L’ A L P I N O

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    24-Jan-2016

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L A L P I N O. A L P I N O. rdito. eale. ronto ad. ronto ad. ntervenire. ei momenti di bisogno. vunque. Intervista ad un alpino. - PowerPoint PPT Presentation

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  • LA LPINO

  • ALPINOrdito

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  • Da un intervista fatta allalpino Tarcisio Cominini abbiamo potuto ricavare molte informazioni interessanti e veramente significative riguardanti queste persone, le quali sono un valore fondamentale del nostro Paese.- CHI LALPINO?Alpino lo sono tutti quelli che nel bisogno tendono una mano senza chiedere nulla in cambio. Lalpino culturalmente uno che non si demoralizza facilmente se le cose non vanno bene si rimbocca le maniche e spinge il carretto fino a farlo andar bene. Alle generazioni doggi tutto dovuto, meglio la cultura alpina che meno frignona. Un battaglione alpino (non ricordo quale) aveva un detto: tasi e tira (taci e vai avanti).- COSA SIGNIFICA ESSERE ALPINO?In tempo di guerra voleva dire conquistare la libert e la pace, adesso significa mantenere libert e pace.- PRIMA DI DIVENTARE ALPINO, CHE GIURAMENTO HA FATTO?Tutti noi alpini abbiamo giurato di difendere la nostra patria e con essa tutto il popolo italiano da qualsiasi invasore e di mantenere pace e libert. Tutte le volte che indossiamo il nostro cappello ci ricordiamo di questo nostro impegno.

  • - COS LAMORE PER LA PATRIA?Lamore verso la patria una cosa innata. Il senso del dovere ti fa stare bene se prima di chiedere qualcosa tu, dai qualcosa agli altri pi bisognosi di te.- A COSA SERVIVA LA NAIA? La naia ti rendeva uomo consapevole di dare il cambio a quelli che prima di te avevano vigilato sulla nostra patria.Avendo abolito la naia venuto a mancare quel vivere in gruppo, quel darsi una mano, li nasceva lo spirito alpino, i giovani non lo conoscono.- COSA VUOL DIRE COMMEMORARE IL 4 NOVEMBRE?Vuol dire non dimenticarsi di tanti giovani morti per la libert della nostra ITALIA, e per dire ad alta voce, mai pi guerre. - COS IL CANTO PER UN ALPINO? Il canto non sempre felicit; pi facile vedere un alpino cantare con gli occhi bagnati di lacrime, anche perch le nostre canzoni sono sempre dei ricordi e, vista la storia, neanche troppo belli.- UNA SITUAZIONE ALLA QUALE VOI ALPINI AVETE CONTRIBUITO COL VOSTRO AIUTO, OLTRE A QUELLA DELLABRUZZO:ricordo il terremoto in Friuli del 1976, eravamo a Merano.

  • Mi impression molto quando alladunata del mattino il colonnello chiese a 4000 giovani alpini, di ventanni, chi volesse partire volontario per il Friuli. Cera tanta gente ad aiutare, gente sotto le case crollate. Fu bellissimo fare un passo avanti e dare la nostra disponibilit, tutti avremmo voluto andarci: 4000 alpini hanno risposto presente.

  • La societ di oggi sempre meno sensibile e sempre pi distante da quelli che sono i valori di lealt, coraggio, solidariet, amore verso il prossimo e generosit dei quali gli alpini si fanno portatori. Oggi cos come ieri sono presenti dove c bisogno. Quando c un terremoto , una catastrofe sonoi primi ad arrivare e non esitano a mettere a rischio la propria vita per gli altri. Questo si verificato anche dopo il terremoto dAbruzzo.Gli alpini sono stati i primi ad intervenire sul posto per dare una mano. Anche due nostri compaesani hanno preso parte a questa missione, pertanto abbiamo deciso di raccogliere la loro testimonianza. Questi due alpini hanno vissuto in prima persona la situazione drammatica che in Abruzzo si era creata a causa del terremoto.

  • Entrambi non appena sono venuti a conoscenza dellaccaduto sono partiti per portare aiuto e soccorso a quelle popolazioni cos sfortunate.Il primo ad essere intervistato stato il signor Lorenzo Mulattieri, di anni 36, che dal 94 iscritto al gruppo alpini di Berzo Inferiore, nonch alla Protezione Civile, che spesso organizza iniziative utili per il paese, come la sistemazione o lasfaltatura delle strade, prove ed esercitazioni antincendio o di pronto soccorso, alle quali, se ha del tempo a disposizione, partecipa sempre.

