Louis Althusser - Umanesimo e Stalinismo

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    19-Jul-2015

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<p>Avvertenza</p> <p>(.)trcsto libro contiene un articolo e fia Nota clc porta la data del giagno 1912' L'atticolo, Rispostd a John Leuis, comin due nul)irso, tradotto da Grahame Lock, r,,cri de1la rivista teotica e politica del Par&gt; nell'ottobte e novembre 1972' prima : perch, qualche mese (nci nLrmeri di gennaio e febbraio '72), la stcssa rivista aveva pubblicato un lungo articolo ctitico di John Lewis (filosofo comunirjta inglese noto per i suoi intetventi su questioni politico-ideologiche), col titolo: TheCase Althasser.</p> <p>ptesente testo de11a Risposta a lohn Letois r:iprende la versione inglese dell'articolo: vi l.o uppottuto alcune cortezioni, aggiunto qualche paragtafo di chiarimento e delle Osseraa11</p> <p>zioni.</p> <p>x Ho aggiunto a questo testo una Nota ine' dita, che doveva all'inizio essere parre inte-*</p> <p>Nella presente edizione italiana</p> <p>stato collocato</p> <p>di</p> <p>il testo della Not4 quello della Risposta lN d'T') seguito a</p> <p>gf{ntc (frlln nia Risposta, e che avevo invece rol)prcsxo pcr non eccedere i limiti di un arti trrlo gir\ lungo.llrrigi, 1" naggio1-973.</p> <p>I.</p> <p>Risposta</p> <p>a John Lewis</p> <p>11i di filosofia marxista, Pour Marx e Lire le Cdpital * (1965). Al cospetto di tutti i membri della fami11lia immobili, dei suoi colleghi silenziosi, il</p> <p>Sono grato a della pubbli t;rzione dell'articolo di John Lews sui miei sag-</p> <p>clottor John Lewis si chinato sul &gt; '. Lungamente. E ha emesso la sua cliagnosi: l malato afietto da acuto una variet &lt; medievale &gt;. La prognosi infausta: i1 malato non andr lont1.O.</p> <p> un onore per me: ma anche l'occasione cli spiegarmi, a dodici anni di distanza. I1 mio primo articolo, che parlava del &gt; infatti del 1960. Siamo ne| 972. Dal 'l960 ne passata di acqua sotto i ponti della storia. Il movimento operao ha vissuto avvenimenti importanti: la prosecuzione del[Letraduzioni italiane, da</p> <p>cui si citer d'ora ine</p> <p>I Il titolo dell'articolo di J. Lewis Tbe Case Althxsset. Nessuna meraviglia: nella sua conclusione, John Lewis mette i puntini sulle , paragonando il marxismo.,, alla medicina. 9</p> <p>sono, rispettivamente, del '67 (Editori Riuniti, Roma) '68 (Feltrinelli, Milano). (N.1.7.).1</p> <p>poi, del</p> <p>del popolo viet_ rlallita contro l'imperialismo pi potente; lalivoluzione culturale proletaria in Cjna (1,96669); 11 pi imponente sciopero operaio della storia (dieci milioni di scioperanti in un mese) nel maggio '68 in Francia, sciopeto che era stato 'preceduro ' e al quale si ,aggiunta , una ptofonda rivolta ideologica negli ambienti studenteschi e intellettuali piccolo_borghesi in Francia; l'occupazione della Cecoslovacchia da parte degli eserciti di altri paesi del patto di Varsavia; la guera d,Irlanda, ecc. La rivoluzioi-re culturale, il maggio '6g e I'occupazione della . Cecoslovacchia hanno avuto ripercus_ sioni politiche e ideologiche nell'intero mondocapitalistico. A distanza di tempo si pu giudicare me_ glio. Lenin diceva: il criterio deila prat.a non vefamente valido se non quando verifica.to su un di lunga durata. euando una &gt; si protratta per dodici, dieci, o anche serte anni, si puj gudi_ crre meglio, e vedere se si aveva ragione o torto, e in che cosa: anche al mio modesto livello. F, vcrcmente un'orrirna occasione. Segnalo soltanto un dettaglio: nell'articolo</p> <p>l'cr'oicar e vittoriosa resistenza</p> <p>,</p> <p>In Pour Marx (\965) irvcvo paflato di Stalin, del XX Congresso, e ,l.lla scissione del movimento comunista inlr'fl)xzionale. Per Lewis' a quanto sembra' Sttlin non mai esistito, il XX congresso nemrrcno, e cos la scissione del movimento conlunista internazionale, il maggio 1968; l'occupazione della Cecoslovacchia non mai avvcnuta e cos la guerra d'Irlanda' Lewis uno spirito puro, non si abbassa a patlare di po)t)craio non trova posto'</p> <p>litica.