LINFOMA DI HODGKIN E IMMUNOTERAPIA: INIBITORI DEL ... ?· LINFOMA DI HODGKIN E IMMUNOTERAPIA: INIBITORI…

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    17-Feb-2019

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LINFOMA DI HODGKIN E IMMUNOTERAPIA:

INIBITORI DEL CHECKPOINT IMMUNITARIO PD-1 EFFICACI NELLA TERAPIA DI SALVATAGGIO

Milano, 5 Novembre 2018 - Circa il 25% dei pazienti affetti da linfoma di Hodgkin non riesce a guarire dalla

chemioterapia standard e viene pertanto avviato a terapia di salvataggio e consolidamento con trapianto

autologo. Di questi pazienti, circa il 50% risulter chemiorefrattario o recidiver nuovamente dopo

lautotrapianto.

Tuttavia, lavvento dellimmunoterapia con inibitori del checkpoint PD-1 ha costituito un punto di svolta

importante nel trattamento di questa patologia come evidenziato anche dal documento di consenso

recentemente pubblicato su Leukemia & Lymphoma1, frutto del lavoro di un panel di esperti italiani tra cui

il Prof. Paolo Corradini, Direttore del Dipartimento di Ematologia e Onco-ematologia pediatrica dellIstituto

Nazionale dei Tumori di Milano. Il documento ha lobiettivo di fornire raccomandazioni pratiche per l'uso

ottimale degli anticorpi anti-PD-1 quale trattamento per i casi pi complessi, in cui i pazienti mostrino

recidiva o siano refrattari alla terapia standard.

Lattuale strategia terapeutica per pazienti affetti da linfoma di Hodgkin con prognosi sfavorevole prevede

lutilizzo di brentuximab vedotin (BV) o bendamustina - che tuttavia garantiscono risposte complete e

durature per una percentuale di pazienti inferiore al 30% - e il trapianto di cellule staminali allogeniche per

coloro che dispongono di un donatore spiega il Prof. Paolo Corradini, Direttore del Dipartimento di

Ematologia e Onco-ematologia pediatrica dellIstituto Nazionale dei Tumori di Milano. Lavvento degli

inibitori del checkpoint immunitario programmed-death 1 (PD-1), nivolumab e pembrolizumab, ha costituito

una svolta importante nella terapia di salvataggio, mostrando tassi di risposta incoraggianti anche in

pazienti fortemente pre-trattati.

Lagenzia europea del farmaco (EMA) ha approvato lutilizzo di queste terapie per uso continuativo fino a

evento avverso o progressione in pazienti ricaduti dopo autotrapianto e BV e, recentemente, arrivata

anche lapprovazione da parte di AIFA, anche se al momento solo per nivolumab.

Laumentato utilizzo di questi trattamenti ha per fatto emergere alcune criticit relative al rischio di eventi

avversi. Gli inibitori anti-PD-1 sono generalmente caratterizzati da un modesto profilo di tossicit, tuttavia

linsorgenza di complicanze immuno-mediate pu costituire una sfida per lematologo sia nella

formulazione della diagnosi (spesso di esclusione) sia nel bilanciare rischi e benefici della sospensione del

trattamento per tossicit, spesso solo transitoria. Inoltre, lutilizzo di questi inibitori in un contesto peri-

trapiantologico - come ponte al trapianto allogenico o come salvataggio post-allotrapianto - ha

dimostrato un aumentato rischio di complicanze, in particolare di comparsa precoce di malattia del

trapianto contro lospite.

In generale, i risultati promettenti, abbinati alla necessit di una diagnosi precoce e accurata delle

complicanze e di uno stretto monitoraggio dei pazienti in terapia o con eventi avversi, impongono la

gestione di questi pazienti in centri ematologici con consolidata esperienza nellambito del linfoma di

Hodgkin, dellimmunoterapia e del trapianto allogenico.

1 Pier Luigi Zinzani, Armando Santoro, Arturo Chiti, Secondo Lastoria, Antonio Pinto, Lugi Rigacci, Giovanni Barosi, Martina Pennisi & Paolo Corradini

(2018): Italian expert panel consensus statement on the optimal use of PD-1 blockade therapy in classical Hodgkin lymphoma, Leukemia &

Lymphoma, 2018 Oct 15: 1-10. https://doi.org/10.1080/10428194.2018.1519808

http://www.airc.it/cancro/terapia-tumori/vaccini-e-immunoterapia/immunoterapie-per-il-cancro/https://doi.org/10.1080/10428194.2018.1519808

Limmunoterapia, inoltre, destinata ad avere un ruolo sempre pi importante nel trattamento dei linfomi

e della leucemia linfoblastica acuta e lIstituto Nazionale dei Tumori di Milano , dal 2016, lunico centro

italiano che prevede protocolli con CAR T-cells nei linfomi, una forma di immunoterapia cellulare che sta

dando dei risultati di grande interesse e che stata da poco approvata da EMA oltre che dalla Food and

Drug Administration (FDA).

Per approfondimenti possibile consultare:

http://www.istitutotumori.mi.it/modules.php?name=News&file=article&sid=437

Paolo Corradini

Dal 2001 Direttore della Struttura Complessa di Ematologia - Trapianto Midollo Osseo dellIstituto Nazionale dei Tumori di Milano, ed Presidente della Societ Italiana di Ematologia dal gennaio 2018. Svolge attivit di ricerca clinica e molecolare nel campo delle neoplasie ematologiche, in particolare mieloma multiplo e linfomi non-Hodgkin. Ha sviluppato metodiche di laboratorio innovative per il monitoraggio molecolare della malattia minima residua nel mieloma, nei linfomi e nella leucemia linfatica cronica. Coordina e partecipa a importanti studi italiani e internazionali per il trattamento innovativo dei linfomi, del mieloma, delle leucemie e delle malattie mieloproliferative, inclusi

gli studi di fase I e le terapie cellulari. Ulteriore campo di interesse rappresentato dal trapianto di cellule staminali emopoietiche. Dagli anni 90 lavora a protocolli di trapianto autologo e allogenico; stato uno dei primi in Europa a introdurre protocolli di condizionamento a ridotta intensit per il trapianto allogenico nei pazienti con linfomi recidivati. Svolge attivit didattica come Professore Ordinario di Ematologia presso lUniversit degli Studi di Milano, stato Direttore del Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia, Direttore della Scuola di Specializzazione in Ematologia, coordinatore del Dottorato di Ricerca in Ematologia Sperimentale, e membro dellOsservatorio della Ricerca dellAteneo. Autore o coautore di pi di 200 pubblicazioni su riviste internazionali. Associate-Editor di HemaSphere, la rivista scientifica ufficiale dellEuropean Hematology Association. membro delle maggiori societ internazionali di ematologia e trapianto.

http://www.istitutotumori.mi.it/modules.php?name=News&file=article&sid=437

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