L'airone di Giorgio Bassani

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    02-Dec-2015

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Analisi del romanzo di Giorgio Bassani "L'airone"

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  • Anno XIII, fascicoli 25-26, gennaio-dicembre 2009

  • SINCRONIE

    Rivista semestrale di letterature, teatro e sistemi di pensiero

    Anno XIII, fascicoli 25-26, gennaio-dicembre 2009

    VECCHIARELLI EDITORE

  • SINCRONIE Rivista semestrale di letterature, teatro e sistemi di pensiero pubblicata con il contributo dellUniversit di Roma Tor Vergata

    Direttore: Andrea Gareffi Direttore responsabile: Silvio Cappelli

    Comitato scientifico: Michael Caesar (Birmingham), Giorgio Cerboni Baiardi (Urbino), Carmen F. Blanco Valds (Cordoba), Arnaldo Bruni (Firenze), Paolo Cherchi (Ferrara), Eugenio Coseriu (Tbingen), Jos Lambert (Leuven), Paul Larivaille (Parigi), Michel Lassithiotakis (Parigi), Marco Lucchesi (Rio de Janeiro), Nicholas Mann (Londra), Jean-Jacques Marchand (Losanna), Ulla Musarra-Schroeder (Nijmegen), Giuseppe Mazzotta (Yale), Nikolaos M. Panajotakis (Venezia), Walter Puchner (Atene), Francisco Rico (Barcellona), Andrs Snchez Robayna (Tenerife), Ulrich Schulz-Buschhaus (Graz), Gianni Venturi (Firenze), Alfred Vincent (Sidney), Diego Zancani (Oxford), Gerasimos G. Zoras (Atene). Redattori: Nello Avella, Edo Bellingeri, Patrizio Barbaro , Claudia Chierichini, Arnaldo Colasanti, Giuseppe Frangi, Loretta Frattale, Heather Gardner, Cristiana Lardo, Tommaso Livoli, Raffaele Manica, Roberto Mosena, Fabrizio Patriarca, Fabio Pierangeli, Maria Caterina Poznanski, Lucia Rodler, Roberta Rossini, Emiliano Sbaraglia, Varo Augusto Vecchiarelli. Segreteria di redazione: Cristina Ubaldini (responsabile), Marta Alessi, Stefano Arena, Andrea Di Lanzo, Francesca Giglio.

    Redazione: Laboratorio di Scrittura e Lettura della Facolt di Lettere e Filosofia Universit di Roma Tor Vergata, via Columbia, 1 - 00133 Roma E-mail: rivistasincronie@yahoo.it Amministrazione: Vecchiarelli Editore, Piazza dellOlmo, 27 - 00066 Manziana 06/99.67.42.20 (tel.) 06/99.67.45.91 (fax); e-mail: vecchiarellieditore@inwind.it www.vecchiarellieditore.com

    Registrata presso il Tribunale di Civitavecchia ISSN 1127-2619

    Copyright 2011 Vecchiarelli Editore

    Condizioni di abbonamento (due numeri annui): Italia C 31 Estero C 42. Numeri singoli e arretrati C 20,65

    Pagamento: tramite c.c. postale 17025008; c.c bancario 60619 CARIVIT Agenzia di Manziana ABI 6065 CAB 39170

  • INDICE DUE INEDITI TEATRALI DI PAOLO PUPPA a cura di Fabio Pierangeli La Medusa universitaria e il lato oscuro del drammaturgo-Perseo. Per Paola Puppa di Fabio Pierangeli p. 11 LAteneo delle meduse p. 15 Girolamo p. 45 MARINETTI E LA GRECIA Marinetti ad Atene ed un dimenticato Manifesto per la giovent della Grecia di Elsa Menelaou Trabalza e Gerasimos Zoras p. 57 Il poeta nazionale della Grecia Costis Palamas ammiratore di Marinetti di Gerasimos Zoras p. 65 TESTIMONIANZE: PER MARCO LUCCHESI La fiamma attraverso la cenere, ovvero la sottile melanconia poetica di Marco Lucchesi di Nello (Aniello Angelo) Avella p. 71 Discurso de posse di Marco Lucchesi p. 75 STUDI Messer Pietro Aretino: il parere e lessere di Rocco Mario Morano p. 93 Il Dialogo damore di Sperone Speroni: una nuova fonte de La Galatea di Miguel de Cervantes di Valerio Nardoni p. 107 Notas sobre el concepto de gongorismo di Andrs Snchez Robayna p. 119