</p> <p>fllosofia' Quando parla di filosofia, parla di Punt e basta. Bisosna dire che cos che fanno la mag-</p> <p>di10</p> <p>Lervis</p> <p>la</p> <p>storia politica del movimento</p> <p>gioran dei 'professoti di filosofia' nel1a. nosra societ borghese. Sopr:attutto non Parlano mai di politica! No, patlano di fi1oso6a' Punto e basta. Per questo Lenin li chiamava, citando Dietzgen, dello Stato borconti, shese. Che misetia! Petch, in fin dei opo Platone, tutti i grandi filosofi hanno parlato di politica, e anche tutti i grandi fi1osofi borghesi, non solo i materialisti, ma anche gli idealisti: per esempio Hegel. Non 1o dicevano: ma tutti sottintendevano, chi pi chi meno, che fate 61osofia fare politica nella teoria; e avevano anche il coraggio di {are politica a11</p> <p>1.972: lnq,te non ha pi bisogno, lui, di parlare di politica. Comprenda chi pu.Sono grato a &lt; Marxisrn today &gt; anche perch assegna grande spazio alla filosofia. giusto. Engels, Lenin cenamente, ma anche Stalinl, e, beninteso, Gramsci e Mao l,hanno detto: la</p> <p>carte scoperte, pdrlando di politica. Grazie a Dio Lewis ha cambiato questa situazione. Levis un marxista e siamo nel</p> <p>(il materialismo storico), ma anche della filosofa marxista (ii l-raterialismo dialettico). Perch? Mi sia consentito di rispondere con una for_ mula di cui mi assumo i1 rischio (personale): petch Ia flosofie , in ultiwa istanza2, lotta di classe nella teoria3.de1la storia2 Mi spicgo meglio: llz Lltima ist,lnza, petch nojr mi si Iacciano clire poi cose che non voglio dite. Dico: la filosofia , in ultima istanza, lotta di classe nella teoria * c non:</p> <p>lotta di classe proletaria h,t bisogno di filosafia. Ha bisogno non soltanto della scienza marxisra</p> <p>Tlrtto questo , come ditebbe Lewis, petlcuamente . Engels, citato da l,t:rrin nel Che fare?, sctiveva nel 1884, neila contadini" ci sano l,rcfazione aIIa Guera dei rlc forme di lotta di classe. La forma econor,,icr, 1a fotma politca e la fotma teorica O, ,r, si pre{erisce: la stessa lotta di classe esi:rrc, clunque deve essere condotta dal ptoleta,i,,io, ,oito la direzione del suo partito, nell',:conomia, nella poiitica e ?telld teorid' Nell r,oria. i1 concenttato de11a lotta di classe si,</p> <p>lr!ama 1osofia.</p> <p>un rappotto .,. /\ clil{efenzx delle sclenze, la fr1oso6a inttattiene 'L|ctto con la tendenza di classe delle itlealoge che' it ultinaL.lrrza.</p> <p>sono ptulche</p> <p>e non appartengono alla teoria</p> <p>(Ie</p> <p>i(leooriche tcotiche &gt; sarebbeto in ultima istanza cei distaccaIn ttte que" r,,,,nti ciellc ideologie pratiche ne1la teoria) ultima istanza &gt; desigfla fo nulzionj, l'csprcssione</p> <p>' (in \ir in ultima isranza &gt;, l'aspetto principale' . " ,1.r".-it"rjon" '&lt; anello clccsivo &gt; eIIa detemtifilziofiet essa implica dun.'' I t,.,.,-nr" rl. r-no o J' n 'rri aqpcLli se.orJa'i srrbordi, i. .l ,d t"."i. ',' e *'dcte min rnr' ocrch'l a/rrl Co' la c e ideologie 1., rrEr r'o' cl c lotta J cla"e ne'la tco_:a</p> <p>la 6losofia figura a pieno diritto , nella , teoria, neile vicinanze delle scienze, con le quali essa ina! tiene rapporti specifici: ma la Iosoa non (una) scienza.1.2</p> <p>la losolia lolta di clAsse nela teoria rou, c..)aft. 3 Per orientare il lcttore che potebbe essere sconcettato da quc Non si tratta soli,,nto di .."gti"te, tra gli anelli esistenti, e gi identilcati .,l'anello clecisivo r: la catena fatta in modo taie che si</p> <p>e identifr,1""'. .upotolg.r" la for_mula Pet poter ticonoscere pasto, bisogn prina care g1i altri anelli della catcna, al loro uovare &lt; l'anello decisivo &gt;.