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    16-Feb-2019

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Pinocchi paralleli

Parafrasi bibliche e cristologiche La Bibbia agisce a livello di ipotesto della

narra8va collodiana. Non sappiamo se Carlo Collodi abbia ripreso deliberatamente tema8che e personaggi biblici, ma chiaro che la Bibbia ne cos8tuisca, so@otraccia, un referente tema8co ed espressivo.

Le avventure di Pinocchio la storia del figlio puta8vo di un falegname.

Geppe@o, dunque, come Giuseppe, tra laltro rappresentato accanto a un alberello fiorito, simbolo questo che rimanda al tronco di Jesse, da cui sarebbe spuntato un germoglio, come si legge in Isaia.

La fata La Fata, una bella bambina, coi capelli turchini e il viso bianco come unimmagine di cera, gli occhi chiusi e le mani incrociate sul pe@o, fa la sua prima apparizione nel capitolo XV, affacciata alla finestra della sua casa nel bosco, quando Pinocchio tenta disperatamente di sfuggire al ga@o e la Volpe traves88 da assassini.

La fata turchina rimanda a una precisa iconografia popolare (vedi Calvino, I centanni di Pinocchio): quella delle madonne a stampa colorate a mano, con lazzurro del manto che stringeva sui capelli. I suoi traQ (prima bambina, poi donna del popolo e infine signora-madre) non possono che richiamare, anche croma8camente, quelli di Maria.

Limpiccagione di Pinocchio ad opera del Ga@o e della Volpe, al capitolo XV, un vero e proprio calco dei raccon8 della passione di Cristo.

Intanto sera levato un vento impetuoso di tramontana, che soffiando e mugghiando con rabbia, sbatacchiava in qua e in l il povero impiccato, facendolo dondolare violentemente come il ba@aglio duna campana che suona a festa. E quel dondolo gli cagionava acu8ssimi spasimi, e il nodo scorsoio, stringendosi sempre pi alla gola, gli toglieva il respiro.

A poco a poco gli occhi gli si appannarono; e sebbene sen8sse avvicinarsi la morte, pure sperava sempre che da un momento a un altro sarebbe capitata qualche anima pietosa a dargli aiuto. Ma quando, aspe@a aspe@a, vide che non compariva nessuno, proprio nessuno, allora gli torn in mente il suo povero babbo e balbe@ quasi moribondo:

Oh babbo mio! se tu fossi qui! E non ebbe fiato per dir altro. Chiuse gli occhi, apr la bocca, s8r le gambe, e dato un grande scrollone, rimase l come in8rizzito.

Vangelo di Marco, 15, 33-37 Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tu@a la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Ges grid a gran voce: Elo, Elo, lem sabactni?, che significa: Dio mio, Dio mio, perch mi hai abbandonato?. Udendo questo, alcuni dei presen8 dicevano: Ecco, chiama Elia!. Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fiss su una canna e gli dava da bere, dicendo: Aspe@ate, vediamo se viene Elia a farlo scendere. Ma Ges, dando un forte grido, spir.

Il falco = Giuseppe dArimatea

Il Falco mandato dalla Fata a staccare Pinocchio dallalbero (c. XVI) un Giuseppe dArimatea alato.

Giuseppe dArimatea, membro autorevole del Sinedrio, chiese a Pilato il corpo di Ges. Constatato il decesso, il governatore della Giudea gli concesse la salma.

Altre allusioni?

La tra@a8va con Mangiafuoco per evitare la morte = allusione a Pilato.

Il triplice rifiuto della medicina assonante con la triplice invocazione di Gesu al Padre (Ma@eo 26,36-46) o con il triplice diniego di Pietro (Prima che il gallo can8, mi rinnegherai tre volte).

