Delatre - Numero 7

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    28-Mar-2016

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La rivista del Piccolo Teatro Sperimentale della Versilia.

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<ul><li><p>La rivista del Piccolo Teatro Sperimentale della Versilia.</p><p>DelatreDelatre</p><p>N 0 (in attesa di registrazione) GENNAIO - MARZO 2008</p></li><li><p>Numero zero bis Si ricomincia.Ogni volta sembra sia lultima e poi, come per magia, torna ad essere la prima.Cos siamo a gennaio.Cos siamo al numero zero.Ancora?!Ma allora cosa siamo stati fino ad ora?In cima a questa pagina non c pi il supporto dello stemma della Provincia di Lucca n della Fondazione Banca del Monte di Lucca: finito il finanziamento.Si ricomincia. Ecco appunto.Ripartire da zero. Anzi da zero bis perch da questo numero siamo registrati in tribunale e la legge vuole che questo si chiami zero! Occhio quindi alle parole, voi che avrete voglia di scrivere un articolo o di fare proposte.S, va beh...potevo risparmiarmela questa: nessuno ha mai fatto a spintoni per mandarci materiale.18 allievi. E il numero degli iscritti al primo anno del corso di recitazione della Scuola delle Arti della Comunicazione di Corato(Ba) diretta da Francesco Martinelli: che risultato! In una realt tanto difficile, dove le persone sembrano a volte scomparire nelle sabbie mobili di una civilt vecchia, ecco affacciarsi con rabbia un operaio-attaccalocandine-tecnicoluci-idraulico-attore-regista-maestro gemellato con noi attori versiliesi che, vivendo nella bambagia di un teatro scaldato tutto lanno, non possiamo capire. Cos come non possiamo capire come per fare delle prove Federico Barsanti e gli attori della compagnia Balagn di Roma debbano passare dallo squallore di una periferia di Roma ad unaltra, viaggiando per centri sociali e palestre con temperature sotto lo zero e con il rischio di essere buttati fuori dal maestro di Kung Fu appena arrivato dalla Cina.E allora fanculo, perch la poesia di cui tanto si parla nel teatro di Seravezza a volte sembra impazzire sotto i ritmi della vita, sembra assopirsi contro la necessit di sorridere allassessore di turno e sembra nascondersi quando il teatro si trasforma in lavoro.E se si pensa a questo ci si arena e non si va da nessuna parte: ma siccome da qualcosa si deve pur partire, stavolta io parto da ci che c e non da ci che NON c.Parto dal fatto che Enrico Bonavera e Giovanni Fusetti hanno scritto ancora per noi e chiss in quale parte del mondo sono ades-so che lo ha fatto anche Francesco Martinelli (come al solito) e di nuovo Federico (che per sua scelta non voluto comparire nel numero zero) e il suo compagno dantesco Pietro Conti, ed anche Gabriele Guarino, attore di Roma ormai prossimo al debutto nello spettacolo diretto da Federico, e poi c Esisto Ancora che finalmente toccher posti che ci fanno onore grazie alla visibilit ottenuta con la vincita del Romateatrofestival e alla collaborazione della Provincia di Lucca, dei comuni di Viareggio, Pietrasanta, Massa, Scandicci, un grazie a tutti loro, e poi aggiungo anche che Serena Guardone ha stretto i denti ed ha accettato ancora di collaborare con me pur essendo rimasta gelata dalla poca partecipazione alla rivista da parte degli allievi.Che ci vogliamo fare. Il pubblico ce lo dobbiamo guadagnare! Bello sarebbe poter viaggiare con la propria energia consapevoli che gli altri proveranno a seguirla...Ma c da sudare: come i ragazzi della compagnia Balagn che sono attori e girano il traffico di Roma tra mille appuntamenti e tan-genziali, come Francesco che invece di sedersi a dirigere uno spettacolo si attacca le locandine in tutti i paesi vicino a Corato, come Enrico, premio Arlecchino doro1 che viene ancora chiamato il sostituto di Ferruccio Soleri, come Giovanni che lotta in Italia contro