Le due chiese

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Due spettri gemelli prendono sottobraccio la Chiesa cattolica italiana. Il primo riguarda il rapporto con la politica e la societ. Si sviluppato dopo la dissoluzione del partito cattolico e con la scelta dei vescovi di tenere direttamente le fila dei rapporti con la politica e le istituzioni. Il secondo soffia potente per cancellare la strada aperta dal Concilio Vaticano II. Nel 1965 si era delineata limportanza di un consapevole ruolo dei laici; negli ultimi ventanni stata ratificata la subalternit dei laici rispetto alle scelte prese dallepiscopato. Lassociazionismo diventato strumento delle decisioni prese. I due spettri sono rovesci del medesimo problema. La crisi di credibilit impone una rivisitazione della presenza della Chiesa in Italia. Ma quale Chiesa? Il testo consente di cogliere il percorso sotterraneo che scorre non solo dietro i dibattiti suscitati dalle prese di posizione dellepiscopato ma anche sotto i mutamenti strutturali della societ italiana.

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  • Fabrizio Mastrofini

    Le due chiese

    edizioni la meridianap a g i n e a l t r e

  • Indice

    Introduzione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9

    Chiesa e societ: presenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13Dalle armate al peso politico-sociale. . . . . . . . . . . . . 29Parrocchia: un futuro senza parroci . . . . . . . . . . . . . . . 45Laici associati e controllati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 63Congregazioni e societ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75Teologia per addetti ai lavori. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 87La punta di diamante: comunicazione e cultura . . . . 103Questioni eticamente sensibili. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 117Focus sulle questioni aperte . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 137

    Bibliografia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 143

    Sitografia. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 145

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    Chiesa e societ: presenza

    possibile che nella Chiesa italiana sia in vigore una doppiamorale? Da una parte le scelte nella vita privata; dallaltra lescelte pubbliche e politiche? Linterrogativo di moltissimicredenti: chiedono ai vescovi che valga per tutti quella coe-renza tra fede e vita invocata a chiare note in tante e diverseoccasioni pubbliche. Invece, a quanto pare, non vale per ipolitici mentre sempre un tema da tirare fuori quando sitratta dei semplici fedeli. La tematica ha rilevanti ed anchedirompenti conseguenze sul piano politico-sociale. Adesempio si spiega in questo modo perch preferibileappoggiare un politico che nel suo ruolo pubblico si dichiarain linea con la Chiesa e schierato sul lato conservatore delpanorama parlamentare anche se in privato ne combina diogni tipo. E si spiega in questo modo, come vedremo subito,perch per la mentalit ecclesiale di oggi non vada appog-giato o non sia convincente e affidabile un cattolico convintoe coerente, se le sue scelte politiche lo portano verso il set-tore progressista dello schieramento.

    Si tratta di ipotesi malevole dellautore di questo libro? Emagari avallate dalleditore?

    Nel maggio 2011 il cardinale Bagnasco, nella prolusioneche ha aperto i lavori dellassemblea generale della CEI haparlato di politica inguardabile per la rissosit tra gli schie-ramenti e per un declino etico che dalla politica investe lin-tera societ. Sembrerebbero parole dure contro i governantidi quei mesi. Dunque non sarebbe vero che i vescovi fannosconti ad uno schieramento politico rispetto allaltro? La

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    Fabrizio Mastrofini

    risposta alla domanda legittima che non tutto comesembra. I vescovi indicano problemi che non si possononascondere, ma in realt quando arriva il momento del votorestano sensibili, sempre, alle sirene di chi garantisce finan-ziamenti o alle promesse del politico di turno sulla intocca-bilit delle leggi a tutela della famiglia fondata sul matrimoniotra un uomo e una donna. E se la CEI nellinsieme vuole assu-mere una parvenza di autonomia distribuendo critiche suitemi politico-sociali, nella realt le fila dei rapporti sono tenutidalla segreteria di stato vaticana. Certamente quando i poli-tici passano il segno, i vescovi si sentono legittimati ad inter-venire ma nella sostanza le loro sono dichiarazioni che nonintaccano un rapporto pi stretto con unarea rispetto adunaltra.

    In realt questa linea stata espressa con estrema chia-rezza il 28 febbraio 2011 da mons. Luigi Negri, vescovo diSan Marino e Montefeltro, che fa riferimento allarea espressada Comunione e Liberazione, in unintervista al quotidianoLa Stampa. Le incoerenze etiche di un governante hanotato non distruggono il benessere e la libert del popolo,mentre invece gli attacchi alla famiglia e alla sacralit dellavita devastano la vita sociale. Mons. Negri, inoltre, pre-sidente della Fondazione per il Magistero Sociale dellaChiesa. E nellintervista ribadisce che da sempre alla Chiesainteressa quello che un governante fa per il bene del paese.Sul piano della condotta individuale indirizziamo [...] le stesseraccomandazioni rivolte a chiunque altro. Sui comportamentipersonali il giudizio spetta solo a Dio. Il riferimento del-lintervista erano le dichiarazioni del premier, il giornoprima, in cui garantiva che finch sar al potere lo schiera-mento di centro-destra non passeranno mai leggi sulleunioni civili o sulle adozioni ai single. Mons. Negri ribadisceche un politico pi o meno apprezzato moralmente in base

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    Le due chiese

    a quanto si impegna a vantaggio del bene comune. Invecea far male alla societ la legislazione laicista, la moralitteorizzata e praticata da quanti inondano di chiacchiere sullarilevanza pubblica di taluni comportamenti privati. La Chiesainsomma interviene sulla promozione del bene comune esu questo valuta unautorit pubblica. E cos il cerchio sichiude. Come stato possibile separare cos nettamente aspettipubblici ed aspetti privati? E perch la distinzione viene accet-tata dai vescovi, che invece insorgono pubblicamente quandosi vuole relegare la religione ad un fatto personale e privato?Non si usano due pesi e due misure? Si attenti allesposi-zione dei simboli della fede come il crocifisso e poi sul pianodei comportamenti si distingue a seconda di chi li mette inatto. Non c contraddizione?

