Beata Pierina Morosini

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    31-Oct-2014

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Vita della Beata Pierina Morosini

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<p>BEATA PIERINA MOROSINIPRESENTAZIONE Il modo migliore per comprendere chi era veramente Pierina Morosini sarebbe salire a Fiobbio, il piccolo paese della Val Seriana dove Ella nacque e dove oggi riposa, e chiedere alla gente che l'ha conosciuta di parlarci di Lei. Ne verrebbe fuori la figura di una ragazza straordinaria, bella e riservata, intelligente e volitiva, innamorata di Dio e dedita agli altri fino all'eroismo: non udreste una sola voce discorde, non riuscireste a cogliere nelle parole dei vecchi e severi contadini bergamaschi il minimo dubbio sulla verit delle sue virt e sulla purezza della sua vita. Fortunatamente per c' chi ha gi fatto questo lavoro per noi: una maestra di Cene, un paese poco distante da Fiobbio che, alla notizia della tragica morte di Pierina, si sent ispirata a raccogliere subito tutte le testimonianze possibili su Lei, impegnandosi in questa ricerca con tale costanza e precisione da riuscire a consegnarci, dopo pi di 20 anni di lavoro, la sua preziosissima raccolta in un bel volume intitolato: Pierina Morosini, testimone di Cristo, dal quale abbiamo ripreso la gran parte delle testimonianze che qui riferiremo. Il nostro ringraziamento va quindi - dopo che alla Mamma di Pierina, che da anni segue con affetto particolare lo sviluppo di questo nostro piccolo lavoro - alla signorina Ermenegilda Poli, chiamata dalla Provvidenza ad essere l' Evangelista di Pierina e, per le preziose confidenze spirituali, al carissimo Padre Luciano da Albino, l'umile frate cappuccino che pi di ogni altro ha penetrato sulla terra la bellezza dell'anima di Pierina, avendo avuto la felicissima responsabilit di dirigerla spiritualmente dall'et di 15 anni fino alla morte. Un doveroso grazie infine a quanti - e sono molti - ci hanno aiutato in vari modi a portare a termine il nostro lavoro anche se non ci arrischiamo qui a nominarli per il timore di tralasciarne qualcuno: Pierina dal Cielo li ricompensi tutti con grazie celesti. Pessano, 15 Settembre 1987, Festa dell'AddolorataDon Angelo Albani Don Massimo Astrua</p> <p>I IL VOLTO DI PIERINACi sembra bello che il primo incontro con Pierina Morosini avvenga osservandone il volto. Le descrizioni anche minuziose che di Lei ci hanno fatto le persone che l'hanno conosciuta non ci permettono, da sole, di immaginare come Pierina era davvero, mentre le poche foto che di Lei ci sono rimaste hanno il potere di farcela conoscere in modo vivo ed</p> <p>2</p> <p>immediato, come se la incontrassimo. Queste foto, a quanto sappiamo, sono soltanto tre. Eccole. 1) La foto-ricordo di Roma La prima la foto-ricordo del pellegrinaggio che la Giovent femminile di Azione Cattolica della Diocesi di Bergamo fece a Roma nell'aprile 1947 in occasione della beatificazione di Maria Goretti. I pellegrini sono disposti sulla scalinata della chiesa del Ges: Pierina, che ha 16 anni, la prima a destra della seconda fila, indicata dalla freccia bianca. Di lei si intravvede solo il volto e mezzo busto. Sappiamo che il soprabito chiaro che indossava le era stato donato da una sua parente e che ai piedi calzava un paio di sandali pure regalatigli in occasione del viaggio. Di questa foto abbiamo tentato un ingrandimento, ma con scarso successo: il volto di Pierina rimane sfuocato e confuso e lo abbiamo qui riprodotto solo come documento, essendo il pi antico ritratto di Pierina che ci sia pervenuto. 