  • La iconografa del progreso y la velocidad en el espacio literario de la literatura italiana de comienzos del siglo XX: Gabriele DAnnunzio y su novela Forse che s forse che no di Carmen F. Blanco Valds p. 133 Una giovinezza dissipata. Morselli e la cultura giovanile a Milano negli anni Trenta di Alessandra Cenni p. 143 Pasolini, Michelangelo e la pietra viva di Angelo Fvaro p. 159 Una ritrovata vocazione: Sinisgalli, Calvino, Levi. Letteratura come filosofia naturale e ordine sintropico ricostruito sulla pagina di Domenico Calcaterra p. 169 Liliana Balducci: la donna-fantasma del Pasticciaccio di Stefano Lo Verme p. 189 La notte di Pasqua nel giardino dei Finzi-Contini di Anna Langiano p. 203 La misura e la Trasformazione nellAirone di Giorgio Bassani, ovvero la morte contro la Morte di Cristina Ubaldini p. 217 Il teatro della memoria di Nino De Vita di Lavinia Spalanca p. 239 La sfida del frammento. Riflessioni intorno al racconto di Guadalupe Arbona Abascal p. 251 Excelsior, o sugli orizzonti della parodia: la sincronia come scopo e referente di Darko Suvin p. 259 RUBRICHE Nota filologica: Il susino di Federigo Tozzi, oltre il riflesso di Grazia Deledda di Andrea Di Lanzo p. 275

  • Nota antiquaria: Vincenzo Malacarne e Le favole di Esofago di Marco Catucci p. 285 Nota bibliografica: Le funi di Leopardi legate alle stelle di Fabio Pierangeli p. 293 Nota a margine: Tre note su Emilio Salgari e i suoi editori di Valentino Cecchetti p. 299 Toasts & Ramblers: Toast a Sergio Campailla di Roberta Colombi p. 311 Rambler a Franco Zangrilli di Michelangelo Fino p. 316 Rambler a Ren de Ceccatty di Angelo Fvaro p. 321 RECENSIONI Luigi Compagnone, La famiglia De Gregorio, a cura di R. Messina, Napoli, Guida, 2009 (Sara Cataudella), p. 325; Daniele Maria Pegorari, Critico e Testimone. Storia militante della poesia italiana 1948-2008, Bergamo, Moretti & Vitali, 2009 (Luigi Abiusi), p. 327; Roberto Salsano, Poetica drammaturgica primosettecentesca in Simone Maria Poggi, Roma, Bulzoni, 2009 (Bernardina Moriconi), p. 329; Vito Santoro, Lodore della vita. Studi su Goffredo Parise, Macerata, Quodlibet, 2009 (Francesca Giglio), p. 331; Rosamaria Loretelli, Linvenzione del romanzo. Dalloralit alla scrittura silenziosa, Bari, Laterza, 2010 (Ilaria Camplone), p. 335.

  • Cristina Ubaldini

    LA MISURA E LA TRASFORMAZIONE NELLAIRONE DI GIORGIO BASSANI, OVVERO LA MORTE CONTRO LA MORTE

    Anche tu Anche tu

    simile tu anche al misero Edgardo

    incapace di dire s al mondo

    altrimenti che salutandolo facendogli ciao tanto sono A.

    B. (G. Bassani)

    Perch ci che ci rende estraneo e greve il morire che la morte non nostra, chessa ci prende solo perch non ne abbiamo maturata unaltra.

    (R. M. Rilke) Noi non abbiamo che una risorsa contro la morte: fare arte di fronte a lei.

    (Ren Char) Le storie di Bassani sono, in un modo o in un altro, storie di ritorni e molti dei

    suoi personaggi, come egli stesso afferma1, proprio perch appartenenti ad un mon-do che non esiste pi, che stato cancellato, sono morti ancor prima di morire, sono, come scrive Eraldo Affinati, mortificati2; si tratta quindi, spesso, di storie che, per usare una formula solo apparentemente paradossale, iniziano dopo la fine; ma quella del suo ultimo romanzo, pur strutturato come un viaggio di ritorno nei luoghi di una vita ormai conclusa, ha unessenza che la fa diversa da tutte le altre. Bassani ha scritto che mentre si preparava alla stesura dellAirone aveva riletto La morte di Ivn Ili di

    1 G. Bassani, Unintervista inedita (1991), in Id., Opere, a cura di R. Cotroneo, Milano, Mondado-ri, 1998, pp. 1344-1346. 2 E. Affinati, Giorgio Bassani: uno scrittore astratto, in La nuova critica letteraria nellItalia contemporanea, Antologia a cura di A. Colasanti con un piccolo schedario della critica a cura di T. Debenedet-ti, Rimini, Guaraldi, 1996, p. 127.

