La doppia Libertà di Isaiah Berlin, Verso un'Ontologia del Particolare

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    14-Dec-2014

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Un approccio genealogico ai "Due concetti di Libert" di Isaiah Berlin

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La doppia libert di Isaiah Berlin,verso un' Ontologia del ParticolareIndice

0. The Cold War Liberals, un' Introduzione, 1. Libert degli antichi e libert dei moderni. Berlin e Constant,

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2. Isaiah Berlin tra filosofia analitica e filosofia politica 20 3. Libert Negativa 30

4. Libert Positiva: Monismo, determinismo e fanatismo 61 Bibliografia

0. The Cold War Liberals. Un' Introduzione. abbastanza facile rendersi conto di come Isaiah Berlin non occupi, nella storia della filosofia occidentale del secolo XX, un posto d'onore. Egli fu tutto sommato lontano dal proscenio della filosofia politica novecentesca, tanto che se qualcuno gli avesse chiesto in vita di specificare quale fosse la sua "vocazione", se, in altre parole, fosse stato costretto a cercare per s stesso un termine che riassumesse il suo lavoro di autore e di teorico, egli avrebbe affermato di essere, pi che un filosofo politico, uno "storico delle idee" o, pi semplicemente, un intellettuale. Queste due "definizioni", proposte in alcune interviste da Berlin stesso, condensano il senso del rapporto ravvicinato e continuo che egli volle intrattenere con "Le Idee". Le edizioni Adelphi, non a caso, hanno apposto ad una raccolta di saggi berliniani il significativo titolo de Il Potere delle Idee1. Ne I due concetti di Libert , il saggio che tenteremo di analizzare nella seguente trattazione, suggerita l'immagine delle idee che, allevate nella quiete degli studi dei cattedratici e dei pensatori, precipitano nel mondo fenomenico e talvolta acquistano in esso un'esistenza autonoma di forze motrici di avvenimenti epocali, e molto spesso sanguinosi. Berlin era convinto che n la polizia, n gli eserciti, n i corpi diplomatici, n la politica potessero arginare gli effetti impazziti di un'Idea. Questo compito, per lui, spettava agli

Cfr I.BERLIN, Il potere delle idee, a cura di Henry Hardy, trad. it. G. Ferrara degli Uberti, Adelphi, Milano, 2003

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intellettuali, essendo questi ultimi i soli a dimostrarsi adatti ad un simile lavoro. Si pu intuire come per Berlin le idee non sempre e non necessariamente sono "buone", anzi quasi come se egli avvertisse il bisogno, da parte degli Intellettuali, di, per cos dire, addomesticarle in quanto selvagge potenze intellettuali, attraverso la comprensione delle loro sfaccettature, dei loro presupposti e delle loro implicazioni. Judith Nisse Shklar, filosofa della politica e del diritto, connazionale di Isaiah Berlin, parla a ragion veduta, esaminando il ragionamento politico del suo compatriota, di una "preoccupazione per il male politico"2, come se l'impegno teorico fosse stato ordinato quasi esclusivamente ad evitare un summum malum piuttosto che a delineare le caratteristiche di un summum bonum. Parallelamente alla Libert Negativa si potrebbe

individuare allora un Liberalismo Negativo, incentrato, piuttosto che sulla analisi normativa della societ industriale e post-industriale, sul "non-dover-essere" dell'Occidente. La stessa Shklar sottolinea in ci un atteggiamento difensivo verso quello che fu il modello di societ e di stato che durante quasi tutto l'arco del 900 si oppose a quello delle democrazie liberali del Patto Atlantico: il modello Sovietico, col suo propulsore ideologico, il Materialismo Storico. Si potrebbero invero addurre mille obiezioni contro una similePer ci che attiene, in tutta questa introduzione, a quanto scritto da J.N. Shklar si veda JUDIT SHKLAR, The Liberalism of Fear, in: NANCY L. ROSENBLUM (ed.), Liberalism and the Moral Life, Cambridge, Mass.: Harvard University Press, 19892

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affermazione, che istituisce un rapporto causa-effetto tra la teoria e la realt, il quale, lungi dall'essere sempre scontato e chiaramente ricostruibile, ancora meno palesemente

osservabile nella vicenda sovietica. In ogni caso vale la pena ricordare come, nella riflessione berliniana sul rapporto tra le Idee e la storia cruenta del XX secolo, senz'altro ammessa, come gi detto, la possibilit che l'Idea, in questo caso quella del socialismo scientifico marxiano, una volta "seminata" nella materialit dei rapporti tra gli uomini, acquisti, per cos dire, una sua indipendente volont e spinga questi ultimi a servirsene come un "coltello insanguinato"3. Lasciando ad altri, che meglio ne hanno scritto e meglio ne scriveranno, l'onere filosofico e storiografico di appurare quanto marxismo ci fu nell'assetto socio-istituzionale dell URSS, nella triste parabola staliniana e financo nelle "Tesi di Aprile", a noi rimane la possibilit di affermare, con buona approssimazione, che Berlin fu un pensatore liberale caratterizzato da una distinguibile cifra anti-comunista, pur senza traccia di animosit ideologica. Anzi, la sua, prima che essere una posizione politica, fu soprattutto un robusto orientamento filosofico-epistemologico contraddistinto da una decisa opposizione verso il bias teleologico e determinista di buona parte della teoria prodotta nel novecento. Anche in lidi lontani dal marxismo (potremmo citare a titolo meramente esemplificativo la sociologia stutturalfunzionalista di Talcott Parsons) notiamo infatti un penchant3

