Il Centro Aprile 2013

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il Centro aprile 2013

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Aut.ne Tribunale di Livorno n 683 del 02/03/2005 - Spediz. in abb. postale: D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 1, DCB LIVORNO Anno XIII - n 132 Aprile 2013

LEditorialedi Enrico Dello Sbarba

Un articolo dellOn. Ivo Butini

E torniamo a CamaldoliIl 1943 lontano 70 anni. Nel fermento del tempo uscirono sollecitazioni pregevoli per la ricostruzione dellItalia. Tra esse il Codice di Camaldoli. Di questo documento, forse tanto citato quanto sconosciuto, Agostino Giovagnoli scrisse nel novembre 2012 che fu unesperienza unica nella storia del movimento cattolico, un grande sforzo unitario di elaborazione culturale (Avvenire). Ne aveva scritto Paolo Emilio Taviani nel 1984 (Civitas) sottolinenando che a Camaldoli si ripudi lillusione di risolvere la questione sociale con il corporativismo o con i soli istituti delle cooperative e della partecipazione agli utili. Esso rappresent ladesione dei cattolici a una terza via, quella che si chiam leconomia mista. Uno degli ammiratori degli studiosi cattolici allora impegnati fu Sergio Paronetto, un funzionario dellIRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale), deceduto a 34 anni nel 1945. Sul citato volume di Civitas, Mario Falciatore scrisse che il Codice di Camaldoli non fu frutto di improvvisazione, ma di una lunga maturazione spirituale e culturale. Oggi lItalia un Paese bloccato sul piano politico e istituzionale. E passato dal sistema dei partiti ai partiti come sistema. Cos la pensa Gianfranco Brunelli, direttore della rivista Il Regno, analista lucido e forte stimolatore di riflessioni. Pensa Brunelli che nel centro-sinistra il problema di fondo il superamento del vecchio modello di partito (il PCI). E gli appare incredibile che la pattuglia cattolica degli ex-popolari si sia accomodata semplicemente nelle stanze del partito senza discutere questo tema. Il centro-destra un problema irrisolto. Nemmeno Monti c riuscito. Pensa Brunelli che il punto sia lorganizzazione delle forze moderate contrarie alla sinistra in senso liberale per governare il Paese, cio sbloccare la societ e leconomia italiana. LUDC, partito essenzialmente meridionale, stato svuotato mentre Monti trova voti al Nord. Gianfranco Brunelli richiama freddamente la lezione di Machiavelli: quando un sistema giunge a consunzione necessario che si arrivi velocemente a un sistema diverso che mantenga le stesse garanzie (Il Regno, 4/ 2013). Lambasciatore degli Stati Uniti a Roma, David Thorne, suscit a met marzo qualche polemica per alcune sue dichiarazionisegue a pag. 2

Grazie ancora, PresidenteNon pensavamo veramente che Giorgio Napolitano -il nostro Presidente - fosse ancora una volta costretto a scendere direttamente in campo per tentare di salvare questo nostro paese, ormai desolatamente immerso in una crisi morale, politica, sociale ed economica senza fine. Ho usato, di proposito, il termine tentare perch i tempi stanno scadendo e se le forze politiche in campo (tutte senza distinzione) non prendono veramente coscienza dello stato del paese e non fanno finalmente prevalere il senso delle responsabilit anteponendolo allegoismo di partito, il paese non si salver! Ormai la situazione di ingovernabilit ha assunto tinte e dimensioni cos allarmanti che sta facendo rapidamento lievitare un clima di paura e di frustrazione. Abbiamo voluto provocatoriamente parlare di allarme perch, fino a qualche giorno fa, la sensazione che il paese si stava avviando verso il baratro, non sembrava manifesta insegue a pag. 2

Marted 16 Aprile - h. 17nella sede sociale de Il Centro di via Trieste 7

Assemblea

dei

Soci

per approvazione bilancio 2012

seguir alle h. 18conferenza sul tema

Comunicazione dellinformazione e sua attendibilitRelatore

Dott. Milko Ferriniesperto in investigazione digitale

Intervento

Dott. Paolo Sorogagi Dirigente resp.le Sistemi Informativi e Reti Telematiche del Comune di Livorno

Moderatore

Dott. Enrico Dello Sbarba

2

Politica

e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com

dalla prima pagina

Grazie ancora, Presidentegran parte della gente. Forse la maggioranza degli italiani pensava che, dopo tutto, il classico stelloneche aveva sempre supportato e sostenuto lo stivalenei momenti difficili anche questa volta, una soluzione per uscire dai nostri guai, lavrebbe comunque trovata. Ed invece, da qualche giorno,a seguito dellacuirsi della crisi sociale, aggravata anche dalle crescenti difficolt per la formazione di un governo provocate da un risultato elettorale, per molti aspetti equivoco (basti pensare al comportamento irrituale ed assurdo della componente 5Stelle a cui, per un voto di protesta, gli elettori hanno dato oltre otto milioni di voti) la paura sta seriamente crescendo insieme alla presa di coscienza dellallarmante escalation di una crisi sociale ed economica di dimensioni sempre p drammatiche. Ed ecco, dopo il fallimento, largamente

