SCUOLE COINVOLTE IC La Maddalena, IC Olbia, IC Valledoria, IC Tempio, IC Calangianus, IC Aggius IC 4 Nuoro, IC Santu Lussurgiu, IC Villanova IC Li Punti,

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    02-May-2015

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  • SCUOLE COINVOLTE IC La Maddalena, IC Olbia, IC Valledoria, IC Tempio, IC Calangianus, IC Aggius IC 4 Nuoro, IC Santu Lussurgiu, IC Villanova IC Li Punti, IC Usini, IC 1 E IC2 P.Torres IC M.Rossello Alto e IC M.Rosello Basso Primo SS, Quinto SS, Decimo SS
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  • PROTOCOLLO BES Premessa Normativa di riferimento Metodologie didattiche inclusive Strategie didattiche inclusive Criteri per individuazione dei BES Il team dei docenti/Consiglio di Classe Il ruolo delle famiglie Piano Didattico Personalizzato: Individuazione di procedure condivise
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  • ALLEGATI scheda di individuazione dei BES (all.1) dichiarazioni per la famiglia (all. 2 e all. 2b) PDP Infanzia (all.3) PDP Primaria e Secondaria di 1 e 2 grado (all.4) Scheda del percorso formativo da condividere durante i colloqui con la famiglia (all.5) Diagramma dellorganizzazione interna e esterna (all.6)
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  • PREMESSA Ladozione del Protocollo per lInclusione degli Alunni con Bisogni Educativi Speciali nasce dallesigenza di definire ed adottare pratiche condivise e comuni tra tutte le scuole che operano nello stesso istituto comprensivo e che sono pertanto accomunate dalla stessa complessit. Includere gli alunni con Bisogni Educativi Speciali significa assicurare a tutti il diritto allo studio e al successo scolastico e formativo. Necessario da parte di ogni scuola non solo la conoscenza e la valorizzazione di ogni realt personale ma anche e soprattutto un impegno di sviluppo della loro formazione attraverso la realizzazione di unorganizzazione educativa e didattica personalizzata, sia negli obiettivi sia nei percorsi formativi che nelle strategie didattiche.
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  • Al fine dellinclusione scolastica e sociale degli alunni con Bisogni Educativi Speciali, il Collegio Docenti di . intende raggiungere le seguenti finalit: definire pratiche condivise tra tutti i livelli di scuola e fra i plessi; favorire laccoglienza, lintegrazione e linclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali; progettare percorsi comuni di individualizzazione o personalizzazione che fanno coesistere socializzazione ed apprendimento; incrementare la comunicazione e la collaborazione tra famiglia, scuola e servizi sanitari, durante il percorso di istruzione e di formazione; adottare forme di verifica e valutazione adeguate alle necessit formative degli studenti; accompagnare adeguatamente gli studenti con Bisogni Educativi Speciali nel percorso scolastico. fornire materiali e strumenti comuni di indagine, osservazione, rilevazione e progettazione del percorso formativo: trovare forme di verifica e valutazione collegiali; monitorare le azioni e gli interventi a livello territoriale. proporre modifiche e aggiustamenti condivisi. IL PROTOCOLLO BES STRUMENTO DI LAVORO CONDIVISO RICHIEDE LA DELIBERA COLLEGIO, E INSERITO NEL POF,
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  • NORMATIVA DI RIFERIMENTO - BES -certificazione medica (L.104/1992) - BES-disturbi dellapprendimento (L.170/2010 e LINEE GUIDA) - BES-sindrome ADHD (nota min.6013/2009) - BES -svantaggio culturale (Linee guida stranieri 2006) - BES-famiglie in difficolt, alunni in ospedale, istruzione domiciliare (L.285/1997,CM353/1998) - BES Direttiva 27/12/2012, CM 8/2013, Nota del Capo Dipartimento Istruzione prot.1551 del 27/06/2013 e Nota del 22/11/2013.
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  • Nella direttiva del 27 Dicembre 2012 si legge: In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una variet di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficolt derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua e si deduce che larea dello svantaggio scolastico molto pi ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. La direttiva ministeriale aggiunge, inoltre, che sempre pi urgente adottare una didattica che sia denominatore comune per tutti gli alunni e che non lasci indietro nessuno: una didattica inclusiva pi che una didattica speciale.
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  • C.M. n. 8 del 6 marzo 2013: Fermo restando l'obbligo di presentazione delle certificazioni per l'esercizio dei diritti conseguenti alle situazioni di disabilit e di DSA, compito doveroso dei Consigli di classe indicare in quali altri casi sia opportuna e necessaria l'adozione di una personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative o dispensative, nella prospettiva di una presa in carico globale ed inclusiva di tutti gli alunni. Strumento privilegiato il percorso individualizzato e personalizzato, redatto in un Piano Didattico Personalizzato (PDP), che ha lo scopo di definire, monitorare e documentare secondo unelaborazione collegiale, corresponsabile e partecipata - le strategie di intervento pi idonee e i criteri di valutazione degli apprendimenti. La nota del 22/11/2013 ribadisce che non compito della scuola certificare gli alunni con bisogni educativi speciali, ma individuare quelli per i quali opportuna e necessaria l'adozione di particolari strategie didattiche.
