mingazzini interno 01 - Editore Morlacchi ?· L’intelligenza emotiva ... coscienza, memoria e passione…

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    23-Feb-2019

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Indice-Sommario

Presentazione di Lanfranco Rosati ..................................................vii

Introduzione ................................................................................... 1

Il cervello emotivo ........................................................................... 7

1.1 Anatomia dellemozione ............................................................. 91.2 Larchivio delle emozioni .......................................................... 181.3 Una chance tutta umana ........................................................ 35

Lintelligenza emotiva ................................................................... 412.1 Nuovi talenti ........................................................................... 482.2 Igiene emotiva: educazione preventiva ....................................... 50

Conclusioni ................................................................................... 71

Bibliografia .................................................................................... 79

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Presentazione

Davanti ad una serie di problemi insolubili, sempre pi gravosi edangoscianti per luomo contemporaneo, esiste una sola via dusci-ta. Non basta neppure assumere leducazione come forza durto,perch da sempre si trascina langoscioso dilemma tra listruire, cioil fornire una serie di abilit e conoscenze spendibili nel mercatodalla vita e tali da migliorare la qualit dellazione, e il formare, inquesto caso offrire chances concrete perch ciascuno possa vivere inpace e con gioia le proprie esperienze di lavoro e di vita.

Occorre, allora, affidarsi ad una dimensione della persona uma-na troppo a lungo trascurata, perch data per scontata e ovvia, quel-la emozionale ed affettiva, solitamente opposta alla razionalit pura,allintelligenza pratica, ai poteri logici, ai fatti, sul piano empirico,duri e testardi dellesistenza.

Ora da chiedersi se effettivamente la vita emotiva pu tanto,pu, cio, svolgere una funzione sostitutiva ed alternativa alla ra-gione pura, ai principi di razionalit logica, alla solidit delle infor-mazioni ed alla loro efficacia operativa.

Il problema non di poco conto, soprattutto in sede educativa.Perch se vero che una puntuale conoscenza delle potenzialitumane autorizza un complesso di azioni volte a liberarne le energieinteriori profonde, altrettanto vero che questo quadro oggettivodelle risorse umane non pu essere soltanto rappresentato dalla na-tura psichica del soggetto, n tantomeno dal clima di relazioni in-terpersonali che si sostengono nel sociale, n pare sufficiente unacoscienza ideale e, dunque, filosofica delluomo, quantunque ab-

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bia ancora ragione Laberthonniere di sostenere che non si possaavere unidea delleducazione se non si ha unidea delluomo.

La visione antropologica delluomo che si vuole educare forni-ta dalle scienze pedagogiche, quantunque oggi si sia inclini a soste-nere che tutte le scienze, o il pi gran numero di esse, servano afotografare un identikit pi vicino alla realt oggettiva della perso-na umana. Di qui le scienze abilitate a conoscere le potenzialit e lerisorse umane che chiamiamo scienze delleducazione, perch illoro impiego pregiudiziale ad ogni serio intervento metodologi-co-educativo.

Il quadro, attingendo anche al lavoro di Luisa Mingazzini, destinato ad ampliarsi. Tra le scienze delleducazione non pu esse-re elusa la biologia, che si interessa alla natura fisica delluomo. Maqui il discorso si chiude. Lo aveva fatto lErikson, lo aveva in prece-denza accreditato il Dewey e tutta la migliore teorizzazione peda-gogica. Lambito di questa disciplina, la biologia, ha conosciutosviluppi incredibili in questultimo decennio. Soprattutto accredi-tando la portata delle ricerche compiute sul cervello, cos che oggianche i processi cognitivi vengono letti in chiave critica, in unacerta misura, mediando le due grandi correnti psicologiche che sonostate il behaviorismo e il cognitivismo, quindi il corpo e la mente,tradizionale dualismo cartesiano messo alla gogna da A. Damasiocon la denuncia dellerrore di Cartesio.

I processi mentali, la natura della mente e della coscienza, il pi-lota automatico del nostro comportamento sono spiegabili con lalettura e linterpretazione di quella scatola magica che appuntoil cervello.

Ecco allora che la soluzione antropologica della scienza delledu-cazione, la pedagogia, obbligata a comprendere, tra le scienze tra-dizionali e quelle giovani, le neuroscienze, anche nelle derivazioni

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che alcuni studi di frontiera stanno adesso conducendo sulla neu-ropsicologia e sulla neurodidattica.

