Ilaria Nervo

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    24-Feb-2016

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Ilaria Nervo . PROCESSO PARTECIPATIVO PER OPLA. PROCESSO PARTECIPATIVO PER OPLA. TECNICHE DI FACILITAZIONE PER OPLA . OPEN SPACE TECHNOLOGY : una tecnica di gestione di workshop particolarmente adatta ad aprire il confronto su questioni complesse . - PowerPoint PPT Presentation

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FACILITARE LA PARTECIPAZIONE

Ilaria Nervo

PROCESSO PARTECIPATIVO PER OPLA PROCESSO PARTECIPATIVO PER OPLA

TECNICHE DI FACILITAZIONE PER OPLAOPEN SPACE TECHNOLOGY: una tecnica di gestione di workshop particolarmente adatta ad aprire il confronto su questioni complesse .LABORATORI TEMATICI: sono gruppi ristretti di persone che discutono e analizzano specifici temi ed elaborano idee, al fine di potere affrontare in modo adeguato vari aspetti di un progetto.ANALISI SWOT: modalit di analisi qualitativa per valutare i punti di forza, debolezza, le opportunit e le minacce/rischi di un progetto nellambito di un processo decisionale.

OPEN SPACE TECHNOLOGYA met degli anni 80 il sociologo eantropologo americano Harrison Owen, osservando i convegni che organizzava, siaccorse che i momenti maggiormenteproduttivi erano in coincidenza delle pause caff, quando le persone parlanocon chi vogliono di ci che gli sta a cuore,per il tempo che ritengono necessario, per poi spostarsi e andare altrove per parlare con qualche altra persona. Invent quindi questo metodo di lavoro con pochissime semplici regole che permette a molti partecipanti di elaborare idee in modo libero e creativo attraverso delle sessioni di lavoro contemporanee.

I 4 PRINCIPI DELLOST

1) Chiunque venga, lapersona giusta.Le decisioni che vengonoprese durante il lavorosono opera di coloro chesono presenti. Non servepensare a chi sarebbepotuto intervenire o chiavremmo dovuto invitare, molto pi utileconcentrarsi su quelli checi sono. La partecipazioneallOST dovrebbe esseresempre volontaria. Solo chiha davvero a cuore il temaIn discussione si impegnera fondo, sia nellaffrontarloche nelle fasi diImplementazione delprogetto.

2) Qualsiasi cosa accada lunica che poteva accadere.In una particolare situazione, con determinate persone e discutendo di un certo tema, il risultato che si otterr lunico risultato possibile. Le sinergie e gli effetti che possono nascere dallincontro di quelle persone sono imprevedibili ed irripetibili, per questo chi conduce un OST deve rinunciare ad avere il controllo della situazione: tentare di imporre un risultato o un programma di lavoro controproducente. Chi facilita deve avere totale fiducia nelle capacit del gruppo.3)In qualsiasi momento cominci, il momento giusto.Laspetto creativo del metodo. chiaro che dovranno esserci un inizio ed una fine, ma i processi di apprendimento creativo che avvengono allinterno del gruppo non possono seguire uno schema temporale predefinito. Decidere ad esempio di fare una pausa ad un certo orario pu impedire ad un dialogo di avere termine, perdendo cos informazioni o idee fondamentali alla realizzazione del progetto.4)Quando finita finita.Certe volte serve pi tempo di quello previsto, altre accade il contrario. Se ad esempio si hanno a disposizione due ore per trattare un certo argomento, ma la discussione si esaurisce pi velocemente del previsto, inutile continuare a ripetersi, molto meglio dedicare il nostro tempo ad altro. LA LEGGE E LE METAFORE DELLOSTLunica legge che regola lOST La Legge dei due piedi: tutti hanno duepiedi e devono essere pronti ad usarli. Se una persona si trova a conversare di un argomento e non ritiene di poteressere utile, oppure non interessata, molto meglio che si alzi e si sposti (su duepiedi, per l'appunto) in un altro gruppodove pu essere pi utile.Questo atteggiamento non va interpretatocome una mancanza di educazione, macome un modo per migliorare laqualit del lavoro.

LA LEGGE E LE METAFORE DELLOSTCi sono anche due metafore che vengono evocate e incoraggiate nellOST, il bombo e la farfalla. Il bombo rumoroso, si sposta da un luogo allaltro, e tende ad impollinare, fertilizzando i luoghi in cui si posa. La farfalla, anchessa in continuo movimento, silenziosa e armoniosa, e crea degli spazi di distensione e di relax per gli altri partecipanti.

LA DOMANDA DELLOST

Ogni OST sorretto da un interrogativo che in ogni momento della giornata ricorda ai partecipanti il motivoper cui sono li e per il quale stanno discutendo e lavorando. La domanda ha il compito di ricordare con poche parole, diimpatto e comunicative, quale il tema della giornata chesta veramente a cuore ai partecipanti.