    Alla missione Abruzzo ha deciso di prendere parte il giorno immediatamente dopo laccaduto, quando partito per aiutare le persone colpite dal terremoto, appoggiato da tutta la famiglia. Non appena venuto a conoscenza della situazione non se lo fatto dire due volte e si aggregato algruppo organizzato dalla Protezione Civile di Valle Camonica. Di Berzo stato lunico a partecipare, ma assieme a lui sono partite altre venti persone di vari paesi. Nel viaggio, quando oramai erano vicini alla loro meta, hanno sentito una forte scossa proprio sotto ad un cavalcavia che ha messo paura, ma che nonostante tutto non li ha scoraggiati.

  • Di certo non hanno perso tempo e cos in tre giorni sono riusciti ad allestire duecento tende per accogliere ben milleduecento sfollati. Erano divisi in gruppi ed ogni gruppo aveva il proprio lavoro: cera chi si occupava dellallestimento dei bagni,chi montava le tende, chi le gonfiava ed il tutto avveniva sotto la direzione organizzativa della Protezione Civile Nazionale. La gente del posto ringraziava, infatti quando quattro giorni dopo il loro arrivo se ne sono andati, la situazione era molto migliorata, nonostante vi fossero ancora scosse e ve ne siano tuttora. Altri gruppi li hanno poi sostituiti e ci sono persone che continuano a dare una mano, poich non tutti hanno gi riavuto una casa.Il secondo ad essere intervistato stato invece Roberto Testa, di 46 anni, anche lui iscritto sia allANA, sia alla Protezione Civile, da 10 anni. Arrivati, nella cittadina di Coppito, la prima persona con la quale hanno parlato stato il sindaco del posto. Quando sono partiti pensavano che avrebbero potuto dare una mano, per scavare ed aiutare ad estrarre le persone da sotto le macerie, ma purtroppo visto il pericolo ed i troppi rischi, non stato loro consentito.

  • Saputo dellemergenza anche lui, sostenuto dalla famiglia, ha subito deciso di partire, assieme ai gruppi di Darfo, Angone ed Artogne.Arrivati sul posto, le tende erano gi state montate, ed il loro compito stato quindi quello di fare un servizio di sorveglianza e di controllo affinch nessuno rubasse. Durante i quindici giorni che sono restati in Abruzzo, hanno anche cercato di dare coraggio e sostegno psicologico alla gente, alla quale non restava nulla e si era trovata ad affrontare grossi disagi, dovuti alla convivenza nelle tende che sicuramente non avevano i conforti ai quali era abituata. Questo a testimonianza del grande spirito di solidariet che muove gli alpini quando una richiesta daiuto si leva, da qualunque parte essa provenga.Si spera che gli alpini con il loro esempio concreto riescano a trasmettere alle nuove generazioni i valori che li muovono a dare sempre una mano laddove ve ne bisogno.

  • Gli alpini hanno dato prova dei valori che li accompagnano anche durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale. A questultima hanno partecipato molti ragazzi poco pi grandi di noi, la cui giovinezza stata spezzata dalla cattiveria delluomo che li ha spinti al centro di una guerra che da loro ha preteso coraggio e fatica e da troppi il sacrificio della vita. Si sono dimostrati soldati fieri e forti, valorosi difensori della loro terra.Era il 22 giugno 1941, quando Hitler sferra una massiccia offensiva contro lUnione Sovietica, infrangendo il patto di non aggressione russo-tedesco, stipulato nel 1939.Mussolini, che lo appoggia, decide di inviare migliaia di alpini sul fronte russo.Erano mal equipaggiati e in quei luoghi, le temperature raggiungevano anche i -30,-35C e quelli che ritornarono furono veramente pochi.

  • Donne, bufere e vino, non fan tremar LALPINO Di qui non si passa!Noi pensiamo che il valore dellessere alpino entri a fare parte definitivamente nella vita di un uomo e che quindi un alpino non diventi mai un ex-alpino, ma resti tale per sempre.

  • Realizzato da:Pastorelli ElisabettaAvanzini SaraTrombini Nadia Noris Michelacon la collaborazione di:Mulattieri LorenzoRoberto TestaTarcisio Cominini.RINGRAZIAMO PER LA VISIONE