quali dotato di un ruolo preciso e specifico. Questi attori non sono solamente militari di altri eserciti, ma anche e soprattutto civili come popolazione, autorit politiche locali, funzionari di agenzie internazionali e membri di ONG, senza scordare il ruolo dei media. Le FF.AA. devono cooperare con alcuni di questi attori, contrastandone altri cercando di rimanere neutrali per evitare tensioni e conflitti sul campo. In un teatro del genere la forza della differenziazione culturale molto evidente.

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TIPOLOGIE DI FATTORI DI STRESS NELLE PSO 1. Tensioni e difficolt sollevate dalla diversit per quel che riguarda la missione in s: Nelle operazioni dove prevale il ruolo delle forze dellordine, vengono meno molti elementi di una normale operazione militare, come un nemico facilmente individuabile ed un target da raggiungere chiaro e preciso, fattori che permettono una definizione della prestazione e lesecuzione efficace di questultima. Anche il livello di rischio non facilmente individuabile, essendo talvolta pi nascosto ed improvviso che palese e conosciuto. 2. Tensioni e difficolt sollevate dalla diversit delle PSO come tali: Lambiguit delle PSO origina stress, dato che aiuta a mantenere un senso di precariet. Lesperienza di una missione pu non tornare utile in unaltra, pu cambiare il modo di rapportarsi con i civili e tante altre cose: tutto ci contribuisce a creare la sensazione di una situazione incerta ed indefinita. Il mutare delle ROE, inoltre, pu aggiungere un senso di personale insicurezza e/o incertezza per il corretto modo con cui reagire alle minacce. 3. Tensioni e difficolt sollevate dalla diversit per quel che riguarda incertezza ed imprevedibilit: Questo livelli mette in discussione i fattori motivazionali. Lindeterminatezza riferita al significato della missione, alla percezione della sua efficacia, alla sensazione di sprecare tempo e competenza professionale per qualcosa la cui legittimazione incerta o discutibile. Questultima pu essere minata anche da una scarsa prestazione o da una mancanza di successo. Noia e perdita di senso della missione, incertezza generalizzata circa il risultato sono fattori di stress ben identificati nellanalisi delle PSO, e che toccano coesione e prestazione delle FF.AA. Laddestramento militare convenzionale fa affidamento sulle azioni e sul risultato delle azioni per misurare la prestazione e sostenere la motivazione dei militari. In un expert survey condotto sugli ufficiali con esperienza nelle PSO sono stati individuati pi fattori di stress. Alla domanda Nel caso lei avesse dovuto affrontare delle difficolt nel gestire lo stress psicologico dei suoi soldati causato da elementi legati alla missione, di quali fattori si trattava?, le risposte pi frequenti e rilevanti hanno riguardato lincertezza, lambiguit della missione, ladattamento, il rischio della vita, le restrizioni di movimento, la noia, le varie privazioni e la lunghezza del periodo della missione. Componenti principali dei fattori di stress sono nostalgia, inefficacia della missione e risentimento: la prima riguarda un sentimento latente fatto di mancanza di casa, solitudine e noia, la seconda collegata alla personale valutazione dellessenza della missione e dei suoi scopi e risultati, indicati come incertezza, ambiguit della missione ed inefficacia della missione, mentre lultima un sentimento riguardante la mancanza di rispetto da parte del governo e dellappoggio dellopinione pubblica ed legata alla mancanza di riconoscimento da parte dei media e della privazione relativa (percezione di differenze varie tra contingenti). La missione pu essere soggetta a cambiamenti od avere finalit che appaiono irrealizzabili, e ricevere critiche e lamentele sulla sua validit da parte dei civili in patria. In tale modo una certa demoralizzazione pu prendere il sopravvento e portare ad una condotta scadente. Possono essere presenti facili tentazioni, e lincertezza nasce anche dalla cronaca giornalistica dato che in genere i giornalisti trattano in modo ampio solo le prime fasi delle operazioni.

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4. Tensioni e difficolt sollevate