Ma@eo 26, 36-46 Allora Ges and con loro in un podere, chiamato

Getsmani, e disse ai discepoli: Sedetevi qui, mentre io vado l a pregare. 37 E presi con s Pietro e i due figli di Zebedo, cominci a provare tristezza e angoscia. 38 Disse loro: La mia anima triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me. 39 E avanzatosi un poco, si prostr con la faccia a terra e pregava dicendo: Padre mio, se possibile, passi da me questo calice! Per non come voglio io, ma come vuoi tu!. 40 Poi torn dai discepoli e li trov che dormivano. E disse a Pietro: Cos non siete sta8 capaci di vegliare un'ora sola con me? 41 Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito pronto, ma la carne debole.

42 E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: Padre mio, se questo calice non pu passare da me senza che io lo beva, sia fa@a la tua volont. 43 E tornato di nuovo trov i suoi che dormivano, perch gli occhi loro si erano appesan88. 44 E lascia8li, si allontan di nuovo e preg per la terza volta, ripetendo le stesse parole. 45 Poi si avvicin ai discepoli e disse loro: Dormite ormai e riposate! Ecco, giunta l'ora nella quale il Figlio dell'uomo sar consegnato in mano ai peccatori. 46 Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce si avvicina.

Nel seppellire le qua@ro monete doro ricevute da Mangiafuoco (c. XVIII), Pinocchio si comporta come il servo della parabola dei talen8 (Ma@eo 25,14-30).

Eccoci giun8 disse la Volpe al buraQno. Ora china8 gi a terra, scava con le mani una piccola buca nel campo e meQci dentro le monete doro.

Pinocchio ubbid. Scav la buca, ci pose le qua@ro monete doro, che gli erano rimaste: e dopo ricopr la buca con un po di terra.

Ma@eo 25, 14-30 14 Avverr come di un uomo che, partendo per un viaggio, chiam i suoi servi e consegn loro i suoi beni. 15 A uno diede cinque talen8, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacit, e part. 16 Colui che aveva ricevuto cinque talen8, and subito a impiegarli e ne guadagn altri cinque. 17 Cos anche quello che ne aveva ricevu8 due, ne guadagn altri due. 18 Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, and a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.

A proposito di parabole, vediamo il monologo di Pinocchio al capitolo XX.

Quante disgrazie mi sono accadute E me le merito! Perch io sono un buraQno testardo e piccoso (os8nato) e voglio far sempre tu@e le cose a modo mio, senza dar re@a a quelli che mi voglion bene e che hanno mille volte pi giudizio mi me!... Ma da questa volta in l, faccio proponimento di cambiar vita e di diventare un ragazzo ammodo e ubbidiente [] E il mio babbo mi avr aspe@ato?....

Questo monologo sembra di averlo gi sen8to o le@o: perch modellato su quello del figliol prodigo (Luca 15,17-19).

14 Quando ebbe speso tu@o, in quel paese venne una gran cares8a ed egli cominci a trovarsi nel bisogno. 15 Allora si mise con uno degli abitan8 di quel paese, il quale lo mand nei suoi campi a pascolare i maiali. 16 Ed egli avrebbe voluto sfamarsi con i baccelli che i maiali mangiavano, ma nessuno gliene dava. 17 Allora, rientrato in s, disse: "Quan8 servi di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! 18 Io mi alzer e andr da mio padre, e gli dir: 'Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: 19 non sono pi degno di essere chiamato tuo figlio; tra@ami come uno dei tuoi servi.

20 Egli dunque si alz e torn da suo padre. Ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione; corse, gli si ge@ al collo e lo baci. 21 E il figlio gli disse: "Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: non sono pi degno di essere chiamato tuo figlio".

Al monologo di Pinocchio far seguito, proprio come nel testo di Luca, il banche@o gioioso (capitolo XXIX):

Quando si riebbe, si trov disteso sopra un sof, e la Fata era accanto a lui.

Anche per questa volta 8 perdono: gli disse la Fata ma guai a te, se me ne fai unaltra delle tue!

Pinocchio promise e giur che avrebbe studiato, e che si sarebbe condo@o sempre bene. E mantenne la parola per tu@o il resto dellanno. DifaQ agli esami delle vacanze, ebbe lonore di essere il pi bravo della scuola; e i suoi portamen8, in generale, furono giudica8 cos lodevoli e soddisfacen8, che la Fata, tu@a contenta, gli disse:

Domani finalmente il tuo desiderio sar appagato!