Si deliberatamente a lungo insistito su questi temi di carattereepistemologico, per la semplice ragione che lesperienza vissuta daquanti si sono interessati ai processi psicologici di apprendimento,di memorizzazione, di pensiero, non mai smentita, anzi suffra-gata dal fatto che, nella pi parte dei casi, la chiave di accesso del-lanima dellallievo E. Goldberg direbbe il cervello , in quantodestinatario dellazione educativa e didattica, stata sempre rappre-sentata dallaffettivit, cio da quel clima di amicizia, di rispetto, diamore, di dedizione che si determinato nella classe, nella famiglia,nei luoghi delleducazione. In breve, la carica dellemotivit, sia nelcaso dellaccettazione, sia nel caso della reazione negativa, ha sem-pre svolto un ruolo notevole. La sede dellemozione nellemisfe-ro destro del cervello: scaturisce dallamigdala, questa specie dimandorla, data la sua costituzione, che ispira e detta comporta-menti affettivi o, se si vuole, quella che D. Goleman chiama lin-telligenza emozionale.

Ebbene: questo i territorio di indagine di Luisa Mingazzini. Laricerca di cui si danno nel volume resoconti agili, ma non per que-sto meno profondi, di estrema importanza per coloro che si dedi-cano allinsegnamento al fine di renderlo efficace e sicuro. Coscome utile ai genitori e agli adulti in generale per comprendere iprocessi di sviluppo che ricevono dallintelligenza emozionale uncolore particolare. Anzi, per questo il titolo di questo libro ci sem-bra puntuale, per fornire al lettore limmediata percezione dellar-gomento sviluppato in ogni sua fase e nella reciprocit dei rapporticon le altre funzioni della vita mentale.

Lesistenza, difatti, vissuta allinsegna dellemozionalit acquistauna colorazione vivace e piacevole, induce alla produzione creativaregola le relazioni tra gli uomini, regala momenti di comprensione

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LUISA MINGAZZINI

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e di reciprocit che rendono effettive le condizioni di una convintaadesione partecipativa, rappresentando, per ci stesso la linfa vitaledella democrazia.

Il lavoro di Luisa Mingazzini, mentre esplora i centri e le areecerebrali che presiedono alle funzioni esercitate dallintelligenzaemozionale, autorizza una didattica che richiama le forme dellacultura umana, nei riguardi delle quali la persona che cresce, acqui-sta sensibilit, potere, coscienza, memoria e passione che stannosicuramente alla base di ogni processo di conoscenza e di apprendi-mento.

I richiami ad una letteratura aggiornatissima e puntuale, coscome si possono cogliere dalle note apposte a pi di pagina e nellabibliografia generale, corredano il panorama delle conoscenze dellepotenzialit proprie della persona che si educa.

Perugia, ottobre 2005 Lanfranco Rosati

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Introduzione

Dimmi, dove nasce lamore:nel cervello o nel cuore?

WILLIAM SHAKESPEARE, Il Mercante di Venezia (Atto III, Scena 2)

Una concezione della natura umana che ignori il potere delle emo-zioni si dimostra, oggi, limitata. La stessa denominazione dellanostra specie, Homo sapiens luomo in grado di pensare risultafuorviante qualora la si consideri alla luce delle nuove scoperte chela scienza ci propone per valutare il ruolo delle emozioni nella no-stra vita. Se, fino ad ora, stata data grande importanza al valoredella sfera puramente razionale in buona sostanza quella misura-ta dal Q.I. forse giunto il momento di restituire il giusto spazioal cuore, inteso sia come sede e fonte dei nostri sentimenti, privatie pubblici quelli che ci mettono in contatto con noi e con glialtri-da-noi sia come metafora della conoscenza intuitiva ed emo-zionale.

Il ruolo del sentimento nella vita mentale stato a lungo trascu-rato dalla ricerca; le emozioni sono cos rimaste un continente ingran parte inesplorato. Dopo quasi un secolo di disinteresse scienti-fico, infatti, le emozioni hanno conosciuto una sorta di rinascitasolo da un paio di decenni. Prima di allora, la concezione che nefaceva stati soggettivi della coscienza aveva spinto il comportamen-tismo a considerarle non adatte allindagine scientifica, mentre ilmovimento cognitivista le ha dichiaratamente escluse dal suo am-

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bito di indagine 1, volgendosi allo studio della razionalit, dellacognizione di per s, dellelaborazione dellinformazione allinter-no della metafora della mente come computer. Ma un modellodella mente che escluda le emozioni in realt un ben poveromodello 2: come ci insegnano le neuroscienze, il nostro cervello un intreccio di pensieri ed emozioni e studiare i primi senza le se-conde non dar mai una visione esatta della mente, che sicura-mente pi della semplice cognizione.