gli scultori di palloncini, considerati alla stregua dei clown teatrali...Ognuno, ogni giorno, ricomincia sempre, a volte con ci che c e a volte con ci che non c.Ma tornando a noi e detto ci che c, cosa che in questo numero non c?Uninfinit di coseper esempio non c uno spazio per i bambini n per i ragazzi.Un enorme peccato: nessuno ha mandato il continuo della favola e nessuno ha proposto niente.Cos i ragazzi dovranno aspettare altri tre mesi per potersi leggere su queste pagine. Alcuni di loro dovevano aver scritto un resoconto sui seminari a cui avevano partecipato come uditori. Altro enorme peccato: nessuno ha avuto voglia o tempo di passarmi questi resoconti per farli divenire un articolo.Peccato. Occasione persa.Si ricomincia.</p><p>Claudia</p><p>1 Con listituzione dellArlecchino doro, avvenuta nel 1999, la Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo rende omaggio a Tristano Martinelli (1557-1630), lattore mantovano a cui si deve linvenzione della maschera di Arlecchino.</p><p>DELATRE N 0 Bis EDITORIALE </p><p>Ciao</p><p> Vi.</p></li><li><p>3DELATRE N 0 Bis LANGOLO DI FEDERICO...</p><p>Di me, di voi, di noi...di Federico Barsanti,</p><p>direttore artistico del PTSV</p><p>Se la musica fosse cibo avrei di che mangiare da qui alleternit. Il 2007 appena terminato ci ha trovati proprio jump. Quanti piccoli, grandi eventi, meraviglie e momenti di sconforto e di timori, quanti favolosi incontri e sorprese sboccianti in tanti momenti! Insomma, mancherebbe soltanto di tirar gi una colonna sonora per il ptsv 07... e in quel caso dovrei metterci dentro certa gente a suonare! E perch non provarci? Vediamo un po ... Per gennaio non potrei fare a meno di una tremenda Venus in furs di quel maledetto santo Lou Reed con i suoi sfolgoranti Velluti Sotterranei. Passan-do nel febbraio mi butterei ad occhi chiusi in quel mare di John Coltrane </p><p>con la fragorosa e straordinaria Body and soul (provare per credere). Poi arriva marzo e nel cuore gli ci ficco quei ragazzacci dei Glimmer Twins, al secolo Jagger-Richards, con la rabbiosa ed intimissima All about you; quando giunge aprile sono gi di ritorno dalla Royal Albert Hall dove assisto ad un concerto dei The Who memorabile...ci vorrebbe una bella intro da La terra desolata di T.S.Eliot, ma devo trovarci il pezzo giusto per questo mese da odore di pinete mediterranee, cos ecco una notte di ricordi con On Elvis Presleys birthday di quel neworkese trapiantato a Parigi, tal Elliot Murphy. A questo punto ci troviamo a cavallo tra i due mesi ed arrivano le notizie del Roma-teatrofestival e delle vincite alla Rassegna Regionale di Teatro per le scuole: improvvisamente tutto si sospende in aria con quel Volfango senza il quale noi tutti saremmo stati diversi, col Concerto n23 per pianoforte e orchestra. Maggio un planare per raccogliere le forze: arriva inevitabile il brivido vocale di Nina Simone con Everithing must change e al termine silenzio prima di esplodere in fragranza di pianto. Via, boys and girls, enfants terrible, andiamocene nella capitale con quella follia da presentare in scena ... ed subito giugno. Ci pensa lo zio Tom Waits con 16 shells from a dirty blue gun ... e ora son c ... vostri! Tra un concerto e laltro, un teatro e laltro, un premio e poi un altro siamo pronti per Mercantia, con Gigli, Seravezzateatro-festival ed altri fiori da campo... luglio sfolgorante! Vi lascio in compagnia di quel figliodibuonadonna di Frank Zappa con The closer you are che vi getter a capofitto nella marmellata dei 50. Saltello, me la spasso, maggroviglio, piango, mincazzo, rido e mentre indosso muta e bombole mimmergo nellorganizzazio-ne definitiva dell A.A. 07/08: pieno, debordante agosto. Tanta gente a godersi le ferie in questo momento italiano senza storia, senza radici, e, in attesa di tempi migliori, tra le altre cose, curo la terra intorno