emilio isgrò

  • Published on
    25-Nov-2015

  • View
    42

  • Download
    0

Embed Size (px)

DESCRIPTION

isgr

Transcript

<ul><li><p>dichiaro di essere Emilio Isgr</p><p>a cura di Marco Bazzini e Achille Bonito Oliva</p></li><li><p>dichiaro di essere Emilio IsgrCentro per larte contemporanea Luigi Pecci - Prato </p><p>3 febbraio |11 maggio 2008</p><p>Volume pubblicato in occasione della mostraDichiaro di essere Emilio Isgr</p><p>A cura di Marco BazziniAchille Bonito Oliva</p><p>Testi diMarco BazziniAchille Bonito OlivaAndrea CortellessaAlberto Fiz</p><p>Redazione e apparatiBettina Picconi</p><p>Crediti fotograficiArchivio Isgr, MilanoFoto Studio Mezzana di Mario Scardi, PratoPaolo Vandrasch, MilanoRoverto, Mart, Archivio fotografico</p><p>Progetto grafico e impaginazioneFabiana Bonucci Studio, Firenzecon Francesca Bellini delle Stelle</p><p>Impianti e stampaBandecchi&amp;Vivaldi</p><p>In copertinaDichiaro di essere Emilio Isgr, 2008Collezione Centro per larte contemporanea Luigi Pecci</p><p>pag. 1Dichiaro di non essere Emilio Isgr,Milano, Centro Tool, 1971</p><p> 2007Centro per larte contemporanea Luigi Peccisu licenza di Emilio Isgr per le immagini</p><p> 2007Mart Trento e Rovereto</p><p>ISBN 88 85 191 55 10</p><p>Mostra a cura di Marco Bazzini e Achille Bonito Oliva</p><p>Siamo riconoscenti a Emilio Isgr per ladesione a questo progetto, a Scilla Isgr per il fondamentale contributo alla sua realizzazione. </p><p>Desideriamo inoltre ringraziare:</p><p>la Regione Toscana e il Comune di Prato per il loro fondamentale sostegno allattivit del Centro per larte contemporanea Luigi Pecci;</p><p>La Fondazione Monte dei Paschi di Siena per il generoso supporto alliniziativa;</p><p>ASM S.p.A. Ambiente Mobilit Servizi, e il Gruppo Consiag per il loro prezioso contributo alla realizzazione della mostra;</p><p>e tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto espositivo e la pubblicazione di questo libro:</p><p>Collezione Intesa SanpaoloCollezione Sandra e Ferdinando Castellano, MilanoCollezione Paolo Consolandi, MilanoCollezione Gino Di Maggio, Milano Collezione Giacomo Dodesini, LeccoCollezione Lilia e Giorgio Ferretti, MilanoCollezione Graziella Folchini Grassetto, PadovaCollezione Brigitte Kopp, FrancoforteCollezione Enzo e Franca Mancini, PesaroCollezione Maramotti, Reggio EmiliaCollezione MarchettaCollezione Paola Pavero, MilanoCollezione Carlo Palli, PratoCollezione Carlo e Anna Lilla Pelizzari, BresciaCollezione Guido Peruz, MilanoCollezione Reale, MilanoCollezione Fausta SquatritiCollezione UgoliniCollezione Arnaldo Pomodoro, Milano</p><p>CSAC, Universit di Parma, sezione Arte FarsettiarteGalleria Paolo Curti Annamaria Gambuzzi &amp; co, MilanoGalleria Erica Fiorentini Arte ContemporaneaGalleria Fonte dAbisso, MilanoGalleria dArte LIncontroGalleria dArte Niccoli, ParmaMuseo Civico Giovanni FattoriRovereto, Mart, Collezione VAF StiftungStudio Guastalla, MilanoTransarte Rovereto</p><p>e tutti i collezionisti che preferiscono rimanere nellanonimato</p><p>e in particolare:</p><p>Gianfranco Anastasio, Gabriella Belli,Mariapia Branchi, Francesca Breschi,Cento Amici del Libro, Leonardo Farsetti, Melania Gazzotti,Francesca Giampaolo, Giorgio Lucini,Andrea Manzitti, Carlo Palli,Guido Peruz, Arturo Carlo Quintavalle,Laura Russo, Arturo Schwarz, Franca Scott, Fatima Terzo, Giorgio Upiglioper la gentile collaborazione</p><p>Danna Battaglia, Erica Fiorentiniper la cortese disponibilit </p><p>Davide Carminati, Renzo Nucaraper la costante assistenza nella realizzazione delle opere </p><p>Bruno Isgr per la preziosa collaborazione allallestimento</p><p>Lino Mottaper lattenzione che ha prestato al progetto </p><p>Linda Salvadoriper il lavoro svolto per questo volume</p><p>| Promossa da | Con il sostegno di | E la partecipazione di | Sponsor tecnico</p><p>Direttore artisticoMarco Bazzini</p><p>Direttore amministrativoSergio La Porta </p><p>Responsabile area artistica e culturale Stefano Pezzato</p><p>Organizzazione della mostraRaffaele Di Vaia, Sylvie Jaumes</p><p>Registrazione delle opere e logistica della mostra Roberto Fattori</p><p>Segreteria organizzativa della mostraSimona Bilenchi, Leri RisalitiDonatella Sermattei</p><p>Ufficio stampaCamilla Bernacchioni, AlfabetaKu.ra. di Rosi Fontana</p><p>Relazioni esterneSergio Fintoni, Maria Michela Mattei</p><p>Responsabile area tecnicaPiero Cantini</p><p>Coordinamento tecnico e allallestimentoMarco Bini, Antonio Bindi</p><p>Responsabile area amministrativaElisabetta Dimundo</p><p>Amministrazione e SegreteriaIvan Aiazzi, Pamela Masi, Silvia Oltremari, Lucia Zanardi</p><p>Biblioteca CID/Arti visiveAnna Elisa Benedetti, Erminia Lo Castro,Emanuela Porta Casucci</p><p>Nessuna parte di questo libro pu essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo elettronico,meccanico o altro senza lautorizzazione scritta dei proprietari dei diritti e del Centroper larte contemporanea Luigi Pecci.</p><p>Dipartimento educazioneBarbara Conti, Riccardo FarinelliOperatori didatticiFederica Benegiamo, Fabrizia BettazziBenedetta Bucci, Tiziano CherubiniIlaria Cicali, Bibbiana MeleLinda Salvadori, Desdemona Ventroni</p><p>Servizi di accoglienzaCarlo Chessari, Giovanni BiancalaniGionata Cati, Roberto Innocenti</p><p>Servizi di sorveglianzaAssociazione AParteAssociazione Pratese Amici dei Musei e dei Beni AmbientaliA.U.S.E.R. Prato</p><p>AllestimentoLoredana Ballo , Italy DekelChiara Fronterr, Natalia Kosztyucsenco,Sara Lusini, Cinzia Matteucci, Luca di Salvo, DoroteaTasca, Stefano Vigni</p><p>RestauriRachel Morellet</p><p>Adeguamento degli spazi espositiviGoli Paulin, Vaiano (Prato)</p><p>TrasportiLiguigli Fine Arts Service srl, LodiMbel-Transport SA, Chiasso</p></li><li><p>Emilio Isgr: larte del coniugare,ovveroio dichiaro, voi dichiarate| MARCO BAZZINI 11</p><p>Limmagine presa in parola| ACHILLE BONITO OLIVA 19</p><p>Cancellare la cancellatura| ANDREA CORTELLESSA 25</p><p>Lansia della parola cancellata| ALBERTO FIZ 39</p><p>Scritti dellartista 45DICHIARAZIONE 1, IL MURO DELLA PAROLA, SULLIDENTIT, AUTOINTERVISTA 1970-1975, TEORIA DELLA CANCELLATURA, TEORIA DEL SEME, LA PREGHIERA ECUMENICA PER LA SALVEZZADELLARTE E DELLA CULTURA, MANTRA SICILIANO PER MADONNE TOSCANE</p><p>OPERE 71</p><p>Elenco delle opere 217</p><p>Antologia critica 223| E. PACI, G. DORFLES, P. RESTANY, V. FAGONE, R. APICELLA, R. BARILLI,A. BONITO OLIVA, T. TRINI, G. BALLO, F. MENNA, JANUS, I. MUSSA,F. CAROLI, V. ACCAME, C. CERRITELLI, M. GIAVERI, V. CONTI,A. SCHWARZ, A. FIZ, M. MENEGUZZO, S. TROISI, M.T. BENEDETTI</p><p>Biografia 259</p><p>Apparati 269</p><p>|Sommario</p></li><li><p>testi critici 11</p><p>Emilio Isgr: larte del coniugare, ovveroio dichiaro, voi dichiarate</p><p>|MARCO BAZZINI</p><p>Unaffermazione di cos definita presenza nel mondo come quella tratta dalla sua ultima opera,Dichiaro di essere Emilio Isgr, da cui questa mostra prende il titolo, potrebbe apparire, a primavista, un eccesso di estrema vanit. Ecco lartista che nel suo egocentrismo ancora una volta siloda e si omaggia. Ma potrebbe anche far pensare ad un subdolo stratagemma di comunicazio-ne: ritrattare con estrema enfasi quanto precedentemente affermato per cercare di occupare ilvertice della scena mediatica. S, perch Emilio Isgr nei primi anni Settanta sconfessa se stesso,Dichiaro di non essere Emilio Isgr (1971), e questa nuova ultima attestazione-affermazione-dichiarazione di identit opposta a quella, arriva a quarantanni esatti dalla presentazione delCristo cancellatore (1968) dove per la prima volta compare la propria destituzione come auto-re, suggellata con una nota al testo: Leditore avverte che queste pagine sono state cancellateda Ges Cristo. Dellautore vero delle cancellature, di colui che del cancellare fa la sua poetica1, dove la cancellatu-ra non si istituzionalizza in uno stile ma