  • Cristina Ubaldini 218

    Tolstoj nella - fantomatica - versione di Clemente Rebora: In entrambe le circostanze [la prima era stata anni prima, nei tre mesi di carce-re a Ferrara nel 1943, durante i quali aveva riletto Guerra e pace] mi sentivo di-sperato, addirittura prossimo alla morte. Distinto cercavo conforto nella poe-sia, in quella vera, la quale, pur essendo diversa dalla vita, anzi, in fondo il suo contrario, non pu non tendere che a restituirtela, la vita, a farti sentire di nuo-vo al centro di essa.3

    Le affinit tra i due libri appaiono subito numerose4, eppure dalle loro differen-ze che pu emergere qualche indicazione preziosa per la comprensione dellAirone. Se Ivn Ili, scampa al suicidio comprendendo ed accettando la necessit di una morte che gli si impone da dentro il corpo, Edgardo Limentani non deve combattere contro la malattia5 e giunge a procurarsi egli stesso la morte proprio al termine di un percorso in cui il corpo e le sue azioni di trasformazione sono protagonisti in negati-vo.

    Ivn chiamato dai suoi congiunti le phnix de la famille - la formula resta sospesa per qualche pagina, priva di senso, finch non se ne comprende lironia - poich so-vente inaspettati rivolgimenti e mutazioni nel mondo incidono efficacemente e positivamente sulla sua esistenza, senza che lui abbia il minimo merito nei successi che consegue; egli, quindi, uno che si lascia trascinare dalle trasformazioni del mondo, lascia che il cambiamento lo porti con s; e, come si lascia trascinare dalla vita, cos imparer a farsi guidare anche dalla morte. La sua infermit si manifesta principalmente nel fisico - diceva di avere uno strano sapore in bocca, e qualcosa di fastidioso nella parte sinistra del ventre.6 -, e, dopo diagnosi incerte e terapie inutili, 3 G. Bassani, A proposito di Tolstoj, in ivi, p. 1287; i corsivi sono del testo. 4 Anna Dolfi (Giorgio Bassani. Una scrittura della malinconia, Roma, Bulzoni, 2003) ha condotto sullAirone approfonditi studi che ne hanno illuminato gli aspetti fondamentali - struttura nar-rativa e scansione temporale dellopera, dimensione psicologica e percorso esistenziale del personaggio, rapporto dellautore con lopera e col personaggio - soffermandosi sulla comu-nanza di molti aspetti fra queste due opere. Un puntuale confronto fra Tolstoj e Bassani sta-to condotto anche da Elena Paruolo, Tolstoj in Bassani. La morte di Ivan Ili e Lairone, in Fi-lologia e critica, 3, 2004, pp. 470-476. Per una panoramica bibliografica esaustiva delle opere e della critica cfr. P. Prebys, Giorgio Bassani: bibliografia sulle opere e sulla vita, Firenze, Centro Edi-toriale Toscano, 2002 e ledizione aggiornata, Ead., Giorgi Bassani. La biografia delle opere. La memoria critica, Ferrara, Edisai, 2010. 5 Di qualche interesse, ancora contrastivo, anche il confronto con la novella pirandelliana Luccello impagliato: qui la strenua opposizione alla morte per tisi, condotta dal protagonista, Mario, preventiva addirittura, messa in scena nei toni di un esistenzialismo moraleggiante e la chiave di lettura da individuare nel finale amaramente ironico che travalica il momento del suicidio, peraltro raccontato senza reticenze, per illuminare con una considerazione asprigna, piuttosto la ridicola assurdit di certi atti di morte compiuti dagli uomini quando perdono il senso della propria sussistenza nel mondo, che non il mistero della morte in s. Sulle conver-genze di alcuni testi bassaniani con le Novelle pirandelliane si veda M. Mecchia, Impronte piran-delliane nellAirone di Giorgio Bassani, in Sincronie, XII, 24, luglio-dicembre 2008, pp. 209-220. 6 L. Tolstoj, La morte di Ivn Ili, in Id. Tutti i racconti, a cura di I. Sibaldi, voll. II, Milano, Mon-

