La Bacheca del Sesto Milium (2011/12, n. 02)

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    22-Mar-2016

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Bollettino del Rotary Club "Sesto Milium - Centenario" (Ottobre 2011)

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<ul><li><p> 1 </p><p>Bollettino n. 2 del Rotary Club Sesto Milium Centenario - Distretto 2040 </p><p>5 ottobre 2011 Anno Rotariano 2011/2012 </p><p>La Bacheca del </p><p>Sesto Milium </p><p>PRESIDENTE Marina Rasnesi E-mail: mrasne@inwind.it VICE PRESIDENTE Matteo Tiberi E-mail: matteo.tiberi@laserbiomed.it SEGRETARIO Ming San Hu E-mail: ming74@fastwebnet.it PREFETTO Davide Pirovano E-mail: davidepi2000@yahoo.it TESORIERE Dario Corbetta E-mail: dcorbetta58@gmail.com ROTARY FOUNDATION Alberto Ceppi E-mail: albceppi@tin.it INCOMING PRESIDENT Matteo Tiberi E-mail: matteo.tiberi@laserbiomed.it PAST PRESIDENT Federico Santini E-mail: federico.santini@yahoo.it SITO INTERNET www.rotarysestomilium.it SEDE: Grand Hotel Barone di Sassj - Sesto S.G REDAZIONE de LA BACHECA: Giovanna Piazzalunga E-mail: giovanna_piazzalunga@yahoo.it </p><p> Annapaola Pozzi E-mail: annapaola.pozzi@1webmail.net </p><p>Marted 11 ottobre: Grand Hotel Barone de Sassj </p><p>ore 20.00 APERITIVO </p><p>ore 20.30 Cena </p><p>Incontro con Don Paolo Pupillo, missionario da alcuni anni </p><p>Si prega di confermare la propria presenza a Davide Pirovano, il Prefet-</p><p>to. </p><p>DAL DISTRETTO: </p><p>Domenica 9 ottobre, ore 16.00 </p><p>Festival delle Lettere </p><p>Evento patrocinato dal Distretto 2040 </p><p>Teatro dal Verme </p><p>Via San Giovanni sul Muro 2 Milano </p><p>Per informazioni: prenotazioni@festivaldellelettere.it / tel. 347.5090610</p><p>Ming San Hu: 17 ottobre </p><p>Marco Ganassini: 29 ottobre </p><p>I prossimi appuntamenti per i soci del Sesto Milium </p><p>Gli appuntamenti del club </p><p>E quelli del Distretto </p><p>Auguri di Compleanno </p><p>Gli appuntamenti del club </p><p>E quelli del Distretto </p></li><li><p> 2 </p><p>18 maggio 1911: a Vienna si spegneva il compo-</p><p>sitore e direttore d'orchestra Gustav Mahler, per </p><p>una endocardite incurabile, una bomba a tempo </p><p>della cui esistenza era lucidamente cosciente da </p><p>alcuni anni. Ma la presenza palpabile della morte </p><p>aveva segnato Mahler fin dall'infanzia, con la </p><p>perdita precoce di alcuni amatissimi fratelli. La </p><p>percezione della dissoluzione, della caducit del-</p><p>le cose e di quanto questa ne acuisca tormento-</p><p>samente il fascino, una delle cifre essenziali del </p><p>suo linguaggio musicale. Un linguaggio oggi indiscutibilmente amato e una </p><p>musica che fa ormai parte stabilmente del repertorio di tutte le grandi or-</p><p>chestre del mondo. Ma non fu sempre cos. </p><p>Osannato direttore d'orchestra, le sue colossali Sinfonie furono poco ap-</p><p>prezzate al loro apparire: l'immissione - nel sacro corpo di una forma musi-</p><p>cale che portava ancora l'impronta di Mozart, di Beethoven, di Bruckner - </p><p>dei germi pericolosi della canzonetta, della musica da cabaret, della cultura </p><p>"bassa", lo faceva guardare con sospetto. Solamente chi aveva rinunciato a </p><p>una concezione sacrale della musica (parliamo di Arnold Schnberg e di </p><p>Anton von Webern, due pionieri della "musica futura" e due dei suoi pi </p><p>strenui difensori) sapeva leggere tra le righe: un mondo nuovo si affacciava </p><p>all'orizzonte, privo di purezza e distinzione, innervato da una vitalit anima-</p><p>lesca. Un uomo e un compositore - Mahler - che appariva, e forse si sentiva, </p><p>sempre un po' "fuori posto". Anche durante i soggiorni estivi presso il suo </p><p>"rifugio", il Maso Trenker a Dobbiaco, non aveva sostanzialmente contatti </p><p>con la gente del posto. La civilt contadina, con le sue arguzie e le tradizio-</p><p>ni antiche, non lo interessava pi di tanto. La Natura, piuttosto, gli era cara: </p><p>la grandezza delle montagne, nella quale vedeva impressa la mano potente </p><p>del Creatore. E