2) Il gruppo di Bergamo La seconda foto - anche se non ne conosciamo con certezza la data - di qualche anno posteriore, quando Pierina poteva avere diciannove o vent'anni (Poli, 103). stata scattata presso il Seminario di Bergamo e ritrae Pierina (la prima a destra di chi guarda) con altre tre ragazze di Fiobbio, zelatrici del Seminario, in occasione di un convegno indetto dall'Opera diocesana San Gregorio Barbarigo. l'unica foto che ci mostra tutta la persona di Pierina: il portamento eretto, naturalmente dignitoso, e dal volto, appena sfiorato da un lieve sorriso, traspare, una pace e una forza interiori che fan bene a guardarlo. 3) La foto-tessera La terza ed ultima foto che possediamo di Pierina - l'unica che ritragga da vicino il suo volto - una foto-tessera scattata posteriormente alle due precedenti, forse solo poco tempo prima della sua morte. Essa ce la rappresenta a mezzo busto, con i capelli scuri discriminati al centro e legati in lunghe trecce raccolte attorno alla nuca. L'abito un semplice grembiule nero di cotone che lei stessa si era cucito e che le amiche giudicano troppo aperto sul collo: Pierina asseriscono - lo teneva pi chiuso, forse con uno spillo, anche d'estate quando faceva caldo (239). Anche se non ci conserva il colore degli occhi che erano azzurri come i laghi alpini (90) n quello delle guance, rosse come una bella mela della sua valle (90), questa foto un vero dono di Dio! Senza di essa Pierina sarebbe rimasta per noi quasi una sconosciuta; con essa invece Ella resta a noi vicina e ci diviene familiare come una sorella; da essa quasi ci parla, rivelandoci tacitamente il suo mondo interiore e suscitando in noi una piena di sentimenti che il Padre Mondrone ha espresso stupendamente cos:</p> <p>3</p> <p>C', in questo volto, la bellezza intatta e fiera, ma soprattutto gelosa, della montanina; l'espressione di un temperamento volitivo e dolce insieme. Gli occhi azzurri riflettono serenit e purezza incantevoli. Lo sguardo sembra fissarsi verso un ideale ben preciso e che fiorisce dal di dentro. Le labbra restano dolcemente sigillate come per custodire un suo grande e misterioso segreto. C' la ragazza salda e battagliera, dalla volont che si domina e che sa dominare; c' una padronanza di s che impone rispetto, ma insieme ispira fiducia e ammirazione II I LUOGHI DELLA SUA VITA La conoscenza dei luoghi e dell'ambiente nei quali una persona vissuta ci pu aiutare a comprendere meglio la sua vita e a cogliere pi profondamente i tratti della sua personalt. Per questo, dopo aver presentato il volto di Pierina, vogliamo ora narrarne in succinto la vita, inserendola anche visivamente in quell'ambiente contadino ed operaio, cos saturo di cristianesimo, che era ed ancora caratteristico delle valli bergamasche. Per agevolare il lettore in questo sforzo di comprensione abbiamo tracciato, nelle pagine (seguenti), uno schizzo panoramico che abbraccia i luoghi principali nei quali Pierina vissuta, luoghi che andremo man mano illustrando coi procedere della narrazione. La nascita e il Battesimo di Pierina I genitori di Pierina, Rocco e Sara Noris, subito dopo il loro matrimonio presero alloggio in una casa rurale di Fiobbio che, nello schizzo, abbiamo chiamata la prima casa. Presto per, nel 1930, Rocco e Sara si trasferirono alla Cedrina Alta, una semplice e solida casa di pietra di propriet dei Morosini isolata a mezza costa del Monte Misma. Tuttavia, nei primi anni del loro matrimonio, terminati i lavori estivi, i giovani sposi scendevano in paese a passarvi l'inverno; non pi per nella prima casa, bens in un cascinale posto all'altro lato del paese in un piccolo avvallamento detto popolarmente del Muto. in questa casa che il 7 Gennaio 1931 nacque Pierina, primogenita di ben nove fratelli. La camera natale, a pian terreno, bassa, col soffitto a sesto acuto cos caratteristico delle vecchie cascine lombarde, e conserva ancor oggi tutto il fascino di quella povert dignitosa e rispettabile che accompagn sempre la famiglia Morosini. Il giorno