Second view

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    22-Jul-2016

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  • Marlen Und Marlen (Simona Boglietti), Torino 1981, vive e lavora a Biella. Dopo aver frequentato l'Accademia diBelle Arti si laurea in scenografia ad indirizzo multimediale. Utilizza come principali mezzi espressivi il video e la

    fotografia ponendo particolare attenzione ai new media e alle possibili interrelazioni tra di essi. Nel 2010 partecipa alla

    rassegna Futuri-amo-spazio giovani, Fondazione d'Ars, Milano a cura di Grazia Chiesa e nel 2011 a Tra cielo e terra,

    l'arte contemporanea si mette all'asta per beneficenza, Bologna, Torino, Firenze.

    Metawaves (Christian Nicolao), Biella 1974, vive e lavora a Biella. Incomincia ad approcciarsi alla musica in teneraet per poi avvicinarsi alla chitarra, strumento studiato per anni, di cui tuttora innamorato per le infinite possibilit che

    offre, in tutti i contesti eclettico-sperimentali. La sua ricerca musicale anche una ricerca introspettiva con cui esternare

    emozioni, psicosi, elucubrazioni.

    Endegehen un collettivo composto dallartista visuale Marlen Und Marlen (Simona Boglietti) che si esprimeattraverso fotografia e video e il musicista Metawaves (Christian Nicolao) che crea architetture sonore.

    Serena Trinchero, Biella 1985, vive e lavora a Firenze. Si laurea presso l'Universit di Firenze in storia dell'artecontemporanea concentrando le sue ricerche sulle relazioni tra America ed Europa negli anni Venti attraverso lo studio

    delle little magazines. Ha curato in collaborazione con Chiara Galbusera le mostre Human(and)Nature, Madonna di

    Campiglio, 2008, parallel event di Manifesta7 e La fuga non la risposta in occasione di PrivateFlat 7, Firenze, 2011.

  • Second viewUn'altra prospettivaDal 4 luglio Ganzo, Associazione culturale ed enogastronomica Acli, ospita la mostra di

    Endegehen - Marlen Und Marlen (Simona Boglietti) e Metawaves ( Christian Nicolao).

    La mostra curata da Serena Trinchero, si protrarr sino al 26 settembre.

    America!America!America! Il grido di una scoperta che ancora oggi non smette di avere riflessi sulla nostra vita e che nella mostra Second

    view/un'altra prospettiva prende i contorni dell'esperienza personale, declinata secondo le pressioni derivanti dal nostro

    tempo, in cui, talvolta, gettare lo sguardo oltreoceano aiuta ad avere una prospettiva diversa sul quotidiano. Il panorama

    complessivo preso in considerazione parla di cose, immagini, ma soprattutto persone: affastellate, veloci, solitarie e

    ipercomunicanti, passano attraverso le strade delle citt come fantasmi assenti, come li ha definiti Marc Aug in un

    recente intervento a Firenze, e proprio per questo mai rappresentati; un homo comunicante sempre connesso, ma

    senza una relazione con il proprio paesaggio.

    Pensare all'America diviene un modo per riflettere sulle sue icone, passate e presenti, ed alla loro validit odierna. Un

    necessario ripensamento del ruolo degli Stati Uniti in questo momento sociale e politico che ci vede protagonisti, forse

    pi spettatori, di un'allargamento del mercato globale, e della nascita di nuove potenze emergenti che reclamano il

    loro spazio sulla ribalta internazionale. Le opere in mostra sembrano in particolare segnare la fine del mito del sogno

    Americano, che nelle opere To create a little flower is the labour of ages e The illusion of (Pop)pins on Nyc,

    rispettivamente del collettivo Endegehen (Marlen Und Marlen; Metawaves) e di Marlen Und Marlen (Simona Boglietti),

    sembra piuttosto prendere i connotati di un miraggio, sotto i colpi di una realt incombente.

    Pensare all'America e scoprire cos una molla per rivedere il proprio punto di vista, per affrontare il cambiamento forte

    dell'attitudine con cui affacciarsi al mondo. Sembra essere questa la relazione di Marlen Und Marlen con gli Usa in

    seguito all'esperienza newyorkese, ma anche al riflesso dell'influenza del panorama culturale e visivo americano. Ecco

    dunque che in Second view/un'altra prospettiva si vengono ad incontrare visioni urbane, pi illustrative e descrittive

    della citt di New York, frutto di un primo incontro esaltante con la terra dove e tutto possibile, rappresentanti una

    produzione precedente dell'artista. Per l'occasione queste immagini vengono rivisitate e rilette, anche grazie alla

    collaborazione con Metawaves, che vi associa una striscia audio che aiuta a dissolvere la prima positiva impressione,

    in favore di una riflessione critica a posteriori, in cui siamo tutti chiamati sotto accusa.