</p> <p>1.3</p> <p>Queste, si dir, sono ancora e sempre pa_ role. Ebbcne, no. Quesre parole sono p", l,rp_ punto armi per la lotta di clsse nella teoria, e poich Ia lotta di classe nella teoria una ' parte ' della lotta di classe nel suo complesso, e poich la forma pi aha della lotta delle class la lotta di classe politica, le parole della filosofia sono armi per la I:attg\ia phti.u. Lenin ha scritto che &lt; la politica il concentrato dell'economia &gt;. Si pottebbe scrive_ re: la filoso6a , in ultima istanzaa, il concen_ tt^to tealico della politica_ una formula 'schematica'. E sia! In tre parole dice abba_ stanza bene ci che vuol dire. Tutto ci che succede ne11a filosofia ha, n ultima istanza, non solo conseguenze politiche nella teoria, ma anche conseguenze politiche nella politica: nella lotta di classe politica. Lo dimosreremo subito. Cetto, appena cito Engels e Lenin, Lewis dir, una volta di pi, che io parlo come &lt; l,ul_ timo campione di un,ortodoss a minacciata da gravi pericoli &gt; 5. O.K.l Mi prover ora a difendere quella 'ortodossia', che si chiama4 Cft., a questo prcposito, la nota plecedente. &lt; Ciro le espressioni dello sresso Lewis.</p> <p>rrrrtia di Marx e di Lenin Questa ortodossia &lt; gravi penascita, '' Ininacciata, fin dallaquelli delfda ideologia borr icoli &gt;&gt;? Certamente:1ltrcsc. Lewis t,r &gt;? No!</p> <p>dir che io</p> <p>. Per esempio, Lewis molto tutbato, dispiaciuto, preoccupato, da buon 'umanista' qual , del fatto che &lt; Althusset Mgonxefiti in maniera rninuziosa con lt estfel/tor5</p> <p>T4</p> <p>&gt; e questo lo fa pensate non agli scolastici, che erano grandi filosofi del Medioevo, ma agli &lt; scoliasti &gt;&gt;, ai commentatori dei commentatori, agli eruditi, a coloto che spaccavano in quatto i capelli filosofici, ab_ brutiti su11e citazioni... Grazie tante! Questa sottile 'psicologia' non mova posto in un dibattito tra comunisti. Non intendo sesuire Lewis su questo terfeno. Tratter Lewis da compagno, militante di un partito fratello: il Partito comunista di Gtan Bretagna. Provet a parlare un linguaggio semplice, chiaro, accessibile a tutti i nostr.i compagni. Per non rendere troppo lunga la mia risposta, afironter soio le questioni teoriche pi importanti politicamente per noi, oggi, neld.ogtztatistzzo</p> <p>Itl)cr comprendere la mia risposta, occorte evill"nt"-".rtt che il lettote conosca nell'essenziale Ia critica ' radicale ' tivolta da Lewis ai miei ' saggi filosofici ', Per riassrrmerla in breve si pu dire cos' I-cwis mi rimprovera: 1. di non conoscere la la stora flosofia di Marx; 2. di non conoscere clella lormazione del pensiero di Matx' I., tr"u", mi rimoroveta di non conoscete la tcoa nd.rxxst6. nel suo dititto. Riprender dunque questi due puoti' uno clopo l'altro.</p> <p>1972.</p> <p>IIIPrimo punto: &gt;. Per dimostratlo Lewis adotta un metodo senrplce. Espone /a filosofia di Matx cone la intende lui. Poi vi mette accanto Ia filosofia di Marx cos come la intende &gt;. Basta confrontare perch la difrerenza balzi agliocchi.</p> <p>i'</p> <p>evidente, </p> <p>di dominio pubblico.</p> <p>Eseruplifi-</p> <p>cdzione di Lewis: la rivoluzione. l'uomo che fa 1a rivoluzione.</p> <p>L'uomo fa 1a storia rifacendo la storia gi att, " trascendendo " pet mezzo de11a " negazione della negazione "' la storia gi fatta &gt;.</p> <p>2. Tesi n.</p> <p>2</p> <p> n un Corso di llosrtfa</p> <p>Giustificazione di J. Lewis: poich l'uomo che fa la storia, per fate la storia, l'uomo deve trasformare la stotia che egli stesso h gi fatta (dal momento che l'uomo che fa la stofia); trasfotmare ci che si fatto, significa &lt; ffascenderlo &gt;, cio negare ci che esiste, e poich ci che esiste la stoda che I'uomo ha fatto, equivale a negare la storia gi negata. Fare la stotia , dunque, ) Ecco le tre tesi che riassumono 1a fi1osofia di Matx, nel pensiero di J. Lewis: Tcsi n. 1 E I'uomo chc fa la sroria. Tesi n. 2 L'uomo fa la storia tascendendo la stotia. Tesi n. 3 I-'uomo non conosce che quello che {a.7 &lt; vcro ci che stato fatto. &gt; Marx cita Vico in un tlgo del Caitale, Editoti Riuniti, Roma 1964, vol. I, p. 414, notd 89) a proposito della storia della tecnologia.