seguente, Pierina fu battezzata nella nuova Chiesa parrocchiale di Fiobbio dal Parroco Don Antonio Savoldi col nome di Pierina Eugenia. Ventisei anni pi tardi, sullo stesso stesso registro del suo Battesimo, un altro Parroco, Don Salvatore Pirovano, annoter le seguenti parole: Gloriosa Martire della Purezza Ferita il 4-4-57; Morta il 6-4-57; Sepolta il 9-4-57. La mamma, maestra di preghiera Pierina trascorse la sua fanciullezza alla Cedrina Alta dove la famiglia Morosini si era ormai trasferita definitivamente, ma soggiornava ogni tanto anche alla Cedrina Bassa,</p> <p>4</p> <p>il cascinale della nonna materna, da dove le era pi facile raggiungere d'inverno la scuola e la Chiesa. In quegli anni il pap, sempre pi cagionevole di salute, lasci il lavoro dei campi e fu assunto come guardiano notturno presso la ditta Siama di Albino: partiva allora da casa verso sera e non vi risaliva se non la mattina dopo. Ricordando questi anni, mamma Sara racconta: Siccome mio marito partiva da casa ogni sera, perch faceva la guardia notturna presso uno stabilimento, io restavo sola coi piccoli in una casa cos sperduta tra i boschi del Misma, e mi veniva quasi paura; allora pregavo a lungo con i miei bambini, ogni sera, spinta dal bisogno di ottenere la protezione di Dio sulla mia famiglia (44-45). Cominciai a far pregare i figli quando ancora non sapevano parlare, perch i piccoli, sentendo dire le orazioni, le imparano. Se dite a un bambino: "metti le manine giunte e preghiamo", lui prega anche solo ascoltando (45). Pierina pregava bene; anche da piccola non si stancava mai di pregare e non disse mai che le preghiere erano lunghe. A lei e ai primi figli, quando erano piccoli, facevo recitare insieme le preghiere del mattino e della sera. In pi, ogni giorno, facevo loro ripetere le prime Formule della Dottrina Cristiana, in modo che, a quattro anni, Pierina sapeva gi a memoria molte preghiere e gli Atti di Fede, Speranza, Carit e Dolore, oltre ai Comandamenti e le Opere di misericordia... (44). Le altre preghiere che recitavamo erano il Rosario, l'Atto di Cosacrazione: "O Ges dolcissimo Redentore...", la Coroncina del Sacro Cuore di Ges, le Offerte per i defunti, la Coroncina dei sette Dolori della Madonna: quest'ultima preghiera Pierina continu a recitarla a memoria anche da adulta; i fratelli ricordano che essa la faceva loro recitare specialmente quando entravano insieme nella Chiesa del Pianto di Albino (45). La S. Cresima e la Prima Comunione. Cos ben preparata spiritualmente dalla mamma, Pierina - che ancora non aveva iniziato le scuole - fu ammessa, a soli 6 anni, alla S. Cresima che ricevette ad Albino dalle mani del Vescovo di Bergamo, Mons. Adriano Bernareggi, il 10 gennaio 1937: il Parroco di Fiobbio che l'aveva esaminata sulla sua preparazione catechistica, ne era rimasto meravigliato! Nel maggio dell'anno seguente ricevette la Prima Comunione nella chiesa parrocchiale di Fiobbio. La Messa prima della scuola Racconta ancora mamma Sara: Quando i primi figli furono grandicelli, li mandavo quasi ogni mattina alla prima Messa; io non potevo andarci allora, dovendo restare a casa coi piccoli, tuttavia li accompagnavo per un buon tratto lungo il sentiero deserto e buio, poi mi fermavo finch li sentivo giungere sulla strada da dove essi mi davano la voce, come d'accordo. Pierina guidava la piccola comitiva: dopo la Messa tornavano a casa per la prima colazione, quindi con le loro cartelle scendevano di nuovo in paese per la scuola (45). Quando i bambini furono alquanto cresciuti, la mamma riprese l'abitudine della Messa feriale:</p> <p>5</p> <p>Tutte le mattine, alle 5, scendevo con Pierina alla chiesa di Fiobbio e ci inginocchiavamo insieme nel penultimo banco a sinistra di chi entra. Quando era sola, probabilmente sar andata pi avanti, nel terzo banco vicino