Introduzione alla. Una splendida omelia La lettera agli Ebrei... non è una lettera. Manca di introduzione come ogni lettera che si rispetta. Il biglietto

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    02-May-2015

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<ul><li> Slide 1 </li> <li> Introduzione alla </li> <li> Slide 2 </li> <li> Una splendida omelia La lettera agli Ebrei... non una lettera. Manca di introduzione come ogni lettera che si rispetta. Il biglietto finale (Eb 13, 22-25) ha fatto credere che fosse una lettera. Gli importanti accenni allEucaristia fanno ritenere che lomelia sia in vista della Messa o destinata ad essere letta durante la Messa. Con tutta probabilit stata esposta a viva voce in una o pi assemblee domenicali, ha una conclusione al Dio della pace e al Signore nostro Ges Cristo, seguita dallAmen degli ascoltatori. Non indirizzata agli Ebrei, che non vengono mai nominati, ma ai cristiani (Eb 3, 14) ed in realt uno scritto molto importante per la fede e la vita cristiana. Come scrive lautore (Eb 13, 22) parola di esortazione. </li> <li> Slide 3 </li> <li> Una splendida omelia Dopo essere stata messa per iscritto, stata poi inviata a una comunit lontana. Al testo venne aggiunto per l'occasione un breve biglietto di invio (13,22-25), e ci ha fatto si che da allora fosse considerata come una lettera. Ma dal suo eloquente esordio (1,1-4) sino alla solenne conclusione (13,20-21), il testo ha conservato integralmente il proprio carattere di omelia fatta per essere declamata. La lettera caratterizzata da esortazioni pratiche perch lautore vuole calare la fede nella quotidianit. Noi possiamo riscoprire le nostre radici cristiane che vanno dallascolto obbediente della Parola di Dio, ai sacramenti delliniziazione, quali il Battesimo, la Confermazione e lEucaristia. </li> <li> Slide 4 </li> <li> Largomento dellomelia L'argomento dell'omelia il sacerdozio di Cristo. L'autore spiega a noi cristiani che, per instaurare un rapporto di fiducia con Dio, abbiamo ormai un sacerdote, anzi un sommo sacerdote: Cristo. La passione di Cristo, in effetti, stata un atto di mediazione sacerdotale, che ci ha aperto una vianuova e vivente(Eb 10,20) per offrirci l'accesso a Dio. Il segreto di questo atto di mediazione stata l'unione perfetta, nel cuore di Cristo, di due fedelt a Dio, nell'obbedienza filiale e agli uomini, nella solidariet fraterna, entrambe spinte fino alla morte. </li> <li> Slide 5 </li> <li> Largomento dellomelia Il predicatore ha dedicato tutta la cura possibile alla composizione della sua omelia. Ha adottato una suddivisione in cinque parti. Annuncia il tema di ciascuna prima di cominciarla (in 2,17-18; 5,9-10; 10, 36-39; 12,13). La lunghezza delle cinque parti va dapprima in crescendo, dalla prima alla pi consistente terza parte, per poi decrescere passando dalla terza all'ultima. Le suddivisioni nel nostro commento sono basate sulla scoperta di varie serie di indizi letterari di composizione perfettamente convergenti. </li> <li> Slide 6 </li> <li> Schema del Testo Ecco lo schema del testo: 1, 1-4 - Esordio: Dio ci ha parlato 1,5 -2,18 - I Situazione di Cristo 3,1 5,10 - II Cristo, sommo sacerdote degno di fiducia e misericordioso - 3,1 4,14 Cristo sommo sacerdote degno di fiducia e appello alla fede - 4,15 5,10 Cristo sommo sacerdote pienamente umano 5,11 -10,39 - III Cristo, sommo sacerdote perfetto - 5,11 6,20 Appello all'attenzione e alla generosit - 7,1-28 Un somme sacerdote di genere diverso - 8,1 9,28 Un offerta sacrificale ben differente - 10,1-18 Un'offerta pienamente efficace - 10,19-39 Appello all'unione vitale con cristo, sommo sacerdote 11,1 12,13 - IV La fede e la pazienza - 11,1-40 Elogio della fede - 12,1-13 Appello alla pazienza nelle prove - 12,14 13,19 V Cercate la pace e la santit 