Chiara Maria Bieker I manoscritti greci nella biblioteca ... ?· o di approfondire le vicende dei Greci…

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    19-Feb-2019

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Chiara Maria Bieker

I manoscritti greci nella biblioteca della Comunit greco-orientale di Trieste

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Con queste parole linsegnante Kristophoros Philitas descriveva nel 1819 lo scopo della scuola

della Comunit greco-orientale di Trieste.2 La sua affermazione ben si attiene al contesto

storico e geografico nel quale si form la Comunit greca triestina e nel quale venne istituita la

sua scuola. La conservazione della lingua della madrepatria e attraverso di essa la salvaguardia

della cultura e della fede dorigine furono vere e proprie necessit, che esprimevano

perfettamente lepoca in cui nacque e si svilupp la Comunit greca triestina: let

dellIlluminismo e delle spinte nazionalistiche. Ci valeva tanto pi tra i Greci della diaspora, i

migranti che nei secoli si erano allontanati dalla madrepatria e che proprio in questa

lontananza cercavano di mantenere un pi vigoroso legame talvolta non scevro da

idealizzazioni con le proprie radici. Allo stesso tempo, il greco era inoltre divenuto lingua

franca per i commerci nei Balcani e in una vasta area del Mediterraneo, e come tale la sua

conoscenza era dunque necessaria ai mercanti.

Per questo motivo non sorprende scoprire nella biblioteca della Comunit che nacque come

strumento ed espressione della scuola una raccolta libraria il cui scopo era proprio quello di

permettere ai fruitori di rinsaldare il rapporto con le proprie origini, indagandone la storia, e di

mantenersi al contempo aggiornati sul contesto contemporaneo.

Specchio di questa volont il fondo manoscritti, vero microcosmo allinterno della biblioteca.

Vi sono conservati 35 manoscritti greci, una raccolta eterogenea che comprende libri molto

differenti per fattura, finalit e contenuto. Sono codici piuttosto tardi risalenti quasi senza

eccezioni al XVIII e al XIX secolo. Si tratta di un piccolo tesoro poco conosciuto, descritto da

Lampros nel 1909 ma poi per lo pi accantonato nella memoria della Comunit.

Lo studio della raccolta, nonostante le dimensioni ridotte di questultima, permette tra laltro

di comprendere meglio la storia della Comunit greca di Trieste e dei suoi membri, di gettare

luce sui rapporti che la Comunit aveva intessuto con altre zone dellEuropa nonch di scoprire

o di approfondire le vicende dei Greci che sono transitati per Trieste o vi hanno vissuto. Le

1 Relazione manoscritta di Philitas al Capitolo nellanno 1819 (CGOTS, fasc. 1819).

2 Philitas fu impiegato nella Scuola della Comunit greco-orientale di Trieste dallottobre 1818 al

settembre 1819 (ACGOTS, SCU-SCU.III.a.1).

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storie degli uomini e le storie dei libri si intrecciano: lo studio delle vite dei libri serve a fare

chiarezza sulle vite degli uomini, cos come lindagine sulle vite degli uomini mette in luce

come queste abbiano influenzato le vite dei libri.

La Comunit greco-orientale di Trieste

La storia della Comunit greca triestina affonda le proprie radici nei primi decenni del XVIII secolo, quando Trieste conobbe il suo momento di massimo splendore con la proclamazione della libera citt marittima e si arricch con larrivo di numerose presenze straniere, che vi trovarono il luogo ideale per stabilirsi:3 una combinazione di tassazione agevolata per i mercanti, infrastrutture e attrezzature aument lattrattiva della citt agli occhi di una borghesia mercantile di respiro internazionale, che qui si insedi anche grazie ai privilegi concessi alle diverse nazioni etniche e religiose, dando vita a una societ cittadina estremamente cosmopolita.4 I mercanti greci furono tra i primi a giungere a Trieste dopo la proclamazione del Porto Franco nel 1719.5 Il primato spett ai Greci delle isole dello Ionio, cittadini della Repubblica di Venezia, e ai Greci del Peloponneso, di nazionalit ottomana,