casa. E penso. Tanta gente a farsi il culo sotto il sole, io mi allungo, mi stringo, mi pseudoriposo e corro a Londra, vado al Globe Theatre, saluto William, passo dal Covent Garden a vedere gli artisti in vetrina, becco due concerti conclusivi del tour europeo delle Pietre e ri-passo da Hide Park a salutare le farfalle di uno Shelley mal recitato, il tutto con nelle orecchie Jig saw puzzle (indovinate un po i compo-sitori?). Arriva settembre. Il people continua a crepare di fame, di malattie varie e animali, a ruota, vengono trasportati ogni mattino alla macellazione, il papa parla alla finestra del mondo e ce lha ancora con i gay dimenticandosi di porre scuse per i suoi preti pedofili o per le sue suore picchiabambini, i grandi presidenti e sottopresidenti blaterano ovunque senza ritegno e anche io sto nel mio microcosmo di essere viziato senza sapere come vivere, alla meno peggio, in quelledificio di contraddi-zioni che mi porto appresso. Qualcuno mi aiuti, razza di coglione che non sono altro. Nel mezzo del putiferio acchiappo un LP e metto su quel bastardo di Glenn Gould che suona le Suites Inglesi di J. S. Bach...fanculo le contraddizioni e le guerre che massacrano intere comunit di bambini e vecchi e donne e uomini e animali, fanculo la televisioncina e il resto. Fanculo anche me. Sono un guerrigliero combattente, fanculo al pacifismo edonista e autoindulgente. Riapro la scuola e fuck... non metto in scena niente, tanto poi a chi interessa? Salta fuori dal cilindro una Lectura Dantis con il mio amico Pietro Conti (che goduria!), Pippo del Bono mi fa i complimenti dicendomi che si commosso, leggo qualche riga di libro qua e l; ripenso alla Szymborska e alla sua poesia e tiro un po di somme: la storia non ci insegner niente, History will teach us nothing di Sting. E una bella scommessa sta scuola: ciao ragazzi! Bentornati. </p></li><li><p>4DELATRE N 0 Bis LANGOLO DI FEDERICO...</p><p>Ottobre: ripenso allarte come veicolo e rivedo Thomas Richards in quel caldo agostano nella suite del suo centro di ricerca. Fanculo anche il suo e il loro sublime estremismo egoistiano! Anche se ho pianto durante la loro mise en espace... Sweet home Alabama dei favolosi, irraggiungibili Lynyrd Skynyrd. Passano dalla scuola Rolando Macrini (con il suo teatro di Babele, Mostri, Scimmie che ci portano ruscelli di wisky e affluenti vari, tutti si inebriano, si innalzano, si chiedono ... ), Francesco (devastatore di anime mafiose, il grande provocatore, la vittima e il carnefice, il patto di sangue) il Martinelli! Nel contempo si aprono i nuovi corsi e trovo una sorpresa: il corso di Viareggio questanno una vera bomba! Persone che affrontano il corso con il ghigno giusto: complimenti. E cos arriva novembre: il giorno del mio compleanno metto sul piatto il doppio in vinile di Exile on main street e alla fine vado alle prove del Teatro comico di C. Goldoni ascoltando Niente come sembra del guru Franco Battiato. Gli attori mi cantano Tanti Auguri. Yeah. Grazie ragazzi. Ecco dicembre! Tra un Enrico Bonavera che si becca una fortissima bronchite (e tiene due seminari super nonostante le grandi difficolt) e un Giovanni Fusetti, il buon Giovanni, che tiene, oltre a due seminari, una bellissima lezionspettacolo, mi diverto e mi chiedo dove stiamo andando con questa scuola ... Cos dicembre mi arriva di sorpresa, tra le prove a Roma con la Com-pagnia Balgan, lincontro a Viterbo con Martinelli e Macrini per progetti futuri, un altro Dante, il corso di formazione che resiste e tiene duro, un incontro a casa mia con quel favoloso musicista di Sandro Verdecchia, le ultime conferme per le date di Esisto Ancora, King il gatto che patrocinia tutto, un caro saluto a voi tutti prima della bagarre natalizia ... davvero mi devo ridestare: lanno finito e un altro si presenta pieno di forza. Jumping Jack Flash. In cerca della