Dispensa Di Finanza Aziendale

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    17-Oct-2015

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  • TEMI SCELTI DI FINANZA AZIENDALE

    (a cura di Mario G. R. Pagliacci)

    I TESTI E LE LETTURE PRESENTATE NELLA PRESENTE DISPENSA FORNISCONO UNA

    PANORAMICA SEPPURE PARZIALE DI ALCUNE TEMATICHE GENERALI DI

    FINANZA AZIENDALE.

    ESSI FORNISCONO IL SUPPORTO PER LA PREPARAZIONE DEI PUNTI DA 1) A 6) DEL

    PROGRAMMA.

    PROGRAMMA

    Il corso si compone di una parte generale e di una parte speciale.

    PARTE GENERALE

    1) FUNZIONI DELLA FINANZA AZIENDALE E STRATEGIA FINANZIARIA 2) FABBISOGNO FINANZIARIO E CONDIZIONI DI EQUILIBRIO FINANZIARIO 3) SOLIDITA E SOLVIBILITA DELLIMPRESA; INSOLVENZA E CRISI AZIENDALE 4) FONTI DI FINANZIAMENTO 5) LA FINANZA DELLE PMI 6) GENERALITA SUL RISCHIO 7) RISCHI FINANZIARI NEGLI SCAMBI BUSINESS TO BUSINESS 8) IN PARTICOLARE: RISCHIO DI CREDITO, RISCHIO-PAESE, RISCHIO DI CAMBIO

    Gli argomenti da 1) a 6) sono tratteggiati nella dispensa a disposizione degli studenti sul sito www.economiatr.it . Gli argomenti 7)-8) sono trattati nel libro di Mario G.R. Pagliacci, Rischi finanziari nelle operazioni commerciali, FrancoAngeli, Milano, 2010.

    PARTE SPECIALE

    9) VOCI DEL CAPITALE CIRCOLANTE: FABBISOGNO E COPERTURA 10) IL CREDITO DI FORNITURA FRA SOGGETTI DELLECONOMIA REALE 11) CONDIZIONI DELLA CONCESSIONE DI CREDITO COMMERCIALE AI CLIENTI 12) GESTIONE E CONTROLLO DEI CREDITI COMMERCIALI

    Gli argomenti da 9) a 12) sono trattati nel libro di Mario G.R. Pagliacci, Politica e gestione dei crediti commerciali nelle aziende, FrancoAngeli, Milano, 2012.

    APPLICAZIONI

    Nel corso delle lezioni il docente indicher diversi gradi di approfondimento di alcuni argomenti. La trattazione di alcuni argomenti verr accompagnata da esemplificazioni ed applicazioni con il supporto di materiale distribuito in classe.

  • FUNZIONI DELLA FINANZA AZIENDALE

    La finanza aziendale ha lobiettivo di individuare il miglior equilibrio tra le fonti disponibili in

    azienda e gli impieghi su cui investire, al fine di raggiungere una gestione efficiente (analisi

    costi/benefici) ed efficace (analisi input/output).

    In particolare la finanza aziendale si occupa della:

    Valutazione della rimunerativit delle alternative di investimento e del loro mix ottimale;

    Previsione e controllo del fabbisogno finanziario generato dal capitale fisso e circolante;

    Provvista dei mezzi finanziari occorrenti alle condizioni di migliore economicit;

    Gestione e controllo dei mezzi finanziari disponibili.

    Si possono individuare tre profili strettamente interconnessi nella gestione aziendale:

    Gestione economica, finalizzata alla acquisizione e cessione di condizioni produttive per il

    raggiungimento degli obiettivi aziendali;

    Da essa consegue la Gestione monetaria, che si occupa delle variazioni monetarie commesse

    alle operazioni di acquisto e di vendita di beni e servizi relativi allattivit dellimpresa;

    Gestione finanziaria, che partecipa alle scelte di ottimizzazione degli impieghi ed

    responsabile della copertura dei fabbisogni connessi sia ai fenomeni strutturali dellimpresa sia alle

    situazioni congiunturali e straordinarie che riguardano la vita dellimpresa.

    La relazione fra i diversi profili di gestione schematizzata nei due grafici che seguono.

  • STRATEGIA FINANZIARIA

    Momento fondamentale della finanza aziendale la definizione e continua rivisitazione della

    strategia finanziaria dellimpresa, la quale destinata ad ottimizzare :

    Impieghi di risorse finanziarie per capitale fisso e per capitale circolante, per asset tangibili e

    intangibili;

    Fonti di finanziamento, avendo cura di realizzare il mix ottimale per durata, rischio, costo.

    Gli impieghi di risorse finanziarie sono conseguenti alle decisioni di investimento, che hanno valore

    di scelta strategica, destinata a caratterizzare in modo sostanziale la vita dellimpresa.

    un investimento lacquisto di un macchinario, lingresso in un nuovo mercato, il lancio di un

    nuovo prodotto oppure la decisione di concentrare tutti gli acquisti di materia prima su un unico

    fornitore; un investimento anche avviare una nuova linea di business oppure di partecipare come

    socio ad una impresa.

    Ogni scelta dinvestimento deve superare la validazione antecedente, destinata a valutare

    lopportunit strategica, ladeguatezza tecnica, lutilit economica e la sostenibilit finanziaria.

