semplicemente io e valentina

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    10-Mar-2016

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immagini di flavio nespi poesie di valentina selene medici

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  • Semplicemente Io e

    Valentina

    Immagini di Flavio Nespi Poesie di Valentina Selene Medici

  • Io e Valentina una grande stima reciproca incominciata per caso nel 2005 quando Beppe Conti mi invi alcune sue poesie da pubblicare sul mio sito web www.valcenoweb.it, da quel momento iniziata una bella collaborazione a distanza, senza conoscerci di persona, siamo diventati in breve tempo amici virtuali. E come amici virtuali ci siamo divertiti in questo gioco di scambi, io metto foto e lei abbina poesie e viceversa Qui pubblico la nostra seconda raccolta

  • AMICO FIUME

    Sono tornata da te amico fiume

    per raccontarti il mio dolore. Tu che gi in passato

    accogliesti i miei pensieri so che mi potrai capire. Ho provato a scriverlo sopra un foglio bianco ma quelle parole dure l'animo mio ferivano.

    Voglio immergere un dito nelle tue acque chiare per provare a scrivervi

    il mio tormento. Riesco ad interpretare

    il tuo mormorio sussurando mi dici che lo posso fare. In fretta scrivo

    parola dopo parola e con piccole onde

    tu le porti via dilavandole per renderle

    pi sopportabili. Un'increspatura bianca sulla mano si sofferma un modo per dirmi che non mi abbandoni. Un sasso sulla sponda mi offre il suo riposo l dove un salice

    con l'ombra mi ristora. Posso tornare a casa l'animo si sgobrato. chi mi ha visto bimba sempre mi aiuter.

  • CASTELLI

    Restano soli

    i castelli di sabbia sulla spiaggia deserta

    ormai buia. Londa ritmica

    Lenta li sbocconcella quasi a saziare un ancestrale

    fame. Restano soli

    gli abbandonati castelli . ricoperti da rovi

    Sbocconcellati dal tempo Che nulla tralascia.

    Fine sabbia e pietre antiche unico destino

    Sorvolati da ali piumate impotenti al degrado.

  • VECCHIE PORTE

    Implacabile il tempo ovunque si posa lasciando il segno del proprio passaggio.

    Anche su voi vecchie porte di legno a lungo ha sostato.

    Ed ora dal vento socchiuse pi non siete custodi di passate realt

    in case di pietre lasciate aggrappate a un declivio montano.

    Defluiscono adagio ricordi perdendosi in alto fra nubi. Racconti di vite incerte

    a dissodare grami terreni. Racconti di amori veri

    riuniti intorno a un focolare. Non vogliono perdersi nel vento e una preghiera rivolgono a voi.

    Fermateli su carta, su foto che rimangano ricca eredit a chi ancora deve venire.

  • A RUSINA (Per tutte le, Rosine, che hanno conosciuto la guerra.)

    L'era set denansi a ina fenestra

    e l'era adr a da du ponti a na vesta A senta in pensieru che u riva pian pian

    te ricordi Rusina quande te vardavi lontan? T'eri na fjora zuvena e bella e in t i oci te gh'avi na stella.

    Te desideravi in mar e anca di fij e intantu te chisivi tuvaje e lens.

    Ma se sa che u desten l' sensa piet e del vote u contenta sultantu a met.

    Te ghe l'avi in amure ma doppu u t' lass -DISPERSO IN RUSSIA-

    i t n annunci. Ma dispersu l' na parola che te n' mai vur cap

    u t'ava fattu del prumisse prima de part. U t'ava dattu in anellu e anca mo tu porti

    anca se i didi j en gonfi e storti. A in atru amure te ne gh' mai pens in tu to co sultanti lu u gh' rest. El tuvaje e i lens ti j' regal

    e el nevude contente i t'n ringrasi. E adessa te lei, denansi alla fenestra e te continui a da di ponti alla vesta.

    Ma in raggiu de su u te varda e pian pian u te fa na caressa. Lu l' cap du to co a belessa.

    Traduzione della lirica di Valentina "Rusina" (per chi non conosce il dialetto bardigiano)

    Era seduta davanti a una finestra

    e stava dando due punti a una veste: Senti un pensiero che arriva pia piano:

    ti ricordi Rosina quando guardavi lontano? Era una ragazza giovane e bella e nei tuoi occhi avevi una stella. Desideravi un marito e dei figli

    e intanto cucivi tovaglie e lenzuola. Ma si sa che il destino senza piet e a volte accontenta soltanto a met.

    Tu avevi un amore ma dopo ti ha lasciata - DISPERSO IN RUSSIA -

    ti hanno comunicato. Ma "disperso" una parola che non hai mai voluto capire.

    Ti aveva fatto delle promesse prima di partire. Ti aveva dato un anello e ancora lo porti anche se le dita sono gonfie e storte. A un altro amore non hai mai pensato

    nel tuo cuore solo lui rimasto. E tovaglie e lenzuola hai regalato

    e le nipoti contente ti hanno ringraziata. E adesso sei l davanti alla finestra continui a dare dei punti alla veste.

    Ma un raggio di sole ti guarda e pian piano ti fa una carezza.

    Lui ha capito del tuo cuore la bellezza.

  • La voce della montagna

    Alzo lo sguardo alla cima svettante. Una croce al centro, brunita dal tempo sfrangia nubi scure, che coprono il sole.