diviene modo di essere e di stare nel tempo del sociale,non appare pi traccia. Anche se in Isgr non c mai completa sparizione, perdere la propriaidentit tanto difficile quanto ritrovarla2, e questa non definitiva scomparsa anche la potenzadel suo cancellare che porta in s, contraddittoriamente, il suo stesso contrario: il conservare. Cancellare se stessi per assumere identit altre in modo da smarcarsi dai processi di omologazio-ne e codificazione che il potere opera sulla realt. E a potere si risponde con potere, il poteredella cancellatura.Se il pirandelliano Adriano Meis, il Fu Mattia Pascal, costretto a ricostruire la sua nuova vitainventandosi dettagli di anni mai vissuti, di quante cose sostanziali, minutissime, inimmaginabili habisogno la nostra invenzione per ridiventare quella stessa realt da cui fu tratta, di quante fila chela riallaccino nel complicatissimo intrico della vita, fila che cos abbiamo recise per farla diventareuna cosa a s!3, Isgr arriva a negare se stesso attraverso la sconfessione dei suoi stessi familia-ri, che solo negando pochi dettagli, una cicatrice sulla coscia o la presenza della barba, rendononulla ogni possibilit di riconoscimento, autorizzandolo, quindi, ad autocancellarsi. Larte contemporanea non accetta il presto detto, basta il sottile spostamento di un elementoper ribaltare i piani di lettura e anche in questo caso, il caso di una dichiarazione di identit chesi sovrappone alla precedente e contraria affermazione di non-identit, la sparizione dellavver-bio non sotto lo strato di nero della cancellatura, rimuove ogni illazione di narcisismo, soprattut-to se si osserva con lo sguardo lungo di un tempo a ritroso chi come Emilio Isgr per oltre qua-rantanni si diviso sulla riflessione dellessere e non essere, sui problemi del determinato e inde-terminato, sulla potenza e limpotenza dellatto creativo. Quel non che stato occultato, e allo stesso tempo conservato un livello sotto il colore, almenofino a quando non sar necessario farlo riemergere - perch da Isgr dobbiamo attenderci anchequesto - conferma il non voler occupare la scena massmediatica per essere immediatamente visi-bile. Infatti caratteristica di Isgr fare corpo unico con la propria opera.Il clima delle comunicazioni di massa come oggi si presenta, dove tutti i messaggi sono rivolti allapersuasione, alla ricerca di un consenso con linguaggio degradato a slogan, inconsistente, svuota-to di una sua forza di necessit, dove tutto, nellimmediato, pu apparire chiaro, non interessan a Isgr n allarte. Dichiaro di essere Emilio Isgr, 2008, Centro per larte contemporanea Luigi Pecci</p></li><li><p>Per comprendere entrambi inevitabile affrontare un problema insito alla ragione dellarte stes-sa: la comunicazione. la questione della vitalistica relazione tra i segni e quello che oggi chiamiamo pubblico. Un fan-tasma che aleggia dietro larte contemporanea e che non pu essere ignorato senza correre ilrischio che decada quel principio di democrazia necessario a penetrare lopera, a entrare al suointerno e darle definitivamente corpo. Ed un approssimarsi che avviene non tanto de iure quan-to de facto, quando il gesto creatore provoca una effrazione allatto comunicativo - al linguaggio- non ancora riconosciuta dallosservatore. Un intervallo di incomunicabilit tra due opposti chelarte porta in s e che la distingue dalluniverso dellinformazione di massa in cui lapparente chia-rezza , in realt, un muto oscurantismo. In questo dispotismo comunicativo lesistenza e la per-cezione degli opposti sono ostacolo alla libera espressione dello spirito creativo, a libero vantag-gio del ripetitivo, del mediato, del rituale, di tutto ci che dotato di una identit precisa. Ma larte, come la vita, non accetta un governo, n esclusioni o preclusioni, imprevedibile, irra-gionevole, senza freno nel suo corso tumultuoso, contraddittoria, con la sola pirandelliana diffe-renza, in riferimento alle vicende del gi ricordato Mattia Pascal e quindi anche di Isgr, che uncaso della vita pu essere assurdo; unopera darte, se opera darte, no.