    La valutazione comporta tre ordini di problemi:

    definizione del progetto in termini di flussi di cassa addizionali;

    quantificazione del rendimento e del premio per il rischio dell'imprenditore;

    definizione delle variabili esogene di scenario entro la quale il progetto viene condizionato,

    e misurazione dell'impatto che queste hanno sulla convenienza dell'investimento.

    Molti casi di investimento presentano notevoli difficolt di valutazione della convenienza. Tuttavia

    anche per questi consigliabile procedere a delle stime.

    Un utile supporto pu venire dalla matrice presentata nella pagine seguente.

  • FABBISOGNO FINANZIARIO

    Citazioni da: Antonio Renzi, LEquilibrio Finanziario, Dispensa, Uniroma1, a.a. 2008-2009

    la prima determinante del governo del capitale costituita dal fabbisogno finanziario, ossia dal

    complesso delle risorse monetarie necessarie ad attivare, mantenere e sviluppare lattivit

    imprenditoriale.

    Detto fabbisogno origina, in primo luogo, dalla circostanza che la produzione di beni e servizi

    implica il sostenimento dei costi in via anticipata rispetto al conseguimento dei ricavi; in secondo

    luogo, dai vincoli di remunerazione degli stakeholders finanziari.

    Ai fini di una efficiente gestione finanziaria di fondamentale importanza prevedere landamento

    del fabbisogno finanziario, non solo in relazione al dimensionamento complessivo delle risorse di

    capitale occorrenti, ma anche e soprattutto in relazione alla ottimizzazione dei flussi finanziari,

    quale condizione necessaria per contenere gli oneri diretti ed indiretti connessi alla raccolta di

    capitale, salvaguardando parallelamente adeguate riserve di liquidit.

    Si distinguono tre principali aree del fabbisogno finanziario:

    - il fabbisogno per elasticit di cassa indotto dalle esigenze di liquidit immediata;

    - il fabbisogno a breve non monetario (capitale circolante considerato al netto della liquidit

    immediata);

    - il fabbisogno durevole (capitale fisso) (pag.9).

    Data la composizione e la dinamica del fabbisogno finanziario, i processi evolutivi dellimpresa

    sono soggetti, in primo luogo, ad un vincolo finanziario di tipo quantitativo legato alla disponibilit

    di un appropriato volume di capitale in relazione alle strategie dinvestimento che si ritiene di

    adottare; in secondo luogo, ad un duplice vincolo qualitativo riconducibile alle relazioni temporali

    tra fonti e impieghi e al trade-off tra debiti finanziari e mezzi propri che, tempo per tempo,

    contraddistingue, sul piano statico, il profilo finanziario dellimpresa.

    Il costante allineamento temporale tra la scadenza e la rinegoziabilit del capitale attinto e il

    realizzo del capitale investito si qualifica come canone fondamentale della gestione finanziaria.

    Il rispetto di detto canone consente, infatti, una generale condizione dequilibrio finanziario statico

    e, al contempo, costituisce il presupposto necessario, anche se non sempre sufficiente, al

    perseguimento dellequilibrio finanziario dinamico. Ci determina lesigenza di un costante

    controllo della coerenza tra la struttura per scadenze del passivo e la struttura per scadenze

    dellattivo.

  • Da questo punto di vista, ogni decisione dinvestimento non , dunque, vincolata alla sola esistenza

    di risorse di capitale quantitativamente adeguate, ma anche alla durata di tali risorse. In sostanza, il

    grado di liquidit degli impieghi deve indirizzare limpresa verso finanziamenti appropriati dal

    punto di vista della esigibilit, in quanto il venire meno di tale coerenza temporale produce effetti

    negativi sullandamento delle disponibilit liquide. Infatti, uneccessiva rigidit degli impieghi

    rispetto alle fonti indebolisce la solvibilit finanziaria dellimpresa nei confronti dei finanziatori

    esterni: se il realizzo del capitale investito previsto in periodi successivi al rimborso del capitale

    attinto, limpresa rischia di non poter disporre, al momento giusto, di liquidit sufficiente a

    rispettare le obbligazioni assunte con gli stakeholders finanziari e commerciali. Leffetto contrario

    si manifesta nellipotesi in cui le fonti siano troppo rigide rispetto agli impieghi: se i disinvestimenti

    anticipano i rimborsi si determinano eccessi di liquidit, forieri di perdite di capacit economica,

    essendo le disponibilit liquide componenti dellattivo infruttifero (biglietti) o a bassissimo

    rendimento (conti correnti attivi). In particolare, le fonti durevoli, data la loro rigidit, non possono

    essere adeguate rapidamente alle improvvise oscillazioni del capitale circolante. Pertanto, al

    crescere della rigidit del passivo, a parit di altre condizioni, lazienda tende a raccogliere, per

    motivi precauzionali, capitale pi del necessario, favorendo in tal modo la creazione di sacche di

    liquidit.

    Spetta, dunque, alla direzione finanziaria realizzare analisi della struttura fonti-impieghi per

    verificare il rischio di potenziali crisi di liquidit da un lato e di perdite di redditivit dallaltro.

    Il perseguimento dellequilibrio temporale tra le

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