proprio questa grandezza - innanzitutto dello spirito - la sua </p><p>musica tentava di rendere acusticamente evidente; il gigantismo delle sue </p><p>dieci Sinfonie, e la solidit del loro serrato e sempre consequenziale svilup-</p><p>po, si spiegano innanzitutto con questo desiderio. </p><p>In Italia, la sua musica ebbe un travolgente rilan-</p><p>cio con l'uscita del film (1971) "Morte a Venezia" </p><p>di Luchino Visconti (basato sull'omonima novella </p><p>di Thomas Mann), del quale costituiva buona par-</p><p>te della colonna sonora, ma la critica "militante" </p><p>del tempo storse assai il naso. Questa volta, il </p><p>problema non era la presenza degli elementi </p><p>"volgari" gi accennati. L'ostacolo era costituito, </p><p>invece, da un Io strabordante (frequenti autocita-</p><p>zioni musicali, un'espressivit bruciante, una ma-</p><p>no musicale ferrea in guanto ritenuto fin troppo di </p><p>velluto) in anni nei quali la parola "Io" - dopo le docce fredde delle due </p><p>Guerre mondiali e delle atrocit di cui l'essere umano si era rivelato inaspet-</p><p>tatamente capace - suscitava diffidenza e sospetto, fino al limite dell'impro-</p><p>nunciabilit. Oggi la situazione radicalmente diversa. Il favore del pubbli-</p><p>co ha spinto anche la critica a rivedere le proprie posizioni e Mahler gigan-</p><p>teggia tra i grandi del Novecento. </p><p>Il linguaggio della mu-sica di Gustav Mahler </p><p>Spazio alla musica del Sesto Milium: Elogio della Grandezza </p></li><li><p> 3 </p><p>Perch, in questi ultimi decenni, la sua musica piace come mai prima? La dif-</p><p>fidenza nei confronti dell'Io fa ancora da sfondo alla nostra cultura di occiden-</p><p>tali smaliziati, ma ha assunto un "tono" inedito. Ogni grandezza individuale </p><p>che non abbia un immediato riscontro economico tende ad essere guardata </p><p>con ironia se non (nuovamente!) con sospetto. Qualcosa di improduttivo, roba </p><p>d'altri tempi. Eppure, ognuno di noi aspira ad una propria Grandezza (questa </p><p>volta, la maiuscola d'obbligo), nonostante i tempi e la moda ci impongano </p><p>un profilo minimalista e un understatement che a volte rischia di rasentare l'i-</p><p>diozia. Forse, allora, sentiamo la musica di Mahler come il linguaggio fami-</p><p>liare di un fratello, di qualcuno che ha condiviso in tutto la situazione </p><p>dell'uomo novecentesco senza rinunciare alla visione di un "di pi" e di un </p><p>"oltre" al quale tutti siamo chiamati. Grazie, Gustav (e non ce ne vorrai, a </p><p>questo punto, se ti diamo del tu). Umberto Bombardelli </p><p>..Partecipare per conoscersi, conoscersi per diventare amici.. </p><p>Lanno sociale iniziato a luglio si riaperto dopo le vacanze estive con una piacevole conviviale in cui il tema delle Rotariadi, giunte alla loro sedi-</p><p>cesima edizione, stato il leitmotiv della serata. </p><p>Sono intervenuti il Dott. Enrico Poltronieri e il Dott. Fabio Stabilini, rispet-</p><p>tivamente tesoriere e segretario delle Rotariadi, i quali ci hanno illustrato </p><p>con entusiasmo la storia e gli obiettivi principali delle Rotariadi. </p><p>I relatori hanno spiegato che nel corso degli anni ci sono state molte evolu-</p><p>zioni e continui miglioramenti ma la mission racchiusa nel motto delle Rota-</p><p>riadi sempre la stessa: </p><p>..Partecipare per conoscersi, conoscersi per diventare amici.. E un modo per frequentarsi e conoscersi che si aggiunge agli appuntamenti legati conviviali. </p><p>Lobiettivo primario delle Rotariadi promuovere e sviluppare le relazioni amichevoli tra i club aderenti inizialmente solo i Rotary e successivamente </p><p>anche Inner Wheel e Rotaract. </p><p>Ma la vera mission ritrovarsi per costruire insieme e per sostenere proget-</p><p>ti. In 15 anni, infatti, sono stati sostenuti 22 progetti ed i club beneficiari so-</p><p>no stati in tutto 13. </p><p>Quindi perch non partecipare alle Rotariadi?! </p><p>Lisa Valiani </p><p>La vera mission delle Rotariadi ritrovarsi per costruire insieme e per sostenere pro-getti </p><p>La