    Di nuovo la guardo e la penso altezzosa, superba ma una voce

    al profondo mio parla. Rispet...tosa nel silenzio ascolto come fosse cosa ovvia, naturale. "Non superbia, alterigia la mia ch'io non scelsi il progetto divino.

    Solo gioia, gratitudine provo perch il Simbolo in alto, a chi passa

    da ogni parte posso mostrare." S'apre una nube e un raggio accecante

    illumina il simbolo di fede. D'istinto dalla fronte al cuore lenta la mia mano si muove...

  • LA MIA VALLE

    Esiste

    nella nostra mente un luogo nascosto

    dove tenere racchiusi i ricordi pi belli

    e le sensazioni pi calde. Nella mia valle lho collocato

    E l mi rifugio. anche solo mentalmente.

    La forza ritrovo per poter continuare

    sul sentiero, a volte tortuoso dellintricata foresta.

  • E LALBA

    (a Rosy)

    E' l'alba... di un giorno qualunque

    E tu vai al lavoro mentre gli altri vanno al mare.

    Hai lasciato il cottage nel fresco dei monti

    e occhi scuri colmi d'amore. Bianchi letti ti attendono

    e ingiuste sofferenze da gestire che spesso lasciano l'amaro nel cuore.

    Ha rovesciato il barattolo rosa Aurora per dipingere il cielo

    Vuole sfumare i prati appena tagliati gli avvallamenti ancora addormentati

    i balloni di un duro lavoro. Scende la strada, la citt s'avvicina

    bisogna vivere la quotidianit Ma non sentirti sola in mezzo alla Jungla c' qualcuno, che ti tiene nel cuore.

  • SOLITUDINE

    Certamente

    meno dura la solitudine quando la vita

    che ti fa rimanere solo che quando ti senti isolato dallindifferenza della gente

    che ti sta vicino.

  • Pasqua

    Campane che suonano a festa

    nel giorno di Pasqua. Dov' la fontana nel cortile

    per bagnarsi gli occhi al primo rintocco?

    Dov' la valle che ampia si apre allo scorrere lento del Ceno? Dov' il Pizzo d'Oca? E il Dosso

    sullo sfondo del massiccio maniero che sempre mi proteggeva?

    Dov il San Pitocco,con manto e cappello che ai suoi piedi vigila ancora?

    La vita, da loro, lontano mi ha portata ma i ricordi sempre, nella mente

    sono vivi, presenti. E allora suonate campane nel giorno di resurrezione. Col pensiero, bimba ancora

    posso correre, nel verde prato col vento che mi accarezza.

  • CASE DI PIETRA (Lavacchielli)

    Abbandonate case di pietra dimprovviso ho scoperto tra rovi e alta erba incolta

    alla fine dellincerto sentiero. Stipiti scolpiti da mani operose che con duro lavoro altrove prestigio hanno trovato.

    Cespugli di rose profumate vicino agli usci sfondati

    che invano attendono ignare una presenza gentile a curarle. Occhi vuoti a guardare il passato

    pulsanti di antichi ricordi. Mi allontano in silenzio per non disturbare

    i vaghi sentori di speranze per una vita meno grama e incerta che aleggia nelle stanze vuote fremendo fra vetri spezzati.

  • UTOPIA

    Prime ore

    di un mattino come tanti e l'alba gi s'accinge

    a svolgere il tappeto rosa. Guardo la finestra chiusa quella in basso l a sinistra dove le ore pi importanti

    con la mia famiglia trascorrevo. Immenso il silenzio e la mente

    chiare e forti riascolta le care voci ormai scomparse mentre l'intenso profumo del cespuglio di rosmarino

    mi solletica le nari. Neppure un filo di luce filtra dagli scuri chiusi

    dormono il sonno tranquillo i nuovi inquilini.

    Sono stata felice qui? Molti anni ormai ho gi vissuto e la conoscenza mi ha insegnato che la pura felicit un'utopia.

    Ho avuto giorni belli e altri anche molto tristi ma tutti sono grani

    della collana della vita. Il cielo ormai rischiara e pensosa lentamente

    verso il paese m'incammino. A destra, punto certo

    ora come allora il castello, vigile, m'accompagna.

  • MANI

    Se ne stanno riuniti in gruppi

    nella grande sala della Casa di Riposo. Seduti su seggiole con le ruote che mai avrebbero voluto.

    Donne, che di un fazzoletto nero in testa ne facevano quotidianit.

    Mani nodose dallartrite

    avvezze a torcere lenzuola,in gelide acque a mungere mucche, a zappare orti per la certezza dei pasti ricorrenti.

    mani sempre indaffarate, con scope di saggina a spazzare stanze e rincorrere figli e galline.

    Uomini, che toglievano il cappello davanti a chi per loro, era autorit.

    Mani forti, robuste che rompevano zolle piegavano viti e spaccavano legna.

    Mani, che han dovuto stringere un fucile con la morte nel cuore e la speranza

    di non trovarsi di fronte gli occhi spaventati di un nemico sconosciuto.

    Mani dallaspetto rude che riposano in grembo. Mani, che diventano leggere come ali di farfalla quando si sollevano a sfiorare il viso di un bimbo che in visita venuto a portar loro un sorriso.

  • BARDI DA MONTI

    In lontananza lo scorgevo

    giungendo a piedi da Brugnola dopo ave