  • La misura e la Trasformazione nellAirone di Giorgio Bassani 219

    continua a manifestarsi come un male profondo e oscuro della carne: Il dolore al fianco continuava a tormentarlo, era come se continuasse ad au-mentare, diveniva costante, il sapore in bocca si faceva sempre pi strano, gli sembrava di esalare un qualche puzzo ripugnante dalla bocca, e lappetito e le forze diminuivano. Non era possibile ingannarsi: qualcosa di terribile, di nuo-vo, e di significativo come nullaltro nella sua vita, stava avvenendo dentro di lui. E lui solo ne era a conoscenza, tutti quelli che lo circondavano non capiva-no o non volevano capirlo, e pensavano che tutto, al mondo, andasse come prima.7

    Gli effetti di questa nuova terribile cosa, portatrice di nuovi significati, si mani-festano immediatamente nellaspetto: il suo ritratto di qualche anno prima non ha pi molto in comune con limmagine che gli restituisce lo specchio; e la morte, che lo fa cambiare gi in vita, gli chiede accettazione e comprensione: Nel profondo dellanima Ivn Ili sapeva che stava morendo, e non soltanto non sera abituato alla cosa, ma, semplicemente, non la comprendeva, non poteva in alcun modo capire quel genere di cose8. Nonostante si fosse sottratto alla morte con particolari per-corsi del sentimento9, lei aveva continuato a guardarlo senza tregua e, quando fi-nalmente Ivn capisce, arriva a chiedersi: Possibile che solo lei sia la verit?10. Come una fenice fissata da Medusa, trascorre tre giorni di agonia finch non si ac-corge che qualcosa, un veleno, il dolore, deve uscire dal suo corpo per liberare anche lanima: Ivn sperimenta che lunica possibilit di trasformazione vera risiede in quel tormento terribile che viene inflitto al corpo dalla malattia e che si risolve solo con laccettazione della morte.

    Il mondo di Bassani e quello di Tolstoj non sono commensurabili11. Se per Tol-stoj il problema del suicidio appartiene alla morale e non pu essere accettato, tanto che in un articolo del 1890 scrive:

    La questione se lessere umano abbia - in generale - il diritto di uccidersi, mal posta. In realt il problema non si dovrebbe porre riguardo al diritto: dal momento che lessere umano ha la possibilit di uccidersi, ha anche il diritto di farlo. Io penso che tale possibilit di autodistruggersi, che ci stata data, rap-presenti una valvola di sicurezza. Poich lessere umano pu uccidersi, non ha il diritto - e qui tale termine si trova al posto giusto - di dire che la vita gli in-sopportabile. [] Ci si pu solo domandare se ragionevole e morale - questi

    dadori, 1991, vol. II, p. 359. 7 Ivi, p. 365. 8 Ivi, p. 373. 9 Ivi, p. 374. 10 Ivi, p. 375. In corsivo nel testo. 11 F. Camon, La moglie del tiranno. Saggi e conversazioni critiche con Moravia, Pratolini, Bassani, Casso-la, Roma, Lerici, 1969, p. 91: Io sono storicista e lo dimostro con le analisi di tipo storio-grafico in cui immergo la realt umana dei miei personaggi. [] C, in sostanza, una tensione di tipo religioso, sia in me che in Cassola, tipica anche di altri scrittori maturati attorno al Cin-quanta e usciti dal travaglio resistenziale. Cassola si rif a Tolstoi, io mi rifaccio a Croce, que-sto spiega una certa consanguineit morale: [].

  • Cristina Ubaldini 220

    due termini sono inseparabili - uccidersi. No! Uccidersi irragionevole, cos come tagliare i polloni di una pianta che si vorrebbe estirpare. Essa non morr, crescer irregolarmente, ecco tutto. La vita indistruttibile, al di l del tempo e dello spazio. La morte non pu che cambiarne la forma, mettendo fine alla sua manifestazione in questo mondo12

    Con Bassani siamo, invece, in un orizzonte esistenzialista in cui la scelta del suicidio assume un ruolo trascendente la sfera del bene e del male:

    Edgardo Limentani cerca disperatamente di tornare al mondo uccidendo gli animali come fanno tutti quanti...