vera mission delle Rotariadi ritrovarsi per costruire insieme e per sostenere progetti </p><p>LE ROTARIADI </p></li><li><p> 4 </p><p>Viviana e Christina: due esperienze a confronto </p><p>La conviviale di Marted 27 settembre ha costituito una serata dedicata allo </p><p>scambio-giovani, in cui due giovani ragazze protagoniste di tale progetto, Vi-</p><p>viana e Christina, hanno catturato lattenzione dei presenti con i loro racconti e con le immagini proiettate, condividendo le loro affascinanti esperienze in </p><p>Olanda e in Taiwan. </p><p>In particolare, Viviana ha partecipato al Camp Rotary in Olanda dal 16 al 30 </p><p>luglio 2011 ospite di tre famiglie differenti. Un viaggio intenso e piacevole, in </p><p>cui le visite e le attivit a cui ha partecipato, organizzate nei minimi dettagli, </p><p>le hanno insegnato al meglio usanze e stile di vita locale. Assistere a una par-</p><p>tita di calcio, visitare musei, entrare in una fattoria, recarsi in unaziende pro-duttrice di succo, andare in barca, salire sul go-kart, sono alcune delle inizia-</p><p>tive in cui Viviana stata coinvolta e che porter sempre tra i suoi pi bei ri-</p><p>cordi. Viviana non stata per sola in questo viaggio: lha condiviso con quindici ragazzi provenienti da altre nazioni del mondo. Sono nate amicizie e </p><p>simpatie ed stato favorito un processo di scambio reciproco e di accresci-</p><p>mento, favorito dalla conoscenza e dal confronto tra culture diverse, sotto una </p><p>comune appartenenza rotariana. </p><p> Laltra protagonista della serata stata Christina, una ragazza di soli 16 anni, originaria di Taiwan, che rimarr in Italia fino a giugno 2012. Con naturalez-</p><p>za e semplicit Christina ci ha portati per mano nella sua terra dorigine, fa-cendoci conoscere clima, cultura e tradizioni. Un racconto ricco di informa-</p><p>zioni dove abbiamo scoperto tante usanze locali, come ad esempio i numerosi </p><p>festival che vengono celebrati, tra cui: il Lantern festival (a fine febbraio-</p><p>inizio marzo), in cui le lanterne volano insieme nel cielo originando una sce-</p><p>nografia magica; il Ghost Festival, che si svolge nel settimo mese del calen-</p><p>dario cinese (agosto), con la convinzione che le porte dellinferno siano aper-te in quel periodo e che, per placare gli spiriti, siano necessarie offerte di cibi, </p><p>spettacoli di marionette e carta bruciata; ma anche il Moon Festival, </p><p>lAboriginal Festivals, lHakkanese Festival, il Dragon Boat Festival. La data della ricorrenza pi importante per i taiwanesi per quella del Capodanno </p><p>che ogni anno cade in giorni diversi, compresi tra il 21 gennaio e il 20 febbra-</p><p>io. </p><p>Ed ancora, abbiamo visto foto di ombrellini decorati, portafortuna, cibi e spe-</p><p>cialit locali, oggetti di artigianato ma anche un forte sviluppo industriale. </p><p>LO SCAMBIO-GIOVANI </p><p>Sono nate amicizie e simpatie ed stato fa-vorito un processo di scambio reciproco e di accrescimento </p></li><li><p> 5 </p><p>Dopo una cos ricca esposizione, Christina ci ha salutati regalandoci </p><p>unesibizione musicale con il violino a due corde. E riuscita ad emozionarci, a incuriosirci e a farci apprezzare una cultura cos diversa, ma cos vicina, an-</p><p>che grazie a lei. </p><p>Ora saremo noi a fare del nostro meglio per trasmetterle le nostre usanze! </p><p>Mery Azman </p><p>Il Principato di Lucedio </p><p>Nelle campagne del vercellese, nei pressi di Trino, sorge un luogo estrema-</p><p>mente suggestivo e di antichissime origini: lAbbazia di Santa Maria di Luce-dio. </p><p>Il monastero fu fondato allinizio del XII secolo da alcuni monaci cistercensi grazie alla donazione di alcuni terreni da parte del marchese Ranieri I del </p><p>Monferrato. </p><p>Durante il medioevo, labbazia ebbe un ruolo importante non solo dal punto di vista religioso, ma anche da quello economico. Infatti, il patrimonio terrie-</p><p>ro dei cistercensi non riguardava soltanto gli appezzamenti limitrofi al mona-</p><p>stero, ma anche vaste aree nel Monferrato e nel