13,20,21 - Augurio finale 13,22-25 - Biglietto d'invio </li> <li> Slide 7 </li> <li> Autore Lautore della lettera non Paolo. Lo dice lo stile, il vocabolario e lassenza, in Paolo, del tema Ges Cristo sommo sacerdote. E in lingua greca, in splendido greco. Lautore cerca di aiutare i suoi lettori o ascoltatori, di provenienza giudaica, a scoprire la bellezza della fede che hanno abbracciato. Rileggendo la tradizione culturale e sacerdotale del Primo Testamento alla luce di Cristo e della tradizione apostolica, sono in grado di constatare che Cristo il vero sommo sacerdote, divenuto tale per mezzo della morte e risurrezione. </li> <li> Slide 8 </li> <li> Autore Dato che non inizia come una lettera, l'omelia non ci rivela n il nome dell'autore n quello dei destinatari, a differenza degli esordi delle lettere di Paolo o di Pietro. Ma fin dall'antichit la tradizione della chiesa orientale ha dichiarato con forza l'origine paolina dello scritto, pur ammettendo che non l'abbia redatta l'apostolo Paolo in persona (ad eccezione, forse, del biglietto finale). Lo stile, in effetti, manifesta un temperamento diverso da quello paolino. Nell'antichit, il testo greco che abbiamo stato attribuito all'evangelista luca, a Barnaba e a Clemente Romano (cfr. Fil 4,3). I moderni aggiungono il nome di Apollo, dato che quanto sappiamo su questo personaggio (At 18,24-28; 1Cor 3,6) corrisponde all'identikit dell'autore desumibile dal testo. </li> <li> Slide 9 </li> <li> Data La data di composizione non si pu fissare con certezza, in mancanza di indizi decisivi. I pareri, molto divergenti, degli esegeti oscillano tra l'anno 55 e il 125. L'opinione che si accorda meglio con l'insieme dei dati quella che colloca la lettera qualche tempo prima della distruzione di Gerusalemme, verificatasi nel 70 d.C. </li> <li> Slide 10 </li> <li> Destinatari Quanto ai destinatari, l'omelia ci indica che si tratta di cristiani convertiti da tempo (5,12; 13,7). Si sono mostrati molto generosi (10, 32-34) e lo sono ancora (6,9-10), ma, prima di affrontare nuove prove (12,1-7), hanno bisogno di essere stimolati, cosa che il predicatore non manca di fare con vigore (5,11- 12; 6,11-12; 10,36; 12,3,13). La loro origine, giudea o pagana che sia, non mai precisata e resta oggetto di discussioni. Tale indeterminatezza presenta un vantaggio: possiamo applicare pi facilmente a noi stessi gli avvertimenti e gli incoraggiamenti dati dall'autore. </li> <li> Slide 11 </li> <li> Il contenuto Quanto a contenuto, lepistola agli Ebrei senzaltro un trattato di Cristo il figlio, poich la rivelazione finale di Dio, che superiore ai profeti 1:1 a 3, agli angeli 1:4 - 2:18 ed a Mos e Aronne, i maggiori rappresentanti dellantico patto. Ci prepara la via ad un appello a rimanere uniti a Cristo per ricevere laiuto che solo lui pu dare. Poi nella sezione centrale il sacerdozio di Cristo presentato quale superiore allordine di Aronne; questo sacerdozio esercitato sotto un nuovo patto, in un nuovo santuario celeste, essendo un nuovo e migliore ministero, che da uneredit eterna, basata su di un sacrificio che ha unefficacia unica e definitiva. La sezione pratica dellepistola un appello ad andare avanti con rinnovata fede, senza disprezzare la disciplina divina, producendo frutti di pace e santificazione, conservando le virt della perseveranza e dellobbedienza. </li> <li> Slide 12 </li> <li> Il cuore della lettera La Lettera agli Ebrei ha un solo cuore: Cristo Ges, Vita di ogni vita. Ges la vita dalla quale ogni altra vita nasce, nella quale ogni vita produce frutti di verit e di giustizia, per la quale ogni altra vita vive. Cristo Ges vita: della Parola di Dio, della Grazia di Dio, del credente in Dio, delle vera fede in Dio, delladorazione di Dio, della glorificazione di Dio, dellobbedienza a Dio, della santit di