I TRE FANTI DURANTI - ?· Illustrazioni di Fabrizio Bertolini. Indice Introduzione 7 I Tre Fanti Duranti…

  • Published on
    16-Feb-2019

  • View
    212

  • Download
    0

Embed Size (px)

Transcript

I TRE FANTI DURANTIFilastrocche della tradizione

tra Tevere, Perugia, Cina e Trasimeno

Raccolte da Walter Pilini

Morlacchi Editore

isbn/ean: 978-88-6074-252-0

copyright 2008 by Morlacchi Editore, Perugia. Tutti i di-ritti riservati. vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo effettuata, compresa la copia fotostatica, non autorizzata. Progetto grafico del volume: Raffaele Marciano. Stampa: Digital Print-Service, Segrate, Milano.editore@morlacchilibri.com-www.morlacchilibri.com.

Prima edizione: 2008

Ristampe 1. 2. 3.

Illustrazioni di Fabrizio Bertolini.

Indice

Introduzione 7

I Tre Fanti Duranti 15I tre fanti duranti 17Zucca pelata 19Perugn magna fagioli 19Rscio Malpelo 19La mia morosa dov 21Quandero piccolina 21Ta la giovane m par de pendenti 21Sont sono 22Viva la sposa, viva la ciccia 22Chi vle l pan se l fietti 22Singhiozzo singhiozzo 22Lola Lola 23Io so io e tu s tu 23Mna rotta 23La gente di Rioni 25

Tiritppla 27Tiritppla (n)gi pla Caina 29La capra mand sul cecio 29Truci cavallo 31Cavallino arr arr 32

Oggi festa 32Davidde 33Cera la vecchia de Ceccomro 34

La campana de Castrign 35La campana de Castrign 37Sega moneta 37Chiuruchiuchi 38Grattacagia del mio Bub 38Triqle Minqle 38Marco 39Micia Mcia 39Pulcinella 41Chiuruchiuchi la mi rubca 41Chicchirigh le tre formiche 41Ciacca Pidocchio 42Fra Formica 42Riga e rigaja 43Beccumino 45Madonnina tanta bella 45Sega lo rucchio 46Ninna nanna 46Ninna nanna 47Ninna nanna turulul 47Ninna nanna 47A pssa la porta 49Bububla bububla 49

Introduzione

9

Come tutte le persone della mia generazione, sono stato fin dalla nascita un grande fruitore di filastroc-che (e di ninne nanne), raccontatemi e sussurratemi da mia madre, ed in sua vece, dalle care nonne, Adele, pa-terna, e Concetta, materna. Pur se precocemente seco-larizzato a tre anni infatti sono stato spedito allasilo (cos allora si chiamava) , i miei cari hanno continuato ad allevarmi a pane e forme dellespressivit popolare (filastrocche e ninne nanne, appunto, ma anche conte, indovinelli, profcole e quantaltro avesse a che fare, in una societ ed in una cultura agricolo-artigiana, con i processi di inculturazione primaria affidati alloralit familiare). Il mio mestiere di maestro ha fatto il resto, unitamente ai miei interessi culturali. E cos nel tempo, da semplice fruitore di certe manifestazioni espressive, sono diventato prima appassionato ricercatore e racco-glitore1, poi divertito produttore in proprio2.

10

Le aree di raccolta, legate in qualche modo al mio retroterra affettivo e culturale, appartengono comun-que tutte allarea di diffusione del dialetto perugino, i cui confini sono stati mirabilmente studiati e definiti da Giovanni Moretti, mio indimenticato maestro3.

A conferma di ci, c anche la sicura appartenen-za degli informatori a queste aree, visto che si tratta di persone che ci sono nate, che ci hanno vissuto o che tuttora ci vivono, quindi al riparo da quelle interferenze e contaminazioni linguistiche dovute alla mobilit. Per essere precisi, alcune filastrocche, almeno per fruitori nativi e/o esperti di dialetto, si connotano geografica-mente. Questo, dal punto di vista lessicale, fonologico e prosodico-intonazionale, ch riconoscibili sono i par-lanti dellarea nord del territorio perugino della valle del Tevere (dai Ponti al Mussino, laffluente di sinistra del Tevere che, oltre al confine amministrativo tra i comuni di Perugia e Umbertide, segna anche i confini linguistici tra i due territori), quelli dei borghi perugini (e mia madre nata al vocabolo Brecceto, in comune di Perugia a poca distanza da Pierantonio-Umbertide, per venire a Perugia, in Borgo Santantonio, dopo il ma-trimonio), quelli del Corcianese, individuabili in prima approssimazione con il corso della Cina, ad ovest di monte Tezio e del capoluogo, e quelli sud-orientali del Trasimeno, ovvero quelli di parlata perugina. Quanto ai registri usati, pur in presenza di comprensibili comuni fenomeni di italianizzazione, legati ai destinatari, i bam-