Canavese. </p><p>Dopo diverse vicende storiche, nel 1784 il monastero venne secolarizzato e </p><p>nel 1861 divenne propriet del duca genovese Raffaele de Ferrari di Galliera, </p><p>al quale i Savoia conferirono il titolo di Principe. Per tale ragione oggi il mo-</p><p>nastero cistercense chiamato anche Principato di Lucedio. </p><p>Dellabbazia medioevale permangono solo alcuni elementi, ossia il campanile a pianta ottagonale in stile gotico lombardo; il chiostro; l'aula capitolare ca-</p><p>ratterizzata da colonne in pietra e i capitelli ed il refettorio con volte a vela </p><p>sorrette da colonne. L'antica chiesa abbaziale, data la sua pericolosit, fu ab-</p><p>battuta lasciando il posto ad una nuova chiesa in stile barocco risalente al pe-</p><p>riodo compreso tra il 1767 e il 1770. </p><p>Luoghi da Scoprire </p><p>LAbbazia di Santa Maria in Lucedio: un luogo ricco di sugge-stioni </p></li><li><p> 6 </p><p>Nel corso dei secoli l'Abbazia di Santa Maria di Lucedio e i luoghi limitro-</p><p>fi sono stati oggetto di numerose leggende. Infatti, diverse storie popolari </p><p>parlano di cripte segrete, di salme mummificate di abati seduti su dei troni, </p><p>di fiumi sotterranei e di una colonna che piange a causa degli orrori di cui sarebbe stata testimone. Un'altra leggenda famosa ambientata nella </p><p>vicina chiesa della Madonna delle Vigne. Nell'aula circolare della chiesa </p><p>c' un dipinto che raffigura un organo a canne presso il quale vi uno spar-</p><p>tito. Si dice che suonando al contrario le sue note, ovvero da destra verso </p><p>sinistra e dal basso verso l'alto, il diavolo venga evocato all'interno della </p><p>chiesa. Se la frase musicale poi suonata in senso normale, il diavolo viene </p><p>nuovamente cacciato nei sotterranei della chiesa. Marco Ganassini </p><p>RISOTTO AL RADICCHIO (di Linda Borgonovo) </p><p>Ingredienti per 4 persone:ca. 50 g di riso </p><p>1 noce di burro </p><p>1/2 bicchiere di vino bianco </p><p>1 cipolla </p><p>200 g di radicchio rosso </p><p>parmigiano grattugiato </p><p>brodo </p><p>sale </p><p>olio </p><p>Preparazione </p><p>Preparare il brodo con del dado. </p><p>Tritare la cipolla. </p><p>Mettere sul fuoco una pentola con un po di olio e lasciare appassire la cipolla. Aggiungete poi il radicchio tagliato a listarelle, mescolare e unite il riso. Quan-</p><p>do i chicchi sono dorati, versate il vino e fare evaporare. </p><p>Aggiungere un mestolo di brodo bollente e continuate ad aggiungerne a mano a </p><p>mano che viene assorbito. Se necessario aggiungere un po di sale. A cottura ul-timata (ca15/20 minuti) aggiungere il burro e due cucchiai di formaggio grattu-</p><p>giato. </p><p>Lasciare mantecare qualche minuto a fuoco spento. </p><p>LA CUCINA DEL CLUB </p><p>LA CUCINA DEL CLUB Risotto al radicchio </p></li><li><p> 7 </p><p> Gentili Socie e Cari Soci, </p><p>come avete letto nella IV lettera del nostro Go-</p><p>vernatore, Ettore Roche, questo il mese che il </p><p>Rotary dedica alla Azione Professionale. A que-</p><p>sto proposito, nella striscia di questo mese, mi </p><p>sembrato opportuno inserire una frase di un </p><p>grande difensore delle Istituzioni e martire della </p><p>lotta alla mafia, che con la sua professionalit </p><p>non soltanto riuscito a vincere molte battaglie, ma soprattutto ha cercato sem-</p><p>pre, a voce alta, di affermare la valenza del Diritto. </p><p>Buona lettura! Ming San Hu </p><p> Mi fido della mia professionalit, sono convinto che con un abile, paziente lavoro psicologico si pu sot-trarre alla Mafia il suo potere. Ho capito una cosa, mol-to semplice ma forse decisiva: gran parte delle prote-zioni mafiose, dei privilegi mafiosi certamente pagati dai cittadini non sono altro che i loro elementari diritti. Assicuriamoglieli, togliamo questo potere alla Mafia, facciamo dei suoi dipendenti i nostri alleati </p><p> (Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa) </p><p>LA STRISCIA DI MING </p><p> LA STRISCIA DI MING </p></li></ul>

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