3 Tra il 1717 e il 1719 tre avvenimenti segnarono il destino della citt di Trieste, ideale punto dincontro

tra i commerci dellAdriatico e dellEuropa centrale, e la consacrarono a primo porto di Vienna. Nel 1717, con lemissione di una Patente di navigazione, Carlo VI si impegn a difendere la libera navigazione nel mare Adriatico e a favorire lo sviluppo delle attivit commerciali nei territori costieri, agevolando cos le imprese mercantili; lanno successivo, limperatore sigl a Passorowitz un trattato di pace con il sultano della Sublime Porta, che stabiliva libert di commercio e di navigazione. Da questa situazione Trieste riusc a trarre il massimo beneficio: fu perci una conseguenza naturale, due anni pi tardi (il 18 marzo del 1719), la concessione della qualifica di porto franco ai due porti asburgici pi attraenti per la loro strategica posizione, Trieste e Fiume. Negli anni successivi, il governo di Vienna impresse i primi cambiamenti affinch Trieste potesse diventare a tutti gli effetti il primo porto del regno. Dopo il 1719, Carlo VI disciplin il porto e la citt di Trieste, fond a Vienna la societ di navigazione denominata la Compagnia Orientale, fece interrare le saline e costruire edifici per lo stoccaggio delle merci. Nel 1736 finanzi le prime attivit di dragaggio dei fondali. Quando poi nel 1740 sal al trono Maria Teresa, lo sviluppo del commercio non si ferm: per garantire la continuit dei commerci marittimi, la casa dAsburgo stipul altri accordi con limpero ottomano, e nel 1749, per favorire lo sviluppo commerciale triestino, fece entrare in vigore una Patente che garantiva Passaporti Franchi che assicuravano per le merci lesenzione da quasi tutte le gabelle. In questi anni vennero apportati numerosi cambiamenti allarea portuale, che divenne perci pienamente operante e sempre pi appetibile. Il 27 aprile 1769 Trieste fu dichiarata libera citt marittima e i privilegi doganali del porto franco vennero estesi a tutta la sua area. Sulla storia di Trieste, tra gli altri, Apih 1988; Cattaruzza 1996 e 2007; Finzi-Panjek 2001; Ara-Magris 2007

3; Ara 2009.

4 Negli anni 1725, 1729 e 1731 vennero promulgate tre patenti imperiali che migliorarono le condizioni

di residenza dei commercianti stranieri in citt. Nel periodo successivo quello degli imperatori Giuseppe II, Leopoldo II e Francesco II non vi furono opere di rilievo. Fra il 1792 e il 1812 Trieste dovette subire tre successive occupazioni francesi. Dopo la riconquista da parte degli Austriaci nel 1813, fu restaurato il porto franco e la citt riprese a pieno titolo il posto di intermediaria con lEuropa centrale. Il 2 dicembre del 1848 venne incoronato imperatore Francesco Giuseppe I, che rafforz ulteriormente il ruolo del porto triestino, facendolo divenire un grande scalo di transito. 5 La presenza greca a Trieste datava in realt ai primissimi anni del XVIII secolo, allorquando il

commerciante Atanasios Zalla inizi a piazzare sul mercato triestino una merce ancora sconosciuta, luva passa.

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attratti dalle vantaggiose condizioni economiche di cui avrebbero goduto le loro attivit.6 Il loro numero and progressivamente crescendo, e con il tempo si defin allinterno di questo gruppo una struttura sempre pi organizzata.7 Nel 1766 Maria Teresa concesse il nulla osta per la fondazione della Confraternita della Nazione Greca, e sei anni pi tardi il regolamento decret la costituzione di un Capitolo di ventiquattro membri, cui si aggiungevano un Commissario dellIntendenza, un governatore, due procuratori, due sindaci e due cancellieri.8 Questi privilegi trovarono successivamente conferma negli editti di tolleranza emanati da Giuseppe II nel 1781.9 Nel frattempo si erano trasferiti in citt alcuni grandi imprenditori.10 La Comunit si fece ben presto parte molto attiva della cittadinanza: in breve furono realizzate opere di pubblica utilit per merito di finanziatori che si rivelarono di fondamentale importanza per lo sviluppo sociale della Comunit stessa e di Trieste in generale. Durante il periodo della rivoluzione greca, Trieste fu poi lapprodo di gruppi molto numerosi di rifugiati e ribelli: non a caso immediatamente dopo lo scoppio della rivoluzione nel 1821 la popolazione greca di Trieste raggiunse il suo apice massimo, arrivando a contare 3200 unit tra il 1822 e il 1823. Negli anni seguenti tale numero si attest successivamente attorno al migliaio.11 Lorientamento professionale che aveva caratterizzato i primi coloni greci si

6 Gi nel 1720 viene menzionata lesistenza di una allinterno dellimpero

asburgico. Nel 1723 Carlo VI istitu Liberale Baseo primo console per le nazioni greca et ottomana, e con questa carica egli pot divenire il referente per i suoi corregionali interessati alle relazioni commerciali con i territori austriaci. Nel 1752 la nazione greca contava 54 membri; nel 1792, i Greci presenti in citt erano 752. Cf. Katsiardi-Hering 2001, 521-523. 7 Bisogna tenere conto del fatto che, nella documentazione ufficiale, il termine greco non faceva

riferimento propriamente a un carattere etnico specifico, bens a uno religioso. La nazione greca, in questo periodo accomunava tanto i Greci quanto gli Illirici (i Serbi), che insieme ottennero lemanazione di una patente sovrana con la quale, il 20 febbraio 1751, Maria Teresa concedeva il permesso di formare in citt una comunit religiosa ortodossa e di erigere un tempio. La collaborazione tra Greci e Serbi prosegu negli anni successivi, concludendosi nel 1782 quando le difficolt seguite alla costruzione della chiesa dellAnnunciazion