La domanda per OPLA Faenza, 18.01.2014Apertura della consultazione cittadina Bilancio e Performance comunale 2014 2016 Secondo te in quale intervento pi importante/urgente investire?

COME SI SVOLGE UN OST

Il facilitatore definisce il tema, i tempi, gli spazi e descrive la legge dei due piedi, le due metafore e i quattro principi. Esplicita che il muro vuoto nella stanza centrale rappresenta lagenda di lavoro e la bacheca del gruppo. A questo punto il facilitatore spiega che ogni persona che pensa di avere un argomento di discussione, di cui vuole occuparsi con responsabilit e passione, deve alzarsi e presentarlo al gruppo e poi scriverlo su un cartoncino. Ogni promotore deve poi attaccare alla bacheca il suo cartoncino.Apertura dello spazio di discussione 2.Apertura del mercato delle proposteUna volta terminata questa operazionetutti i partecipanti possono osservare gliargomenti proposti e decidere a quale /quali gruppo/i intendono unirsi. I gruppi che si formano spontaneamentesaranno autogestiti e produrranno unasintesi della discussione che unita aquelle degli altri gruppi andr a formarelinstant report di fine lavori.Al termine della discussione si ritorna inplenaria ed il facilitatore chiede sequalcuno abbia voglia di esprimere lasua opinione sul lavoro svolto.

LABORATORI TEMATICISono gruppi ristretti di persone che discutono e analizzano specificitemi ed elaborano idee, progetti, piani di lavoro in modo partecipatosu uno specifico tema, con cadenza periodica, al fine di potereaffrontare in modo adeguato vari aspetti. Sono il cuore della partecipazione strutturata, quando da partedellamministrazione pubblica c la volont di coinvolgere i cittadininon solo nella consultazione ma anche nella progettazione diinterventi, per favorire sul territorio lo sviluppo e scambio di nuoveconoscenze e competenze, e reciprocamente la disponibilit, da partedi stakeholders e cittadini, a condividere responsabilit e impegnirispetto alla gestione degli interventi. importante che il committente si impegni a realizzare entro tempibrevi le priorit di intervento condivise e che si dia continuit allapartecipazione ai vari incontri previsti.

COME FUNZIONANO I LABORATORII Laboratori danno lopportunit di elaborare progetti e pianimaggiormente elaborati rispetto a momenti di consultazione unatantum e consentono di ottenere risultati concreti. I gruppi di lavoro si riuniscono a intervalli di tempo adeguati perdefinire progetti abbastanza dettagliati.Tra un incontro e laltro i partecipanti possono raccogliereinformazioni necessarie alla progettazione.Pu essere utile invitare ad alcuni incontri testimoni cheraccontino esperienze simili a quelle su cui il gruppo stalavorando/dibattendo.Il facilitatore stende un report dopo ogni incontro e lo diffonde perposta elettronica ai partecipanti e attraverso il sito internet delprocesso o dellente committente. A conclusione del processo viene redatto un report definitivo.

LANALISI SWOT NELLA PARTECIPAZIONETecnica sviluppata quasi 60 anni fa per lutilizzo in ambito aziendale asupporto di processi dei decisionmaking, stata ripresa a supporto deiprocessi di programmazione pubblica a partire dagli anni 80.Il gruppo di partecipanti invitato a svolgere lanalisi del contesto, individuando i punti di forza e di debolezza dellarea e cercando di riconoscere quelli che possono essere le opportunit da cogliere e leminacce da scongiurare.I risultati sono poi proposti al programmatore (che pu anchepartecipare al processo di analisi) che li acquisisce come base perlassunzione delle scelte strategiche in merito agli obiettivi daperseguire ed alle azioni da intraprendere nellambito dello specificoprogramma.MATRICE SWOTFATTORI ENDOGENI : propri del contesto e quindi modificabili grazie alla politica o allintervento propostoPunti di ForzaPunti di Debolezza- Valorizzazione- Contenimento--FATTORI ESOGENI : derivano dal contesto esterno e non sono quindi modificabiliOpportunitMinacce- Congiunture esterne- Congiunture esterne--Esempio di matrice per raccogliere gli elementi critici di un intervento e del territorio in cui sar realizzato.COME FUNZIONA LA SWOT PARTECIPATAPrima fase : ricognizione del contesto in cui viene realizzato lintervento, costruzione di indicatori socio-demografici ed economici e identificazione dei principali trend e problematicheSeconda fase: identificazione delle possibili azioni in relazione alle principali problematiche evidenziateTerza fase: analisi del contesto esterno e identificazione delle opportunit e delle minacceQuarta fase: analisi del contesto dellintervento e identificazione dei fattori che possono agevolare o ostacolare lo sviluppo dellintervento.

Grazie per lattenzione !

ilarianervo@hotmail.com

partecipa@oplafaenza.it