Vedasi, sull'argomento, la prima parte de I due concetti di libert, pi estese indicazioni bibliografiche sono fornite nel corso di questa trattazione

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per

"il

fine

intrinseco",

"l'evoluzione

finalizzata",

il

"compimento", la "perfezione". Per quasi tutti i grandi pensatori politici e sociali vissuti e operanti nei circa centocinquanta anni che vanno dal 1848 al 2000 come se fosse esistita una potenza demiurgica immanente che, prima o poi, avrebbe fatto scivolare tutti i tasselli al loro posto nel mosaico del mondo. A questo proposito Eric Voegelin nel 1959 parlava di gnosi, volendo indicare un complessivo movimento di "ri-

divinizzazione" della societ, e la ricerca di un "compimento escatologico" in un ipotetico paradiso terrestre, che arriv a caratterizzare una grande variet di opzioni intellettuali moderne e, in ultima istanza, la modernit nella sua interezza.4 Per Berlin tale paradiso in terra semplicemente irrealizzabile, costituendo n pi n meno che l'ipotesi fallace di un particolare tipo di razionalit. Berlin si dice scettico nei confronti di qualsiasi gioco razionalistico che creda nella possibilit di una finale estinzione dei conflitti, soprattutto di quelli tra idee. Con un efficace espressione egli dichiar di credere che "la storia non ha libretto", e possiamo ipotizzare come egli credesse che le forze cieche che ne animano il corso non potessero giungere ad un'ultima e definitiva pacificazione. Egli rimasto famoso soprattutto per la sua originale impronta di Pluralismo; ebbene il pluralismo berliniano si nutre proprioE. Voegelin, filosofo e politologo tedesco, nel 1959 diede alle stampe l'opera intitolata Scienza, Politica e Gnosi, in cui, rovesciando i presupposti della riflessione sociologica weberiana , individuava nel fluire della storia del secolo passato quelli che egli defin dei "germi regressivi", dovuti in massima parte a tendenze totalitarie che egli defini "gnostiche", contrapponendole alla razionalit democratica "greca e cristiana". Si veda in proposito E. VOEGELIN, Science, Politics, Gnosis, Isi Books, Londra, 2005.4

4

di

questa

incrollabile

certezza

nella

durata

infinita

dell'opposizione tra diversi fini e i valori ultimi dell'esistenza umana. possibile, dice Berlin, comprendere le idee e le motivazioni degli altri, e persino tracciare un confine tra quelle tra loro che sono umane, e quelle che invece sono "disumane", ma letteralmente impossibile ridurre tutte le divergenze ad una composizione e pervenire cos ad una verit assoluta e indubitabile. Ecco il motivo per cui il socialismo scientifico, gnosticismo materialista, viene respinto con decisione: aver compreso le leggi immanenti dello sviluppo storico, e aver previsto su questa base la fine delle opposizioni semplicemente una fallacia logica. Se ci, per vie dirette o traverse che siano, conduce ad una forma estrema di coercizione quale fu il progetto staliniano di "ingegneria dell'anima", allora bisogna difendersi contro una simile razionalit e fare in modo che collassi sulla base della sua stessa inaccettabilit logica. Ecco perch Berlin un "liberale da guerra fredda", perch la sua filosofia pluralista e liberale ci fornisce gli stumenti concettuali per capire il perch del fallimento di un idea progressiva e umanitaria in sommo grado come quella marxista. Berlin ci ricorda che non tutto quello che messo nero su bianco ci pare razionale per ci stesso reale o realizzabile. Egli non il solo "cold war liberal". Insieme a lui, ad abitare questa concezione agonistica della razionalit c' Karl Popper, il quale afferm senza mezzi termini che noi umani "non abbiamo bisogno del certo". Terzo in cotanto senno, lo5

diciamo per amore di completezza, il sociologo tedesco Raymond Aron. I tre furono dunque avversari della nuova metafisica materialista e positivista. In particolare furono tutti e tre, e per ragioni pi che altro biografiche, avversari del Marxismo, ma non per l'intolleranza politica maccartista che prese la mano a molti dei pensatori e dei politici occidentali, ma per una conseguente scelta logica ed epistemologica. Essi ci ricordano, tutt'oggi, che il marxismo si tramut in disumanit perch pretese di porre fine, per il tramite palingenetico di un'ultima lotta, al conflitto; di tutte le cose padre, di tutte re.

6

1. Libert degli antichi e libert dei moderni: Berlin e Constant

Il saggio di Isaiah Berlin intitolato "Two Concepts of Liberty" fu dato alle stampe quasi dieci anni dopo che il suo autore ebbe pronunciato la prolusione sulla quale si basa la prima edizione. Nel 1957 infatti Berlin successe a G.D.H. Cole sulla cattedra C