Cosa di Cosa - ?· Vespa e di chiamare un suo modello storico rinnovato, la Vespa PX, semplicemente…

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    22-Feb-2019

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<p> Cosa di CosaQuante Cose</p> <p> Prima di affrontare largomento monografico del Corso, e cio la mostra curata da Alessandro Mendini per la Triennale di Milano nel 2010 dal titolo Quali cose siamo necessaria una premessa </p> <p>dato il titolo inusuale per una mostra di design, o meglio ancora di progetto. Normalmente </p> <p>una mostra di design non pensata come una proposta che espone cose, ma oggetti, questo </p> <p>perch convinzione comune che il design si occupi pi di oggetti che di cose, in quanto </p> <p>questultime sono pi generiche, mentre le prime pi circostanziate, le si intende come ci che ha </p> <p>un corpo, fatto di materie. La cosa, nella sua genericit, pi astratta e non a caso di essa, della </p> <p>cosa, si occupata molto la filosofia, perch la cosa pone prima di tutto un problema di </p> <p>definizione. Solo per restare nel secolo scorso, il Novecento, la cosa stata affrontata dai filosofi </p> <p>Martin Heidegger con La questione della cosa e Michel Foucault con Le parole e le cose.</p> <p>Martin Heidegger, Messkirk, 1889 - Friburgo, 1976La questione della cosa</p> <p> Ne La questione della cosa, svolgendo con la consueta maestria un itinerario che, privilegiando il confronto con la metafisica kantiana, Heidegger mira a ridiscutere le decisioni fondamentali che sono allorigine del pensiero scientifico moderno (Galilei, </p> <p>Cartesio, Newton), Heidegger intende rivelare come la domanda sullessenza della cosa proietti necessariamente il pensiero in </p> <p>una dimensione altra, che abita oltre le cose e ineluttabilmente precede ogni semplice figura umana, dunque, altrettanto, ogni </p> <p>mera attivit calcolante. La questione della cosa rimette infatti alla questione dellessere, autentica domanda guida dellintera </p> <p>meditazione heideggeriana che in questa Vorlesung raggiunge indiscutibilmente uno dei propri vertici speculativi. Come </p> <p>sottolinea oggi il filosofo Vincenzo Vitiello: Ponendo la questione della cosa, Kant sinterroga sullintuizione ed il pensiero, </p> <p>sullesperienza ed i suoi principi. Sinterroga sulluomo. La domanda: che una cosa? la domanda: chi luomo? . </p> <p>Questo non significa che le cose siano un prodotto delluomo, ma, al contrario, che luomo va concepito come colui il quale gi </p> <p>da sempre passa oltre le cose, ed in modo tale che questo passar-oltre possibile solo in quanto le cose ci vengono incontro, e </p> <p>venendoci incontro ci risospingono dietro noi stessi, dietro la nostra superficie. Linterrogazione kantiana intorno alla cosa </p> <p>rivela una dimensione che tra la cosa e luomo, e che si protende oltre le cose e dietro luomo.</p> <p>Michel Foucault, Poitiers, 1926 - Parigi,1984.Le Parole e le cose, 1966 </p> <p>Unarcheologia delle scienze umane </p> <p>Ne Le Parole e le Cose Michel Foucault mette in evidenza una riflessione sulla scienza come teoria, condizione generale che regola il mondo</p> <p>destrutturandola attraverso una serie di discorsi correlati. In effetti egli ci dice della complessit del mondo che non pu essere regolato e</p> <p>capito attraverso un solo pensiero, quello scientifico, ma che necessita di molti discorsi, tante interpretazioni sedimentate di discipline e di</p> <p>rapporti diversi, insomma di molte cose. Per quanto ci riguarda sottolineiamo che Foucault apre il libro con una riflessione e rilettura </p> <p>dellopera di Velazquez, Las Meninias, evidenziando la relazione tra le parole e le cose, cio tra il linguaggio e i discorsi.