Cardini: “Ratzinger sbaglia, su Celestino aveva ragione Dante”

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    30-May-2018

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  • 8/9/2019 Cardini: Ratzinger sbaglia, su Celestino aveva ragione Dante

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    Cardini: Ratzinger sbaglia, su Celestino aveva ragione Dante

    intervista a Franco Cardini, a cura di Giacomo Galeazzi

    in La Stampa del 5 luglio 2010

    Se fossi papa ci penserei due volte a riabilitare Celestino V. Storicamente ha pi ragioni Dante per

    condannarlo di quante non ne abbia Benedetto XVI per elogiarlo. Il medievista Franco Cardini

    un fervido estimatore di Joseph Ratzinger, per stavolta dissente rispettosamente e giudica

    pericoloso indicare come modello per la Chiesa attuale colui che fece per vilt il gran rifiuto.

    Perch, a differenza di papa Ratzinger, lei considera Celestino V un esempio negativo?

    Benedetto XVI fa il suo lavoro. E legittimo che nella missione di pontefice utilizzi vicende

    passate per attualizzare precetti, per antistorico estrapolare dal loro contesto figure o eventi

    travisandoli davanti a persone che non ne sanno nulla. In Abruzzo una gloria locale, ma nella

    storia ecclesiastica ha pi ombre che luci, quindi un errore di metodo trascurare il fatto che il

    santo eremita si trov in balia di un tragico vuoto di potere nella Chiesa. Mi pare rischioso e

    controproducente tracciare paralleli con la situazione odierna.Quindi fa bene Dante a confinarlo allInferno?

    Lantipatia di Dante non era infondata. Nel suo linguaggio "vilt" esprime soprattutto una bassa

    estrazione sociale, per i motivi storici per attaccare Celestino V non gli mancavano: come primo

    atto da Pontefice cre sette cardinali filo-Angioini, per malgrado linsana alleanza trono-altare si

    accorse presto di essere isolato e incapace di governare la Chiesa. Insomma fu un vaso di coccio tra

    vasi di ferro e giustamente si ritir dopo che anche la sinistra francescana spirituale e ribelle di

    Jacopone da Todi gli aveva voltato le spalle. Cap che per governare la Chiesa non serviva un

    santuomo e lasci il soglio allavveduto e solido Bonifacio VIII che, malgrado le leggende nere,

    non ebbe alcun bisogno di farlo avvelenare visto che aveva 85 anni e mor poco tempo dopo.

    Eppure per Benedetto XVI rappresenta un valido modello di santit...

    La storia parla chiaro. Tra interessi contrastanti e pressioni dei re Angioini di Napoli legati allacorona francese, il molisano Celestino V fu eletto in conclave a Perugia, si fece incoronare

    allAquila (dove aveva fondato un ordine religioso poi sciolto) proprio per riposizionare la Chiesa

    sotto lasfissiante controllo napoletano-francese. Anche lindulgenza plenaria (la perdonanza) aveva

    lintento, pi politico che morale, di avversare la corte pontificia. Dunque pericoloso riabilitarlo.

    Tanto pi che, come oltraggio a Roma, Celestino V fu canonizzato ad Avignone dal papa-burattino

    francese Clemente V per volont di Filippo IV, il re di Francia che aveva azzerato i Templari e

    arrestato Bonifacio VIII. Papa Ratzinger un fine intellettuale e doveva riflettere di pi prima di

    esaltare la memoria di Celestino V, suo debole predecessore. Fu ostaggio di giochi dinastici e

    gravemente inadeguato al compito.