    Ma non basta, perch oramai il dibattito interno spentoed invano viene invocato, come dimostrano le numerose let-tere e prese di posizione di parroci italiani, che trovano spaziosu Adista, agenzia stampa che rappresenta lala critica equello che negli anni Settanta ed Ottanta dellaltro millenniosi chiamava o si autodefiniva dissenso cattolico. I laici, tantosbandierati come il nuovo che avanza, sono ridotti a com-piti esclusivamente esecutivi e quando hanno ruoli di primopiano vengono scelti tra coloro pi realisti del re. I rapporticon il governo italiano li tiene in mano direttamente la Curiaromana, cio il cardinale segretario di stato Tarcisio Bertone,autore allinizio del suo incarico di una lettera chiara ed ine-quivocabile in cui la Curia rivendica ogni diritto e dovere inmerito. A livello sociale la Chiesa presente, anzi super-pre-sente sui temi etici definiti valori irrinunciabili: cio controaborto ed eutanasia e per la difesa della vita dal concepimentoalla morte naturale; per il matrimonio indissolubile in Chiesatra un uomo e una donna; contro le sperimentazioni in bioe-tica. Invece del tutto assente sui grandi drammi che riem-

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    Fabrizio Mastrofini

    piono le pagine dei giornali e le televisioni: i clandestini, idelitti efferati, la perdita del lavoro, lingiustizia sociale. Aparte vaghi e generici appelli alla coesione, al dovere dei gover-nanti ad avere stili di vita e comportamenti corretti; a partela questione educativa che spesso si traduce in richiestedi soldi per le scuole cattoliche e non incide sul dissesto chevive la formazione in Italia la Chiesa in Italia sembra distantee lontana dai problemi del presente.

    Sono gli effetti di oltre ventanni di gestione del cardinaleRuini e di questi anni dellera Bagnasco, sotto legida e la guidadel segretario di stato Tarcisio Bertone e con lavallo di Bene-detto XVI?

    Una delle peculiarit che fanno nascere non pochi equi-voci e confusioni deriva dalla contemporanea presenza dellaChiesa italiana e del Vaticano come istituzione politica edecclesiale di respiro mondiale. Occorre cos di volta in voltadistinguere quali aspetti appartengano alla Chiesa italiana nelsenso della CEI, e quali altri al Vaticano, con il compito diregolare la vita della Chiesa universale. Naturalmente nonpoche volte tali aspetti possono intersecarsi: la Santa Sedein quanto entit statale dentro il suolo italiano e soggetto diun Concordato con lo Stato, certamente non neutrale maparte in causa. Soprattutto da quando, esplicitamente, il car-dinale Bertone, segretario di stato, ha rivendicato al suo ufficioed al suo ruolo i contatti con le istituzioni civili, attribuendoai vescovi una esclusiva azione in campo pastorale. Impo-stazione completamente diversa rispetto alla linea seguita finoal 2007 dal cardinale Ruini, che prevedeva la presa diretta-mente in carico della presidenza CEI dei rapporti istituzio-nali e politici. Linea differente dunque, inaugurata proprioin coincidenza con il pensionamento del cardinale Ruini, primacome presidente dei vescovi e poi come vicario del papa perla diocesi di Roma.

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    Laici associati e controllati

    Pastorale integrata la parola dordine della CEI in questianni. Vuol dire fare perno sulla parrocchia e limitare linci-denza dei movimenti cattolici, che sotto Giovanni Paolo IIhanno conosciuto una straordinaria fioritura. Con BenedettoXVI cominciata una fase nuova. Il cardinale Ratzinger, cer-tamente sostenitore dei movimenti, da papa ha impostato unavisione pi pacata. Tre aspetti illustrano le diverse polaritdel problema, la sua vastit ed importanza per il futuro.

    Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, lItalia in mezzo

    Nel settembre 1981, al primo Congresso internazionale deimovimenti a Rocca di Papa, vicino Roma, Giovanni PaoloII nella brevissima omelia afferm fin dallinizio: la Chiesastessa un movimento1. Da questa affermazione discendeil gran lavoro fatto dal Pontificio Consiglio per i Laici cheha approvato gli statuti di un gran numero di movimenti, moltidei quali italiani, con diramazioni consistenti in tutto il mondo:dai Focolarini fondati da Chiara Lubich, ai neocatecumenalifondati da Kiko Arguello e Carmen Hernandez, al Rinno-vamento nello spirito il cui leader oggi Salvatore Martinez,a Comunione e Liberazione fondata da don Luigi Giussani,col suo gruppo ristretto di sacerdoti della Fraternit San Carlo,guidati da don Massimo Camisasca. E molti altri.

    1. Omelia del 27 settembre 1981, in LOsservatore Romano, p. 1.