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  • Metodologie didattiche inclusive Usare il rinforzo positivo attraverso feedback informativi che riconoscono limpegno, la competenza acquisita e orientano verso lobiettivo da conseguire Promuovere lapprendimento collaborativo organizzando attivit in coppia o a piccolo gruppo Privilegiate lapprendimento dallesperienza e la didattica laboratoriale Promuovere processi metacognitivi per sollecitare nellalunno lautocontrollo e lautovalutazione dei propri processi di apprendimento (colloqui centrati sul lettore che pensa ad alta voce) Promuovere lapprendimento significativo attraverso luso e la costruzione di organizzatori grafici della conoscenza (mappe concettuali, mappe mentali, schemi, tabelle,) Promuovere la didattica meta-emotiva Stimolare situazioni di conflitto cognitivo e negoziazione di significati, attraverso procedure di discussioni riflessive di gruppo Utilizzare la tecnica del rispecchiamento come modalit di interazione verbale Favorire lanalisi costruttiva dellerrore (dare indicazioni sulle modalit per superare i punti deboli) Individuare i nodi problematici presenti nei testi (intervenire sulla leggibilit e comprensibilit dei manuali di studio) Altro
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  • Strategie didattiche inclusive Valorizzare nella didattica linguaggi comunicativi altri dal codice scritto (linguaggio iconografico, parlato), utilizzando mediatori didattici quali immagini, disegni e riepiloghi a voce Insegnare luso di dispositivi extratestuali per lo studio (titoli, paragrafi, immagini) Utilizzare organizzatori grafici della conoscenza (schemi, mappe concettuali, mappe mentali, tabelle,) Promuovere diverse strategie di lettura in relazione al tipo di testo e agli scopi Promuovere strategie per la gestione del parlato pianificato (tipico delle interrogazioni) Potenziare la consapevolezza fonologica e meta fonologica Sollecitare le conoscenze precedenti ad ogni lezione per introdurre nuovi argomenti Offrire anticipatamente schemi grafici (organizzatori anticipati) relativi allargomento di studio, per orientare lalunno nella discriminazione delle informazioni essenziali e la loro comprensione Utilizzare un approccio ludico/operativo Privilegiare attivit pragmatiche con agganci operativi
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  • Altre strategie didattiche inclusive Promuovere la comprensione del testo attraverso la strutturazione di percorsi sul metodo di studio Riepilogare i punti salienti alla fine di ogni lezione Utilizzare schede contenenti consegne-guida Fornire schede lessicali per spiegare parole chiave Proporre una diversificazione del materiale e delle consegne Promuovere inferenze, integrazioni e collegamenti tra le conoscenze e le discipline Puntare sullessenzializzazione dei contenuti e sui nuclei fondanti delle discipline Dividere un compito in sotto-obiettivi Utilizzare vari tipi di adattamento dei testi di studio (riduzione, semplificazione, arricchimento, facilitazione, ecc.) Inserire domande durante la lettura del testo, per sollecitarne lelaborazione ciclica Insegnare luso delle nuove tecnologie per i processi di lettura, scrittura, calcolo e rielaborazione Affidare responsabilit allinterno della classe, possibilmente a rotazione Lavorare sulle abilit sociali (attraverso giochi di ruolo, cooperative learning
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  • CRITERI DI INDIVIDUAZIONE ALUNNI BES (Direttiva Ministeriale 27/12/2012 e Circolare n8 del 06/03/2013) DISABILITA (L. 104/92) La Documentazione comprende: 1. Il Verbale di Accertamento della situazione di disabilit 2. La Diagnosi Funzionale 3. Il Profilo Dinamico Funzionale 4. Il Piano Educativo Individualizzato DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI: DSA, ADHD, Disturbo Oppositivo Provocatorio DOP, Borderline cognitivo, Disturbo del Linguaggio DL, Deficit delle abilit non verbali, Deficit della coordinazione motoria (Disprassia), Disturbo della condotta in adolescenza (L. 170/2010 con presenza di certificazione sanitaria o in attesa di approfondimento diagnostico). La Documentazione comprende: 1.Relazione clinica che includa la codifica diagnostica (ICD-10), il percorso di valutazione effettuato, le indicazioni di intervento, i riferimenti relativi alla presa in carico, lindicazione dei test e dei punteggi ottenuti.
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  • DSA La diagnosi di DSA pu essere effettuata dalle UONPIA delle strutture pubbliche e private accreditate (secondo i criteri previsti dalle Linee di Indirizzo regionali e dalla Consensus Conference nazionale per i DSA del 2007) ed necessaria la presenza di unequipe con competenze specifiche che includa il neuropsichiatra infant