</p><p>Isgr conosce bene queste due sponde, per molti anni attivo giornalista in diverse importantitestate italiane e artista da sempre, anche se poi da una salpato, come dalla sua Sicilia per arri-vare a Milano a met anni Cinquanta, proprio per non cadere nel suo canto illusorio e suadenteo in qualche falsa coscienza che limita autonomia e libert di azione. Un allontanamento totale eradicale, anticipato agli inizi degli anni Sessanta, quando non condivide il versante tecnologicodella poesia visiva teorizzato dai fiorentini Lamberto Pignotti e Eugenio Miccini che ipotizzavanouna preminenza dellimmagine sulla parola per capovolgere di segno i messaggi delle comunica-zioni di massa presi dal giornalismo, dalla pubblicit e dai fumetti; quei nuovi linguaggi che dove-vano vincere la passivit di chi li riceveva e quindi restituire la merce al mittente. A Isgr non interessa fare un uso omeopatico del linguaggio della nuova societ dei consumi, n</p><p>fare della cancellatura un virus patogeno contro la stessa. Cancellando i giornali, i manifesti, i libri(testi popolari e testi della cultura altisonante - come lEnciclopedia Treccani o i codici), e anche,negli anni Settanta, le notizie ANSA sui telex, Isgr non compie un gesto di ribellione, pone inve-ce laccento - come recita un testo cancellato del 1965 - su ci che ognuno vorrebbe ignorare:il prima delle parole, il loro essere fisico e oggettuale, il loro carattere di illustrazione (secondosignificato etimologico), per rendere splendente con la loro rivelazione la pagina tempestata didense macchie nere. Lindeterminatezza del loro contenuto si scontra con la determinatezzadella loro fisicit, cos come la solidit della macchia di china contrasta con la precariet di ci che stato sottratto alla vista. La cancellatura di Isgr dotata di reversibilit, cela e protegge allo stesso tempo ci che oscu-ra o ci che invece lascia visibile, si alimenta del diverso livello di attenzione che lartista e losser-vatore mostrano verso il linguaggio. Non il gesto unico e irremovibile della mano privilegiatadel pittore che soltanto la odierna tecnica di restauro a raggi infrarossi pu smascherare nella suafallibilit. Un segno, quello del cancellare, proibitivamente popolare e pittoricamente inibitorio.Eppure, nel tempo, Isgr arriva a risultati pittorici senza cedere alla pittura: perch unartista non interessato a progettare un risultato quanto a definire lintenzione del proprio gesto creativo.Lesperienza della pur breve partecipazione al fiorentino Gruppo 704 e, quindi della poesia visivastrettamente definita, rimane come radicata presenza nel lavoro di Isgr, un lavoro che porta alvertice della coesistenza la sfera del visivo e quella del verbale, sottraendosi per allimminenzamilitante della cronaca (come avviene in Miccini, Pignotti, Marcucci o Sarenco) per collocarla suun piano di atemporalit storica e fornendo, cos, unesperienza sconcertante e attraente per ilsuo carattere innegabilmente giocoso. Luso di ingrandimenti fotografici su carta o su tela emulsionata su cui campeggiano titoli di gior-nali, segni di interpunzione o segnaletici, laconici contorni di oggetti e taglienti frasi, introduconoquella distanza dalla referenzialit dei fatti o dei personaggi evocati che la pi tradizionale e arti-gianale tecnica del collage, adottata dai suoi compagni di avventura durante gli anni Sessanta, incapace di ottenere. La stessa tecnica di presentazione dei lavori lo introduce nella sfera di una</p><p>12 Marco Bazzini testi critici 13</p><p>Cartolina per un Natale,1965, Archivio Isgr, Milano E. Isgr al lavoro, 1984</p></li><li><p>concettualit che soltanto qualche anno dopo germoglier in una pi ampia rappresentativa ditesti dipinti, scritti o stampati. Isgr non cede alla...</p></li></ul>