</p> <p>Diego Velzsquez, Las Meninias, olio su tela, 1656, 318 x 276 cm., Museo del Prado, Madrid</p> <p>Si tratta di unopera altamente innovativa a cui molti studiosi fanno risalire la nascita dellarte moderna di approccio concettuale. I motivi sono diversi: </p> <p>1) Mostrando il retro di un quadro mentre lo sta dipingendo lartista ci dice che esso non solo il ritratto della figlia dellimperatore Filippo IV e della </p> <p>sua seconda moglie Marianna dAustria, ma un discorso sulla pittura. Difatti lartista che si autoritrae nellopera non si trova a corte ma nel suo studio </p> <p>come si pu vedere dalle tante opere appese alle pareti. Lartista si dipinge mentre dipinge, ma anche mentre osserva la scena che sta dipingendo </p> <p>dunque contemporaneamente dentro e fuori del quadro. Altra cosa da sottolineare che il soggetto del ritratto, cio linfante di Spagna Margherita, </p> <p>non dovrebbe trovarsi in quella posizione, in quanto il pittore non la riprenderebbe mai di spalle e dunque lartista si trova fuori dal quadro per </p> <p>dipingere quello che ha dipinto e che la sua figura immaginata. Insomma unopera piena di paradossi.</p> <p>Diego Velzsquez, Las Meninias, olio su tela, 1656, 318 x 276 cm., Museo del Prado, Madrid</p> <p>Altra cosa che va sottolineato sono le persone alle spalle della scena principale. A destra vi una porta da cui il </p> <p>Primo Ministro di Spagna sta entrando e/o osservando la scena, mentre al centro, in ci che a prima vista </p> <p>sembrerebbe una finestra, ma che in realt uno specchio, vediamo riflesse due figure che sono i genitori </p> <p>dellInfante Margherita: Filippo IV di Spagna e sua moglie e che quindi si trovano fuori dalla scena, nello spazio in </p> <p>cui si trova il pittore, ma che lartista riesce ad inserire grazie allo stratagemma della finistra-specchio. Insomma, </p> <p>questopera concepita da Velzsquez come una macchina della visione.</p> <p>Nella pagina che segue possiamo vedere le differenze declinate nel dizionario della lingua </p> <p>italiana delle parole Cosa e Oggetto che hanno significati molto diversi anche se si alcuni casi </p> <p>vicini</p> <p>Cosa[c-sa]s.f.Termine generico per indicare nel modo pi indeterminato aspetto o parte della realt materiale o immaginaria, concreta o astratta; designa in genere una realt inanimata, contrapposta a persona: nome comune di cosa; vietato il trasporto di cose o persone oltre al conducente; cosa concreta; cosa astratta; cosa visibile, corporea, incorporea, spirituale; due cose belle ha il mondo: amore e morte Leopardi Avere qualche cosa contro qualcuno, portargli rancore Contare, valere qualche cosa, avere importanza Credersi qualche cosa, una gran cosa, chiss che cosa, darsi importanza Essere nell'ordine delle cose, accadere secondo il naturale svolgersi dei fatti Essere tutt'altra cosa, essere completamente diverso, non avere alcun rapporto Fra le altre cose, oltre al resto Non cosa, non pi cosa, non ha senso, non ha pi senso La cosa pubblica, lo Stato Per prima cosa, prima di tutto Sopra ogni cosa, soprattutto lett. La somma delle cose, l'autorit dello Stato2 Unito a un aggettivo, assume lo stesso sign. del nome astratto corrispondente: una c. difficile trovarlo Bella cosa!, espressione di soddisfazione, piacere Brutta cosa, disgrazia Una cosa giusta, n troppo n poco, quanto basta Una cosa nuova, una novit Cose pazze, pazzie, follie.</p> <p>Oggetto[og-gt-to]s.m.Ci che di inanimato percepibile attraverso i sensi: su quel tavolo c'erano numerosi oggetti; un o. assai pregiato; vide l'o. che gli interessava SIN. cosaPersona o cosa cui rivolta un'attivit, un sentimento: era l'unico o. del suo amore; da o. di stima e venerazione divenuto o. d'odio e di scherno; essere o. di desiderio, di piacere; quell'antico libro l'o. della sua ricercaMateria, argomento: non ho ancora stabilito l'o. della mia conferenza; qual stato l'o. principale del suo esame? Nelle lettere commerciali, contenuto: o.: sollecito della merceestens. Fine, scopo: l'o. del mio discorso convincerti che hai torto; viaggiando si proponeva un solo o.: divertirsi SIN. intentoBene o servizio prestato, che costituisce interesse