Cio? Domani finirai di essere un buraQno di legno, e diventerai un ragazzo per bene.

Chi non ha veduto la gioia di Pinocchio, a questa no8zia tanto sospirata, non potr mai figurarsela. TuQ i suoi amici e compagni di scuola dovevano essere invita8 per il giorno dopo a una gran colazione in casa della Fata, per festeggiare insieme il grande avvenimento: e la Fata aveva fa@o preparare dugento tazze di caff-e-la@e e qua@rocento panini imburra8 di dentro e di fuori.

Arrivato allisola delle Api industriose, Pinocchio, come Gesu alla Samaritana, chiede a una buona donnina che portava due brocche dacqua. Vi contentate, buona donna, che io beva una sorsata dacqua alla vostra brocca? (c. XXIV, p. 170-171).

Giovanni, 4, 5-7 Giunse pertanto ad una ci@ della Samaria chiamata Sicr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: 6qui c'era il pozzo di Giacobbe. Ges dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno. 7Arriv intanto una donna di Samaria ad aQngere acqua. Le disse Ges: Dammi da bere.

Avuta la conferma dalla MarmoQna di essere diventato un ciuchino, Pinocchio, come Adamo, sa benissimo a chi dare la colpa: Ma la colpa non mia: la colpa, credilo, MarmoQna, tu@a di Lucignolo! (capitolo XXXII).

Come accade in Genesi 3,12: Luomo rispose: La donna che tu mhai messa accanto, lei che mha dato del fru@o dellalbero, e io nho mangiato.

Di l a poco, durante il fatale spe@acolo nel circo, Pinocchio cade, dapprima due volte, nella finzione scenica, e poi, dopo aver visto la Fata mescolata tra il pubblico, una terza volta, rovinosamente, con evidente allusione alle tre cadute di Gesu (tema questo non presente nei Vangeli, ma contemplato dalla piet popolare della via crucis).

E ancora

Il naso di Pinocchio beccato dai picchi potrebbe essere unallusione alla circoncisione (le@eralmente: tagliare intorno)?

La ca8nella dacqua che rovescia in testa al buraQno il vecchino col berre@o da no@e potrebbe essere un rimando al ba@esimo?

Il cappelluccio di pane realizzato da Geppe@o per Pinocchio potrebbe assumere un significato eucaris8co?

Quella che si consuma allOsteria del Gambero rosso, prima dellimpiccagione di Pinocchio, assomiglia allul8ma cena?

La prima delle tante fughe di Pinocchio, al capitolo III, si configura alla stregua di una vera e propria uscita dallEgi@o.

Il pesce-cane che inghio@e prima Geppe@o e poi Pinocchio rimanda immediatamente al mostro marino del profeta Giona (e anche in Giona non si tra@a di una balena).

Giona ge@ato in mare, ma un "grande pesce" (da nessuna parte precisato che si traQ di una balena) lo inghio@e. Dal ventre del pesce, dove rimane per tre giorni e tre noQ, Giona rivolge a Dio una preghiera, che ricorda un salmo. Allora, dietro comando divino, il pesce vomita Giona sulla spiaggia.

C o s a p o s s i amo r i c a v a r e d a q u e s t e sovrapposizioni, da ques8 echi? Da questo gioco di rimandi?

Non dimen8chiamo che dagli 11 ai 18 anni Collodi studi prima in seminario e poi presso i padri Scolopi.

Si pu dire che limmaginario di una civilt composto di un dato numero di figure che possono organizzarsi in un gran numero di modi ma non in altri, per cui una storia che funziona avr sempre mol8 pun8 in comune con unaltra storia che funziona. Forse si pu dire che le stru@ure narra8ve esistono per conto loro come figure geometriche o idee

platoniche o arche8pi astraQ e simpongono allimmaginazione individuale dei singoli autori.

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