11

bini e le bambine, ovvero soggetti in qualche maniera da avviare alluso della lingua nazionale, di cui anche se in modo non troppo consapevole si avvertiva limpor-tanza (ch litaliano era la lingua del padrone, del prete e del dottore), sono comunque rintracciabili in molte filastrocche, di tutte le aree di provenienza, patine ar-caizzanti e varianti rustiche, almeno sul piano lessicale. Talora gli stessi testi, con piccoli cambiamenti, si ritro-vano in pi aree: quasi mai questi ultimi vengono ripor-tati, esulando questo lavoro dagli scopi prevalentemen-te divulgativi ed affettivi della pubblicazione. Il lessico usato non ha subito censure, n da parte mia, in veste di rigoroso raccoglitore, n da parte degli informatori. Capita quindi di trovare qua e l qualche parolaccia: ma i bambini e le bambine, oggi come ieri, non viveva-no e non vivono in ambienti asettici ed ovattati; per di pi imparano in fretta quali possono essere i contesti duso di determinati termini ed espressioni ed i livelli di adeguatezza comunicativa. Anzi, mi piace qui ricorda-re quella forma di autocensura degli adulti dun tempo che, in presenza di minori durante le loro conversazio-ni, ad esempio durante la veja contadina, vera e propria epifania di oralit, con una frase gergale avvertivano chi stesse parlando di argomenti scabrosi o che stesse usando un linguaggio inadeguato e scurrile, perch ri-spettasse i minori presenti: Cn le siepi!.

12

Per la grafia, rimando alle indicazioni dellAccade-mia del Dnca, listituzione perugina che mi ha visto tra i suoi promotori per la conoscenza e tutela del dialetto come bene culturale, che vanno nella direzione di una semplificazione che faciliti la lettura ed una sua codifica-zione tendenzialmente coerente ed uniforme.

Infine, oltre alla mia gratitudine per tutti gli infor-matori e le informatrici, persone tutte a me molto care, non mi resta che far cenno ai motivi di questa inaspetta-ta e non prevista (almeno da me) pubblicazione.

Ho voluto ricordare, in maniera non rituale, quelle persone che di recente se ne sono andate altrove con quellaffetto e riconoscenza dovute a chi mi ha conse-gnato segmenti di memoria preziosi e che io, come in-segnante (e non solo), avverto lesigenza di mettere in comune con gli altri, soprattutto le giovani generazioni. Almeno i nomi di esse: Tecla, Gemma, Maria, Giacomo, Bruno e Giovanni.

Walter Pilini

13

Note

1. Desidero qui menzionare almeno lormai vecchio fa-scicolo ciclostilato autoprodotto alla scuola elementare di Chiugiana, dove, allora come oggi, insegnavo ed insegno, La campana de Castrign, Scuola Elementare di Chiugiana, Qua-derno della Biblioteca di Lavoro n. 21, s.a., ma a.s. 1976/77 (ciclostilato).

2. Tutta la serie di giornalini di filastrocche scritte per/con i miei alunni e le mie alunne nel corso di vari anni scolastici le ho raccolte e pubblicate nel volume Don Chisciotte ha mal di pancha, Scuola Primaria di Chiugiana (Corciano-PG), Perugia giugno 2006.

Gi in precedenza, con lo pseudonimo di Quartilio, avevo pubblicato la raccolta Gi pe la c na galina, Il Bartoccio, Pe-rugia 1982.

poi in corso di stampa, per i tipi di Quattroemme, Pe-rugia, la raccolta La gloria sul divano-filastrocche del maestro dispettoso, una singolare esperienza di libro nato per caso, per sollecitazione di una scolara della nostra scuola e della sua travolgente simpatia, con il non troppo malcelato scopo di ri-muovere una sua certa qual pigrizia per la lettura.

3. Moretti, Giovanni, Umbria, Pacini, Pisa 1987.

I tre Fanti Durantitra Tevere e Perugia

17

I Tre fanti duranti

Tre fanti duranti, scaranti, scatapernantiandarono da na vecchia durecchia, spernecchia,

[scatapernecchia:

O vecchia, durecchia, spernecchia, scatapernecchia,ce la cocerissi n anguilla durilla, scarilla,

[scatapernilla?

Ve la cocer!.

Alora i tre fanti duranti, scaranti, scatapernantiartornaron da la vecchia durecchia, spernecchia,

[scatapernecchia:

Ce l cotta languilla durilla, scarilla, scatapernilla?:

S, ve lho cotta e ve lho magnta!.

Alora i tre fanti duranti, scaranti, scatapernantipreser la vecchia durecchia, spernecchia,

[scatapernecchia

la buttaron gi pen fossonun sarvide nn pelle, nn osso.

18

Questa strana filastrocca ha varianti in giro per lItalia; in passato per ben tre volte almeno mi sono imbattuto in alcune di esse. Di una, pur non ricordando larea di provenienza, dal titolo La vecchia bufecchia, ricordo a memoria i primi versi:

Cera una volta una vecchia bufecchia, biribisconfec-chia e falomecchia / che faceva una torta bistorta, biri-bisconforta e falomorta. / Un giorno tre fanti bufanti, biribisconfanti e falomanti / andarono dalla vecchia bufecchia, biribisconfecchia e falomecchia e le chiese-ro: / Ci fate la torta bistorta, biribisconforta e falo-morta?.

Unaltra, di unarea sicuramente a noi pi vicina (la valle del Metauro), molto simile alla nostra, a parte la diversit del dialetto.

* * *

19

Zucca pelata da cento capellitutta la notte ce cnteno i grllie ce fanno na serenataviva viva (la) zucca pelata.

* * *

Perugn magna fagiolipi ne magna e pi son bnie li magna col battutoPerugn baron fottuto.

(variante)Perugn magna fagilepi ne magna e pi ne vlepi ne mette ntl pignattoPerugino mezzo matto.

* * *

Rscio Malpelosquizza velenomagna ciambtte (= rospi)crpa stanotte.

Recommended

View more >