    Il grande pannello OF(F) Pop, creato in occasione della mostra, associa immagini pop codificate a suoni al fine di

    creare un messaggio chiaro e incisivo: un grido di denuncia, nel tentativo di sovvertire uno stato di calma apparente.

    Come viene sottolineato dal duo OF(F) POP un lavoro che parla di pop come si evince dal titolo (of pop), ma allo

    stesso tempo anela ad un annientamento totale della visione pop della realt intesa come populista e massificata (off

    pop). Le icone pop sono inserite allinterno del lavoro in chiave antipop essendo private totalmente della forte valenza

    cromatica tipica della corrente pop. Sono immagini nere che si mostrano allo spettatore con intento fortemente critico.

    Solo lultimo frame colorato in quanto lunica raffigurazione reale: rappresenta lo spettatore reso schiavo dal

    sistema dominante.

    Pensare all'America diventa un modo per parlare di noi, mentre guardiamo oltre. Questa metodologia crea un secondo

    sguardo, o come lo definisce lo studioso Hans Belting Der zweite Blick: un'altra prospettiva che rende palese come

    la manifestazione dell'immagine sia doppia, come Giano, il dio romano del passaggio, con una faccia rivolta verso a

    ci che rappresenta; l'altra verso ci che nasconde. Le immagini di Marlen Und Marlen e i suoni di Metawaves infatti,

    mettono al centro l'America, richiamando tuttavia il coinvolgimento di tutta la nostra realt. Allora, forse, non ci resta

    che affidarci a Giano, nella speranza che il nostro tempo sia un buon passaggio.

  • Endegehen, Wall void street, mixed media, 2012Marlen Und Marlen (immagini fotografiche) - Metawaves (musiche).

  • Marlen Und Marlen (Simona Boglietti), The illusion of (Pop)pins on Nyc, fotografia, 2012

  • Endegehen, To create a little flower is the labour of ages, mixed media, 2012Marlen Und Marlen (immagini fotografiche) - Metawaves (musiche).

  • Endegehen, Of(f) pop, mixed media, 2012

    Marlen Und Marlen (immagini fotografiche) - Metawaves (musiche).

    Cosa vi ha spinto a lavorare insieme? Come si compenetrano

    i vostri media?

    Abbiamo deciso di unire le nostre espressioni artistiche data la visione comune condivisa

    sulla vita e sull'arte. I media si sono mescolati naturalmente, proprio per questo motivo,

    e perch ci pare interessante esprimere uno stesso concetto con immagini e con la

    musica per potenziare il messaggio. L'affiliazione del suono alle arti visuali un'idea a

    cui siamo giunti con Endegehen dopo numerosi esperimenti, l'opera visuale viene

    contemplata dal fruitore dell'opera fungendo da porta, da varco, attraverso cui si passa

    dalla realt empirica, a una sublimazione eterea evocata dall'invisibilit del suono; un

    immersione totale all'interno dell'opera, in cui lo spettatore pu calarsi uscendone

    trasformato. Sono due linguaggi che si fortificano a vicenda creando contrasti,

    similitudini, contrappunti e distorsioni.

    Per te, Marlen Und Marlen, che cosa ha significato riprendere

    in mano opere precedenti?

    Ho ripreso i miei lavori, che avevo gi elaborato ai tempi in chiave critica: lo scuro della

    ripresa di Wall Street, il surrealismo illusionistico di Mary Poppins, la natura soffocata

    dall'urbano in To create a little flower is the labour of ages.

    In questo senso stato interessante potenziare i significati gi abbozzati ai tempi con la

    musica e con la creazione del nuovo lavoro centrale Of(f) pop che rappresenta l'oggi

    anche artistico ed allo stesso tempo irrimediabilmente legato allo storico sia personale-

    artistico che universale.

    Da quali considerazioni nasce un'opera come Of(f) pop?

    Of(f) pop l'inquietudine che deriva dalla consapevolezza di essere vittime di un sistema

    disumanizzante che inghiotte ogni forma di vita. Siamo avvinti da un profondo senso di

    perdita e di disagio, una malinconia culturale che pu essere paragonata alla condizione

    di chi ha perso una persona cui era molto legata. La moria non riguarda solo il mondo

    animale e vegetale; la pochezza mortale di cui fatto l'attuale consumismo imbellettato,

    si manifesta come mancanza di energie, di concentrazione, senso di apatia, asocialit

    e inutilit imperante: gli stessi sintomi enumerati nella letteratura psicologica alla voce

    lutto.

    Intervista a cura di Serena Trinchero.

  • www.palazziflorence.com