</p> <p>'l'utto questo molto semplice. Tutti 'capis(ullo' Ie parole: uomo, fare' storia. conoscelc. C' soltanto una parola un po' complicata, rrna parola da 'losofi': la &gt;, r) &gt;. Ma, se lo vocosa J. Lewis non potrebbe forse dire la rrn po' pi semplicemente? Invece di dire: l'uomo fa 1a stotia trascendendola per mezzo ,lclla &gt;, porebbe rlire: l'uomo fa la storia trasfotmandola, ecc' Non satebbe {orse Pi semplice? Ciononostante una piccola dificolt rimane' Quando J. Lervis dice che l'uomo che &gt;, allora ci si accorge che c'era un ptoblen-.a delicato 1 dove tutto sembrava semplice, una cetta oscuit 1 dove tutto semlcsse,&gt;&gt;</p> <p>oscuto? La piccola parola: &gt;)' lare (rella tesi &lt; l'uomo che fa la storia Cosa pu voler dite infatti questa piccola parcla'. fare? quando si tratta della storia, be' ninteso! Perch quando si dice &lt; ho fatto una</p> <p>brava chiaro. Cosa c'eta</p> <p>di</p> <p>20</p> <p>{\'21,n,,</p> <p>,f.</p> <p>v,..,..</p> <p>-..1,</p> <p>oppure &gt; o quando un falegnarne dice , ecc. tutti crrpiscono subito cosa vuol dire: farc. I1 senso della parola cambia secondo le espressioni, ma in ogni esprcssione si pu spiegare che cosa v:uol dfte fare. Ad esempio, quando un falegnarne ., fa &gt;&gt; un tavolo, r'uol dire che lo fabbrica. Mc, lare \a storia? Cosa pu voler dire? Quanto a1 falegname, 1o conosciamo, ma I'uonto che fa la stofia, chi ? Lo conoscete voi questa , nel caso della storia, vuol dire &gt; (negazione della negazione), cio trasformare la matetia prima delIa storia esistente superandola. Bene. Ma anche il falegname che &gt; un tavolo ha dinanzi a s una .&lt; materia prima esistente &gt;: il legno. E trasforma il legno in tavolo. Ma J. Ler.vis non direbbe ma che i1 falegname il legno per &gt; un tavolo. E avrebbe ragione. Perch se 1o dicesse, il primo falegname che capita, e tutti i falegnami e tutti i lavoratori del mondo lo manderebbeto a quel paese, lui e la sua </p> <p>:</p> <p>J. Lewis impiega la &gt; solo per la storia. Perch? Nel1'articolo, J. Lewis non 1o spiega. A mio awiso Lewis ci tiene alla sua &gt; per la ragione seguente: perch la della storia, gi storia. Per 1 falegname, la materia prima il legno. Ma il falegname che il tavolo, non dir mai di essere stato lui che ha &lt; fatto &gt; i1 legno, lrerch sa fin toppo bene che il legno &lt; 1o produce la natura &gt;: perch un albeto si possa tagliare in assi, bisogna prima che sia cresciuto nelle foreste, da qualche parte nel paese, o a migliain di chilometri sotto I'equetore. Ora, per Lewis, I'uomo che ha gi latto la storia con la quale fa \a stotial Nella storia, l'uomo produce dlrnque tutto: non solo il risultato, il prodotto del suo n lavoro &gt;&gt; (1a stotia), ma, in precedenza la maferia prima che trasforrna (la storia) in storia. Aristotele diceva che l'uomo un animale a due zampe, ragionevole, parlante e politico. Franklin, citato da Matx (nel Capitale), diceva che I'uomo un . J. Lewis filosofo di altra levatuta. J. Lewis pensa che I'uomo non soltanto un , ma un animale cteatore di storia, nel senso forte,za &gt;.</p> <p>'))</p> <p>2)</p> <p>dal momento che a tutto: la materia prima (1a storia), gli stumenti di ptoduzione (J. Lewis tace su questo punto! e non unaltrimenti sarebbe obbligato a patlate del1a lotta delle classi, e il suo &gt; non statebbe pi in piedi), e naturalmente iI prodotto finale: la stotia. Avete mai visto al mondo un essete dotato di un simile potete? S: esiste nella tradizione del1a cultura umana. Dlo. Solo Dio &lt; fa &gt; la materia con la quale &lt; fa o il mondo. Ma vi una dif{erenza molto impottante: il Dio di Lewis non sta fuoti del mondo, I'uomo-dio creatore del1a storia non afiatto fuoti della stoi|:. dentro. Questo complica infinitamente Ie cosel Ed appunto petch il piccolo dio umano o...</p>