Dio, del culto verso Dio, della carit di Dio, della speranza in Dio. Ogni relazione con Dio e con gli uomini vera, nella vita, nella santit e nella giustizia se posta in Cristo </li> <li> Slide 13 </li> <li> LAnnunzio Il grande annunzio della Lettera agli Ebrei che Cristo non da S. Cristo da Dio. Cristo Ges lopera di Dio. Cristo Ges, infatti, dal Padre. dal Padre nelleternit ed dal padre nel tempo; dal Padre nellAntico Testamento ed dal Padre nel Nuovo. </li> <li> Slide 14 </li> <li> Il Mistero di Cristo Questi brevissimi cenni sullessere di Cristo dal Padre sono sufficienti solo per creare nel cuore del discepolo di Ges il desiderio di conoscere con ogni sapienza di verit e di dottrina il mistero della Redenzione cos come viene presentato da questa Lettera agli Ebrei. Chi la legger con attenzione, con amore, cura, in preghiera, meditando ogni Parola nel cuore, attinger nuova sapienza, nuova intelligenza, nuova scienza sul mistero di Cristo Ges e tutta la sua vita avr una svolta, si rimetter in cammino, si liberer da un mondo di falsit, o di inesattezze, o semplicemente di quellignoranza che quotidianamente ci conduce assai lontano dallimitazione di Cristo Ges. </li> <li> Slide 15 </li> <li> La conoscenza di Cristo La Lettera agli Ebrei introduce Cristo perch sia al centro del cuore credente. Conoscere Cristo scienza perfetta. Questa scienza richiesta ad ogni suo discepolo e per questo giusto che si impegni, dedicando del tempo ad imparare Cristo. Cristo vero nel cuore, se vero nella mente. Ma anche vero nella mente, se vero nel cuore. Imparare Cristo perch sia vero nella mente e nel cuore non tempo tolto allazione e alla missione del cristiano; invece via santa per dare Cristo secondo verit ai nostri fratelli. </li> <li> Slide 16 </li> <li> Cristo figlio di Dio Cristo Figlio di Dio. La prima verit che la Lettera agli Ebrei ci annunzia questa: Cristo Ges vero Figlio di Dio. Non Figlio per creazione, per adozione, o semplicemente in senso morale e neanche perch il Padre celeste lo ha amato e lo ha eletto, dichiarandolo suo Figlio. Cristo Ges vero Figlio di Dio, perch da Lui stato generato. Lui impronta della sua gloria; irradiazione della sua sostanza. Lui semplicemente di natura divina. Tutta la natura divina del Padre nel Figlio, la differenza tra il Padre e il Figlio non nella natura, che una e la sola; invece nella Persona. Il Padre persona distinta dal Figlio e il Figlio persona distinta dal Padre, Padre e Figlio sussistono per nellunica sostanza, o natura divina, nella quale sussiste anche lo Spirito Santo. </li> <li> Slide 17 </li> <li> Cristo Autore della Redenzione Questo Cristo, che posto da Dio al vertice della creazione in quanto vero e perfetto uomo, lAutore della Redenzione. Dio ha deciso di redimere, salvare, giustificare il mondo per mezzo di Lui. Tutto ci che prima della sua Incarnazione in vista di Lui, finalizzato alla sua Incarnazione, al suo farsi vero uomo nel seno della Vergine Maria. Tutto ci che dopo di Lui, guarda a Lui come al suo unico e solo Redentore e Salvatore. Lui il vero frutto dellAntico Testamento. La storia antica tutta finalizzata a questo frutto. Essa non ha altro scopo se non quello di far s che fosse possibile lIncarnazione del Figlio di Dio. Lui il nuovo seme di vita dal quale deve sbocciare sulla terra ogni vita. Senza questo seme non c alcun frutto di vita sulla nostra terra. Questa la verit di Cristo Ges. Egli il punto finale dellAntico Testamento, il punto iniziale del Nuovo. Tutto in Lui confluisce, tutto da Lui parte. Tutto ci che non arriva a Lui falso. Tutto ci che non prende vita da Lui anche falso. </li> <li> Slide 18 </li> <li> Confronto con gli angeli: Eb 1, 5-14 Non da escludere che nella comunit vi fosse una importanza eccessiva data agli angeli come puri spiriti nei confronti di Ges