Periodico mensile del Circolo Culturale

Aut.ne Tribunale Livorno n 683 del 2/3/2005 Redazione ed Amministrazione: Via Trieste 7, tel. 0586/427137 - Livorno e.mail: ilcentro.livorno@gmail.com www.circoloilcentro-livorno.it

DIRETTORE RESPONSABILE: Enrico Dello SbarbaCOMITATO DI REDAZIONE: Massimo Cappelli, Laura Conforti Benvenuti Alberto Conti, Salvatore DAngelo, Francescalberto De Bari, Davide Livocci, Mauro Paoletti, Marisa Speranza, Franco Spugnesi. Hanno collaborato a questo numero: Cristina Battaglini, Marcello Battini, Ivo Butini, Massimo Cappelli, Bar Bartolo Ciccardini, Laura Conforti Benvenuti, Nicola Graziani, Luca Lischi, Mario Lorenzini, Silvia Menicagli, Matteo Pieracci, Angela Simini, Marisa Speranza, Franco Spugnesi. STAMPA: Editrice Il Quadrifoglio, Via Pisacane 7, tel. 0586/814033 - Livorno

Giornale chiuso in tipografia il 5/4/2013

annunciato e previsto del disperato tentativo di Pier Luigi Bersani - persona e politico perbene ma privo di appeal e di personalit - arriva la decisione del Presidente della Repubblica di dare vita ad una commissione di esperti incaricata di preparare proposte in materia istituzionale, elettorale, finanziaria ed economica.Una decisione assunta nel tentativo di guadagnare tempo e sperare in un soprassalto di responsabilit da parte delle forze politiche, in particolare PD e PdL in stato di assoluta incomunicabilit. Abbiamo deliberatamente escluso i grillini perch costoro sembrano vivere su un altro pianeta, puntano solo allo sfascio del paese per governare poi sulle macerie di un nuovo creato presente nella mente del gur Casaleggio. Lultima parte di questo nostro editoriale cos amaro e preoccupato,la vogliamo riservare ad un avvenimento politico di grande rilievo accaduto durante la Prima Repubblica allindomani delle elezioni politiche del giugno 1976. In quel tempo il nostro paese stava attraversando un difficile momento: imperversava il terrorismo rosso e nero, un fenomeno devastante che rischiava di mettere a repentaglio le strutture istituzionali. Anche allora eravamo immersi in una pericolosa crisi finanziaria (poco tempo prima il governo era stato costretto a trasferire, in garanzia,una consistente porzione delle nostre riserve auree in Germania per ricevere, in cambio, finanziamenti necessari per assicurare i pagamenti di stipendi ai dipendenti pubblici e pensioni). Il risultato elettorale, pur confermando la D.C partito di maggioranza relativa, premi, in maniera considerevole, il Partito Comunista. Era molto difficile formare un governo in grado di tirare fuori il paese da una crisi devastante quale pi sopra abbiamo descritta. Ebbene la D.C di Moro, di Zaccagnini, di Fanfani e di Andreotti ed il P.C.I di Berlinguer ma anche di Amendola, Napolitano, Natta, Di Giulio, in unEuropa ancora divisa in due blocchi contrapposti, specialmente sul piano ideologico, attraverso un lungo, faticoso e, per certi aspetti, drammatico dibattito, decisero che per il bene del paese, in un momento di grave pericolo, fosse necessario ed indispensabile trovare un

accordo e dare vita ad un governo di unit nazionale in grado di far uscire lItalia dallimpasse nel quale era immersa. Ci sembra superfluo mettere in evidenza come i contrasti tra quei due grandi partiti fossero di gran lunga superiori a quelli che oggi dividono il PD di Bersani ed il PdL di Berlusconi. Dove sta allora la differenza tra quelle due classi politiche? Vi , cari lettori, una incolmabile differenza. In quella di oggi manca: il senso dello Stato e quello delle responsabilit che invece erano patrimonio inestimabile della classe politica della Prima Repubblica che port lItalia ad essere annoverata tra le sei pi grandi potenze economiche del mondo. La sensazione palmare che oggi prevalga un dilettantismo politico da strapazzo indifferente di fronte ad una situzione di grave pericolo per il futuro che sta vivendo il nostro paese. Purtroppo gli italiani, in occasione dellultima tornata elettorale, vi hanno messo del loro impedendo, attraverso un voto per molti aspetti irrazionale, la possibilit di costituire un governo stabile e duraturo. Ecco perch dobbiamo ancora fare affidamento sul Presidente della Repubblica che resta lunica ancora di salvataggio di fronte allincombente impasse che stiamo attraversando.

E torniamo a Camaldolia un uditorio di studenti. Maurizio Caprara scrive virgolettata questa riflessione dellambasciatore: non credo che il modello parlamentare sia particolarmente di successo. Lo vede in Italia (Corriere della Sera). Domenico Delle Foglie (Toscana Oggi, 11/ 2013) conclude il suo editoriale invitando a tenersi stretta la democrazia parlamentare e rappresentativa che un bene comune. E chiama i partiti in campo a scelte responsabili. Torniamo a Camaldoli? Sono personalmente convinto che c un dovere della comunit dei cattolici italiani verso il Paese. Tornare a Camaldoli vuol dire affrontare un confronto molto serio. Non mi