per il soggetto: l'o. dell'obbligazione, della prescrizione Oggetto del contratto, complesso delle norme e dei rapporti regolati dal contratto Oggetto giuridico del reato, bene tutelato dalla norma penale, in base al quale stato commesso il reato Oggetto materiale del reato, ci o chi ha subto materialmente l'azione del reatoFILOS Tutto ci che il soggetto percepisce come diverso da s Tutto ci che esiste, che ha realt di per s, indipendentemente dal soggetto pensante e dall'atto con cui pensato: o. assoluto, ideale, conoscibile, inconoscibile</p> <p> Alighiero Boetti, Tutto 1992, arazzo, 180 x 300 cm.</p> <p> Con un salto di circa 340 anni arriviamo ad oggi, dove lartista Alighiero Boetti ci propone opere-arazzi come questo in cui il soggetto indeterminato, perch se osserviamo bene vediamo che si tratta di una </p> <p>sorta di puzzle fatto di tante cose che si incastrano come persone, oggetti, piante e cos via.</p> <p>Alighiero Boetti, Tutto, 1992, arazzo, 200 x 300 cm.</p> <p>John Carpenter, La Cosa, 1982, Film remake di La cosa dallaltro mondo , 1951 di Howard Hawks tratto da un racconto Who Goes Ther di John W. Campbell, 1948.</p> <p>La storia racconta di una spedizione scientifica in Antartide, dove un essere, sconosciuto, un alieno, una cosa dallaltro mondo, si insinua negli essere umani e animali prendendone le sembianze una volta entrato in contatto con esso. Nella foto in basso vediamo un momento in cui la Cosa si sta trasformando-impossessando in uno delle persone della spedizione. Qui evidente come il termine cosa a differenza della parola oggetto possa servire ad indicare qualcosa di indefinito che pu essere anche un essere vivente, cosa che non avviene per loggetto. Insomma la cosa ha la caratteristica del mutante della metamorfosi.</p> <p>Vedere il film, o parte di esso su youtube</p> <p>Testo</p> <p>Qui di sopra lo scooter della Vespa 125 COSA, 1987- 1991 l. Nel 1987 la Piaggio, casa produttrice della Vespa, decise di togliere il nome storico </p> <p>Vespa e di chiamare un suo modello storico rinnovato, la Vespa PX, semplicemente COSA. La COSA si dimostr un clamoroso insuccesso, </p> <p>dovuto sia a motivi stilistici, ma anche al nome scelto. Gli acquirenti si identificano con un prodotto anche grazie al marchio e un marchio </p> <p>storico mondiale come la Vespa ha un suo peso. Come dire, non era cosa da farsi.</p> <p>Il termine Cosa talmente onnicomprensivo da toccare anche la politica e in questo caso quello che stato ed ancora uno </p> <p>dei maggiori partiti della sinistra europea: Il Partito Comunista Italiano fondato nel 1921 a Livorno. Il P. C. I. entr in profonda </p> <p>crisi a partire dagli anni ottanta e ci lo possiamo vedere anche nella ricerca di un nuovo simbolo, cosa evidente nellimmagine </p> <p>qui sopra riportata. Tra i vari dibattiti, assemblee, congressi per trovare una nuova identit per noi interessante il Comitato </p> <p>Centrale del 20 novembre 1991 tenutosi nellallora sede storica di via delle Botteghe Oscure a Roma. La discussione, gi </p> <p>avviata nel 1989 con la svolta del Congresso tenutosi nel quartiere della Bolognina a Bologna, verteva sullidea di fare un nuovo </p> <p>partito con altri partiti di sinistra (la sinistra diffusa). Lallora segretario del P.C.I., Achille Occhetto, chiuse avvertendo per </p> <p>che: Prima viene la cosa e poi il nome. E la cosa la costruzione in Italia di una nuova forza politica. Da quel momento in poi </p> <p>il dibattito sar anche chiamato come il dibattito sulla Cosa (il regista Nanni Moretti ci gir un documentario, intitolato </p> <p>appunto La Cosa, raccontando le discussioni senza alcun commento allinterno di alcune sezioni del Partito Comunista </p> <p>Italiano proprio nei giorni successivi alla proposta di Occhetto).</p> <p> Vedi anche Dibattito su la Cosa di Nanni Moretti in youtube</p> <p>Fai alcuni esempi di idea di Cosa</p>

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