che ha preso carne. Il testo ribadisce la superiorit infinita di Cristo perch Figlio di Dio. Cristo il punto di riferimento e la realizzazione piena del Primo Testamento. Il Figlio anche Primogenito al quale gli angeli devono prestare quel culto che tributano a Dio: Lo adorino gli angeli di Dio! Un secondo confronto dato tra gli angeli, che sono servi e ministri, mentre il Figlio Dio, creatore ed eterno. Gli angeli sono ministri come i venti e le saette nel cielo. Cristo il Figlio di natura divina e regale. Al Figlio viene assoggettata la creazione del mondo ed eterno (1, 10). </li> <li> Slide 19 </li> <li> Il Ruolo del Figlio Ultimo confronto con il ruolo. Il Figlio siede alla destra di Dio, mentre gli angeli vengono inviati per servire gli uomini, per chiamarli alla salvezza eterna (1, 13-14). Ges ha la dignit di Re viene detto con il Salmo 109/110, 1 Siedi alla mia destra che anche pronunciato da Ges al processo con Caifa: Io vi dico: dora innanzi vedrete il Figlio delluomo seduto alla destra di Dio e venire sulle nubi del cielo (Mt 26, 64). Al contrario del figlio, gli angeli sono servi di Ges: lo servono al termine delle tentazioni e sono servi degli uomini = coloro che devono ereditare la salvezza, custodiscono i piccoli (Mt 18, 11). </li> <li> Slide 20 </li> <li> LE GERARCHIE ANGELICHE Premessa di San Roberto Ballarmino Gli Angeli sono i rappresentanti di Dio, esseri che tendono verso l'alto e non ci conducono mai all'egoismo, al peccato o alla materialit, ma ci guidano verso il divino principio di ogni bene, laddove si riunisce ogni individualit reale, a immagine e somiglianza di Dio. Solo prestando sincera attenzione a queste guide spirituali li incontreremo, ci incontreremo con gli Angeli senza saperlo. </li> <li> Slide 21 </li> <li> Le tre Gerarchie Angelo significa Inviato, Nunzio, Ambasciatore. E' uno spirito puro dotato di intelletto e volont perfetta, creato da Dio nel primo giorno della sua creazione o, come vogliono altri, prima della creazione del mondo. Il numero degli Angeli grande e non pu essere conosciuto che da Dio solo. Essi sono divisi in tre Gerarchie ciascuna delle quali composta da tre Ordini o Corti, ovvero: Prima Gerarchia, o Suprema: Serafini, Cherubini e Troni. Seconda Gerarchia, o Media: Dominazioni, Virt e Podest. Terza Gerarchia, o Infima: Principati, Arcangeli e Angeli. </li> <li> Slide 22 </li> <li> Cori Angelici La Suprema Gerarchia riceve immediatamente le illuminazioni da Dio e le comunica alla Media. Questa le attua passandole all'Infima che ne partecipa e le porge agli uomini. Ai nomi dei nove Cori Angelici corrispondono altrettanti uffici, perci si dice che i Serafini sono tutto ardore di carit; i Cherubini luce d'intelligenza, I Troni, sede dell'Onnipotente; le Dominazioni, zelanti la gloria di Dio; le Virt, rivestite di forza divina a bene del mondo; le Podest armate contro l'inferno e le forze delle tenebre; i Principati, presidenti alla protezioni delle grandi societ religiose e civili; gli Arcangeli, proposti al patrocinio delle nazioni, Diocesi e Comunit religiose; gli Angeli, alla custodia del genere umano. E' di fede poi che ciascuno uomo, sin dal suo nascere, dato dalla bont e misericordia di Dio ad un Angelo perch sia custodito in tutte le sue vie. San Tommaso inoltre dice che non soltanto i cristiani buoni hanno questo Angelo, ma anche i malvagi ed anche gli stessi infedeli. </li> <li> Slide 23 </li> <li> Ministeri Angelici Ci resta da dire qualcosa intorno ai ministeri Angelici. Tali ministeri sono cinque: 1.Innalzare un perpetuo canto al Signore. 2.Offrire a Dio le preghiere dei mortali. Dio costitu gli Angeli come fossero tanti fedeli servitori, incaricati di raccogliere le preghiere, e quasi fossero memoriali dei poveri, di presentarglieli e di darne alla sua presen...</li></ul>