C. Spedicato, A. Bavari, F. Cannarsa, G. Borgese Scuola Navale Militare F. Morosini, Venezia Analisi Morfologica della Galassia NGC 4686

  • Published on
    02-May-2015

  • View
    212

  • Download
    0

Embed Size (px)

Transcript

<ul><li> Slide 1 </li> <li> C. Spedicato, A. Bavari, F. Cannarsa, G. Borgese Scuola Navale Militare F. Morosini, Venezia Analisi Morfologica della Galassia NGC 4686 </li> <li> Slide 2 </li> <li> NGC 4686 </li> <li> Slide 3 </li> <li> La sigla NGC indica un tipo di catalogo di cui si fa uso per identificare con maggiore chiarezza e universalmente le galassie. In particolare l'NGC fu compilato negli Anni 1880 da John Dreyer. NGC:New Group Catalogue </li> <li> Slide 4 </li> <li> Lanalisi degli oggetti nelluniverso comporta lutilizzo di vari strumenti e di sistemi di riferimento inerenti alla natura spaziale,quali: il tempo siderale, che il tempo che impiega la Terra a compiere un giro completo rispetto alle stelle; e il CCD (Charge Coupled Device), usato in questo caso prevede di eseguire una lunga serie di riprese del soggetto, e successivamente, con appositi software, sommare tali riprese in modo che il rumore di fondo scompaia (in quanto casuale) e venga esaltata l'immagine del corpo celeste ripreso. Studio dei corpi celesti </li> <li> Slide 5 </li> <li> Durante lesperimento ci siamo avvalsi di immagini osservate in vari intervalli di tempo,utilizzando fotoni catturati dalle apparecchiature in funzione dei pixel (erg cm s ). La luce osservata viene dispersa su pixel che danno luminosit in base al numero e alla posizione dei fotoni. Un ostacolo allosservazione del corpo celeste il sovrapponimento della magnitudine del cielo a quella delloggetto. Bisogner quindi filtrare lafflusso di fotoni captato dal telescopio ed eliminare quelli del cielo,i quali possiedono una magnitudine media. Per fare ci ci avvaliamo di filtri ottici che si riferiscono alle lunghezze donda che possiede la luce emessa dal corpo. </li> <li> Slide 6 </li> <li> La morfologia di una galassia viene analizzata grazie allausilio della magnitudine apparente,il cui calcolo nel nostro caso dovr tener conto della presenza del cielo,del tempo di esposizione e delluso dei pixel come strumento di lavoro. </li> <li> Slide 7 </li> <li> Durante il tempo di esposizione, l'effetto della rifrazione della luce sposta gli oggetti sull'immagine di qualche pixel, cambiando filtro. E quindi bisogna riallinearle, in modo che coincidano. Nella nostra analisi utilizzeremo il punto zero fotometrico fotometrico che una costante che serve per passare da magnitudini strumentali (in conteggi di fotoni) a magnitudini calibrate (in unit fisiche). In cui: K la costante di estinzione atmosferica dipendente da ,cambia per ogni banda fotometrica; X la massa daria Dove h laltezza delloggetto sullorizzonte </li> <li> Slide 8 </li> <li> Le magnitudini utilizzate corrispondono alle varie lunghezze donda che prendono in analisi allinterno dello spettro visibile:U,G,R,I,Z. Esse sono legate allintensit della luce e quindi al flusso : </li> <li> Slide 9 </li> <li> Per capire la forma della galassia bisogner,tramite luso di vari software quali IRAF e DS9, calcolare lintensit del bulge e quella totale della galassia esaminata. Il rapporto fra le due determiner se il bulge abbastanza incisivo sulla intensit totale e quindi quale sar la forma della galassia esaminata. </li> <li> Slide 10 </li> <li> Osservando i dati raccolti,notiamo che leccentricit aumenta allaumentare della misura del semi-asse maggiore. Questo vuol dire che NGC 4686 ha una forma ellittica. Per capire la prominenza dei suoi bracci osserveremo la galassia con i filtri G e R. </li> <li> Slide 11 </li> <li> Una volta trovate tutte le caratteristiche delle osservazioni(SMA,X0,Y0,Intensit,PA,Ellitticit) con i due diversi filtri possibile procedere alla differenza fra le due magnitudini che permette di determinare con maggior accuratezza la magnitudine reale delloggetto. Prima di ci abbiamo dovuto creare un modello per ogni filtro che sottratto allimmagine osservata ha permesso di isolare i residui di cielo che rendevano losservazione pi difficoltosa. Infine stato possibile sovrapporre la galassia del filtro G con quella del filtro R senza residui di cielo. ) </li> <li> Slide 12 </li> <li> Slide 13 </li> <li> Dai dati sui vari filtri notiamo che la magnitudine apparente cresce al crescere del SMA poich la galassia meno luminosa pi si lontani dal centro. </li> <li> Slide 14 </li> <li> Osservando i grafici e facendo gli adeguati calcoli prima esposti possibile notare che la galassia NGC una galassia a spirale in cui la maggior luminosit proviene dai bracci. La sua magnitudine circa 13. </li> <li> Slide 15 </li> <li> Benedetti,Polo,Veronese,Morosini Stage Asiago 28-30/01/2009 </li> </ul>