Nel recente e crescente interesse per lemozione 3, infatti, i piimportanti contributi circa il suo funzionamento provengono pro-prio dalle neuroscienze che, in collaborazione con altre discipline come la psicologia fisiologica, letologia e la biochimica e graziead un vasto arsenale di innovative tecniche strumentali in parti-

1 Leggendo le varie definizioni date delle scienze cognitive, colpisce proprio lafrequenza con cui si dice che le emozioni, bench importanti, non facciano partedellapproccio cognitivista. In La nuova scienza della mente, ad esempio, HowardGardner riporta come una delle cinque caratteristiche di questa disciplina proprioil suo privilegiare ragionamento e logica a scapito dei fattori emotivo-affettivi e diogni elemento contingente, come il contesto e la cultura. In un libro del 1967,Psicologia cognitivista, Ulric Neisser scriveva che la scienza cognitiva non tratta difattori dinamici come le emozioni; Jerry Fodor, in The Language of Thought, descri-ve le emozioni come degli stati mentali estranei allambito della spiegazione cogni-tiva; Barbara von Eckardt, in What Is Cognitive Science?, afferma che la maggiorparte dei caognitivisti non ritiene lo studio delle emozioni di loro competenza.Alcuni di essi, per, ne hanno sempre riconosciuto limportanza, al punto diinvitare la psicologia cognitivista come fece Robert Abelson gi negli anni Ses-santa ad interessarsi delle cognizioni calde. Cfr. LeDoux J., Il cervello emotivoAlle origini delle emozioni, Baldini Castoldi Dalai editore, Milano 2003.

2 Cfr. Goleman D., Intelligenza emotiva Cos perch pu renderci felici, BUR,Milano 1996, p. 62.

3 Questa riscoperta ha determinato quasi una rivoluzione emotiva che hainvaso i settori pi disparati, dalla psicologia alla sociologia fino allIntelligenzaArtificiale e al marketing.

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LA SORGENTE DELLE EMOZIONI

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colare le tecniche di neuro-imaging, che consentono di visualizzarelattivit cerebrale dallesterno, di vedere le varie parti del cervelloin azione oggi ci svelano gran parte dei segreti del cervello emoti-vo. Le scienze del sistema nervoso ci hanno mostrato il funziona-mento di questa massa intricata di miliardi di cellule proprio nelmomento in cui pensiamo e sentiamo, immaginiamo e sogniamo:la mole di dati cos prodotta ci permette di comprendere come icentri emozionali del nostro cervello ci conducano alla rabbia, allelacrime o ad una sana risata, e come lattivit delle parti pi antichedi esso quelle che, come dice Goleman, ci spingono a fare laguerra, ma anche lamore 4 possa essere, nel bene e nel male,incanalata e, di conseguenza, educata.

Ha scritto recentemente Rosati: Lo sviluppo prodigioso chehanno avuto in questo ultimo grappolo danni le neuroscienze ob-bliga di fatto, in quanto interessati ai processi educativi da orientareper la loro piena realizzazione, a fare i conti con esse sia attraverso lesoluzioni che fornisce losservazione del comportamento umanosia attraverso le indicazioni che ci riserva la biologia del sistemanervoso e, quindi, del cervello 5. In particolare, questa chiarezzasenza precedenti sui meccanismi delle emozioni, sui loro punti diforza e sulle loro debolezze, ad offrire oggi importanti e nuoveindicazioni per lazione educativa. Uneducazione orientata a pro-muovere solo capacit intellettuali e conoscenze, che si ingrana solosu abilit cognitive e che, nel contempo, dimentichi quella dimen-sione emotiva cos caratteristica del nostro essere, appare fondata suuna concezione parziale delluomo e, inoltre, risulta una strategiaformativa insufficiente per acquisire le abilit necessarie nella vita.

4 Ibidem, pp. 13-14.5 Cfr. Rosati L., Dentro lanima della professione docente. Eros, Emozioni, Amore,

Creativit come prodotti del cervello, Margiacchi Galeno Editrice, Perugia 2005,p. 79.

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Con ci non si vuole negare la necessit di sviluppare la ragione, masostenere la parallela necessit di educare il cuore, soprattutto allaluce della stretta connessione e interdipendenza che questi due ele-menti termini di una dicotomia ormai datata mostrano avere.Emozione e cognizione sono processi che concorrono con pariimportanza e pari dignit a strutturare la nostra mente, la nostracoscienza, la nostra personalit, i nostri rapporti con gli altri e con ilmondo; in sostanza, la nostra vita. Ed entrambi richiedono di esse-re educati.

Le emozioni, infatti, hanno origine ad un livello profondo delcervello e sono il risultato di sofisticati sistemi neurali comparsi nelcorso dellevoluzione con un preciso obiettivo: garantirci la soprav-vivenza. Ma nonostante la base biologica, lesperienza decisiva neldeterminare cosa provocher in noi unemozione, che tipo di emo-zione sar, con quale intensit e quale durata. Ereditariet genetica einfluenza ambientale si intersecano a formare lunicit di ogni per-sona. I geni ci danno la materia prima con cui costruiamo le nostreemozioni, specificando il tipo di sistema nervoso che avremo, iprocessi mentali ai quali si pu dedicare e le funzioni fisiche chepu controllare; ma il modo esatto in cui agiamo e pensiamo, coscome ci che proviamo in una particolare situazione, sono deter-minati da molti altri fattori: il nostro cervello, si sa, si plasma sul-lesperienza e lapprendimento....

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