strada, ancora. </p><p>Francesco Martinelli il direttore della Scuola delle Arti della Comunicazione di Corato, gemellata con il Piccolo Teatro Sperimentale della Versilia dal 2002. Due volte lanno avviene lo scambio tra le scuole gemellate: a marzo Federico Barsanti va in Puglia assieme ai propri allievi e tiene un seminario nella scuola di Corato mentre a ottobre Francesco Martinelli viene in Toscana assieme ai propri ragazzi e tiene un seminario a Seravezza nella scuola del Piccolo Teatro della Versilia. Da questanno inoltre lo scambio include uno spettacolo portato dagli allievi ospiti che, con le entrate della serata, va a contribuire alla trasferta dellanno successivo dei ragazzi ospitanti.</p><p>Foto </p><p>Mog</p><p>gi e T</p><p>ani</p></li><li><p>La Mafia se c non si vede, ma se si vede c. di Francesco Martinelli(direttore della Scuola delle Arti della Comunicazione di Corato (Ba), scuola gemellata con il PTSV dal 2002)</p><p>www.teatrodellemolliche.it</p><p>5</p><p>DELATRE N 0 Bis ...E QUELLO DI FRANCESCO</p><p>Il mio scritto inizia riportando fedel-mente il dialogo intercorso tra me e Claudia Sodini, proprietaria del Dela-tre. IO - Questa volta non ho nulla da dire, confermo di non aver nulla da dire. LEI - Come si fa a non dire nulla? IO - Non dicendo qualcosa. LEI - Dunque non hai nulla da dire per-ch non vuoi dire qualcosa? IO - Posso anche dire nulla ma a chi lo dico? A nessuno. LEI - Il nulla si dice a nessuno, qualcosa a qualcuno, tanto a tutti.IO - No, tanto a chi vuole ascoltare. Tanto si pu dire o a qualcuno o a nes-suno. LEI - Come si fa a dire tanto a nessu-no?IO - Tacendo. LEI - Ma tu non puoi tacere, devi scri-vere un articolo anche su questo nume-ro, ci aspettiamo che tu dica qualcosa.IO - Perch?LEI - Perch tu sei il nostro maestro di teatro, e le tue idee sul teatro per noi sono apprezzabili o comunque opina-bili. Inoltre, scrivendo dimostri quanto importante sia questo giornale, testimo-ni che ci tieni. Lo so che costa tempo ed energie scrivere qualcosa, ma se tu non scrivessi, a noi mancherebbero gli </p><p>stimoli. E poi tu sei una istituzione nel-la Scuola, il tuo ruolo guidare, dare risposte, prendere delle decisioni e assu-mere la responsabilit di comunicarle. Sei come il Presidente del Consiglio, il Presidente della Regione, il Presiden-te della Provincia, il Sindaco.sei.sei.il capo mafia Don Vituccio Straccone. Naturalmente sto scherzan-do!IO - La mafia non scherza, picciotta. A proposito, prima di scrivere larticolo ti racconto una storia. LEI - No! Sono interessata a sapere cosa pensi di Cechov.IO - Non ho nulla da dire.LEI - E di Ionesco?IO - Zittisco.LEI - Su Shakespeare avrai qualcosa da dire? Tutti dicono qualcosa.IO - Muto come un pesce.LEI - Va bene, maestro, raccontami questa storia. Non riesco mai a parlare con te. IO - Circa quattro mesi fa ho fatto per-venire al sindaco codesta lettera. Leggila ad alta voce.LEI - Egr. Sindaco, in qualit di Di-rettore artistico e organizzativo della Rassegna di Teatro Studentesco e con-sapevole del mio ruolo di promotore dellattivit teatrale nelle Scuole, la informo che, dopo sette anni di duro lavoro portato avanti dalla Scuola del-le Arti della Comunicazione, siamo riusciti in accordo con i Presidi delle quattro Scuole Secondarie della nostra citt che hanno dimostrato una gran-de sensibilit nei confronti del Teatro e riconosciuto la nostra professionali-</p><p>t, ad istituire due Laboratori teatrali permanenti allinterno di due Scuole e ad ottenere la collaborazione estrema-mente proficua delle altre. Tutti riuniti intorno ad un vero progetto teatrale cit-tadino, quello della Rassegna di Teatro Studentesco che consente alle Scuole di esibire i propri spettacoli in uno spazio attrezzato, curato e ben organizzato. Nellultimo anno circa 200 ragazzi sono stati coinvolti attivamente consuman-do tu...</p></li></ul>