all'altare, come afferma la Superiora (45). A Fiobbio, a quel tempo, non esisteva la classe quinta, per cui Pierina vi frequent solo le prime quattro classi elementari e dovette andare ad Albino, dalle Suore del Sacro Cuore, per fare la quinta. Pierina - come avremo modo di ripetere nel prossimo capitolo - riusciva molto bene negli studi che avrebbe voluto continuare fino a consegure il diploma di maestra, ma dovette rinunciare a questo suo desiderio per poter aiutare economicamente la famiglia ormai numerosa. E cos, dopo aver frequentato sempre ad Albino un corso di taglio e cucito, a 15 anni fu assunta come aiutante tessitrice nel Cotonificio Honegger. La Messa prima sel lavoro. Al Cotonificio Pierina lavorava otto ore al giorno, ma non sempre nello stesso orario: una settimana faceva il primo turno di lavoro, dalle 6 del mattino fino alle 14; la settimana successiva lavorava nel secondo turno, dalle 14 alle 22. Nella settimana in cui Pierina doveva recarsi allo stabilimento per il turno del mattino, partiva da casa poco dopo le 4, munita di pila elettrica o di candela. Nei primi anni di lavoro, quand'era giovanissima, la mamma l'accompagnava per un buon tratto lungo il sentiero nel buio del castagneto: partivano di casa con la corona in mano e recitavano il Rosario insieme. Poi la mamma tornava indietro e, lungo un al-. tro sentiero, si recava alla chiesa di Fiobbio per la Messa mentre Pierina continuava la discesa e, arrivata ad Albino, si dirigeva alla chiesa parrocchiale dove talvolta arrivava quando la porta era ancora chiusa. Allora aspettava fuori pregando. Ricevuta la Comunione prima dell'inizio della Messa, che era alle ore 5,15, vi assisteva a una parte e poi via verso lo stabilimento dove entrava poco prima delle 6 (19). Il percorso di Pierina facilmente individuabile sullo schizzo panoramico alle pagine 24 e 25: partendo dalla Cedrina Alta, Pierina scendeva lungo il sentiero si snoda nei boschi fino al Dosso, e proseguiva poi per la via Monte Cura che conduce al ponte sul Serio. Di qui Pierina saliva alla chiesa di Albino di dove, o per la strada alta o per quella bassa che passa davanti al Santuario del Pianto, raggiungeva il Cotonificio Honegger. Una buona ragazza di Albino ci ha lasciato questa testimonianza: La settimana in cui le toccava il turno del mattino, io la sentivo arrivare in chiesa prima delle cinque e mezza; faceva rumore con i suoi zoccoli... La vedevo ricevere la Comunione prima che iniziasse la Messa insieme con poche altre buone operaie che accorrevano cos presto in chiesa prima di recarsi al lavoro; ma quella che pi mi meravigliava era lei, perch veniva da lontano. Vedendola, noi si pensava: "Quella si alzata alle quattro!" (56). E un'altra operaia ci ha detto: Lavoravamo nello stesso stabilimento, anzi nello stesso turno di lavoro. Nella settimana del turno antimeridiano, di solito alle 5,15 io ero gi nella chiesa di Albino. Quando sentivo il rumore degli zoccoli dicevo tra me: "Arriva Pierina!". Camminava</p> <p>6</p> <p>lentamente, faceva la Comunione, poi usciva un momento prima di me; quando la raggiungevo nei pressi della chiesa del Pianto, le dicevo sorpassandola: "Pierina, prega per me". Mi rispondeva umilmente: "Preghi lei per me!" (72). Gli operai che andavano a prendere la corriera delle cinque, la incontravano ogni mattina diretta alla parrocchiale di Albino; sentivano il rumore dei suoi passi e si dicevano: "Arriva quella degli zoccoli!". Ma ora che morta, ricordandola dicono: "Quella l era proprio buona!" (135). Anche il Sacrestano della chiesa di Albino racconta che vedeva arrivare Pierina prima delle cinque, con qualunque tempo, per accostarsi alla Santa Comunione. Una volta la vide con gli abiti inzuppati, perch era stata colta da un acquazzone, recarsi ugualmente alla balaustra e afferma di aver...</p>