Siddhartha - Giulio Cesare Giacobbe

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    24-Oct-2015

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<ul><li><p>Giulio Cesare Giacobbe </p><p>Il prezioso dono di </p><p>Siddhartha </p><p>Liberamente tratto dal Canone Pali</p></li><li><p>Propriet esclusiva Giulio Cesare Giacobbe </p></li><li><p>Il Buddha colui che ha fatto </p><p>il Grande Salto. Il Buddha colui </p><p>che ha visto la Realt. </p><p>Il Buddha colui che si liberato </p><p>dagli attaccamenti. Il Buddha colui </p><p>che non pi n bimbo n adulto n genitore. </p><p>Il Buddha colui che al di l del mondo, della vita e della morte. </p><p> Tu </p><p>sei quello.</p></li><li><p> 5 </p></li><li><p> 6 </p><p>Ogni giorno Siddhartha praticava la contemplazione camminata lungo la riva del fiume e dedicava il resto del tempo alla contemplazione seduta. Smise di affidarsi alla tradizione e alle scritture, per cercare da solo la Via. Ritorn a se stesso per imparare dai propri successi e dai propri errori. Non temeva pi il piacere che la contemplazione dava alla sua mente e al suo corpo e un senso di pace e di benessere lo pervadeva. Non tentava pi di fuggire dalle sensazioni e dai pensieri, ma osservava il loro sorgere, il loro poco durare e il loro finire, mantenendone la coscienza. Rinunciando al desiderio di fuggire dal mondo dei fenomeni, rimase fermo nel mondo dei fenomeni e scopr di essere perfettamente presente a se stesso. Siddhartha passava dalla contem-plazione sul corpo a quella sulle sensazioni, dalla contemplazione sulle sensa-zioni a quella sui pensieri. Vide che i pensieri nascono e svaniscono nella mente. Vide lunit di mente e corpo, vide che ogni cellula del corpo contiene la saggezza delluniverso. Cap che doveva semplicemente guardare pi a fondo in un granello di polvere per ritrovarvi il vero volto dellintero uni-verso, perch il granello di polvere in se stesso luniverso e, se non esistesse, nemmeno luniverso esisterebbe. Siddhartha super lidea di un S perma-nente e indipendente, lanima, e trasal comprendendo di essere stato fino ad allora imprigionato nella falsa idea dellanima come la presentavano i Veda. In realt tutte le cose sono prive di un S permanente e indipendente. Il non-s la vera natura dellesistenza. Giorno e notte sedette sotto lalbero di pippala, mentre nuovi livelli di co-scienza si risvegliavano in lui come abbaglianti lampi di luce. Fu precisa-mente in quei giorni, in cui Siddhartha faceva tali e tanti progressi nel cammino, che comparve Svasti, il giovane guardiano di bufali. Siddhartha accettava con gioia le bracciate di erba kusa appena tagliata che il ragazzo undicenne gli portava. E bench Sujata, Svasti e i loro amici non fossero che bambini, Siddhartha parlava loro della sua nuova conoscenza. Era felice di vedere la facilit con cui quei bambini di campagna, privi di istruzione, capi-vano le sue parole. Ne fu rincuorato, e seppe che la porta della perfetta illu-minazione si sarebbe aperta presto. Sapeva di avere ormai la chiave meravi-</p></li><li><p> 7 </p><p>gliosa: la verit della natura interdipendente e priva di un S di tutti i fenomeni. Ai piedi dellalbero di pippala Siddhartha raccolse il suo formidabile potere di concentrazione nellesame del corpo. Vide che ogni cellula del corpo come una goccia dacqua immersa nel fiume infinito di na-scita esistenza e morte, senza riuscire a trovare nel corpo una sola cosa che ri-manga immutata o di cui sia lecito dire che costituisca un S permanente e indipendente. Mescolato con il fiume del corpo scorre il fiume delle sensa-zioni, in cui ogni goccia dacqua una sensazione. E anche queste gocce si accavallano in un processo continuo di nascita esistenza e morte. Con potente concentrazione, Siddhartha investig quindi il fiume del pensiero, che scorre intrecciato al fiume del corpo e delle sensazioni. Le gocce del fiume del pensiero si frammischiano influenzandosi lun laltra, in un identico processo di nascita esistenza e morte. Se il pensiero corretto, la realt si rivela; se distorto, la realt si vela. Gli uomini sono eternamente preda della sofferenza a causa del pensiero distorto: credono permanente ci che impermanente, dotato di un S ci che privo di un S, soggetto a nascita e morte ci che non soffre n nascita n morte in quanto non esistente, e dividono ci che non si pu dividere, luniverso. Quindi illumin con la coscienza gli stati men-tali che causano la sofferenza: desiderio, brama, paura, ira, odio, arroganza, gelosia, avidit e ignoranza. La coscienza divamp in lui come un sole ra-diante, e Siddhartha us il sole della coscienza per illuminare la natura di questi stati mentali negativi. Vide come tutti nascono a causa dellignoranza dellimpermanenza, a causa della falsa convinzione che esistano dei S, delle sostanze, permanenti e indipendenti. E lesatto contrario della coscienza. La credenza nella permanenza, nellesistenza di sostanze per-manenti e indipendenti ignoranza della realt, tenebra, assenza di luce. Vide che la chiave per giungere alla Liberazione perforare lignoranza e pe-netrare nel cuore della realt facendone esperienza diretta. La conoscenza della realt, infatti, non cognizione intellettuale, ma esperienza diretta. Una notte dopo laltra Siddhartha medit ai piedi dellalbero di pippala, facendo splendere la luce della coscienza sul suo corpo, la sua mente e tutto luni-verso. Un giorno Sujata gli port riso cotto nel latte e nel miele e Svasti una bracciata di erba kusa. Dopo che Svasti lebbe lasciato per ricondurre i bufali a casa, Siddhartha fu invaso dalla sensazione che quella notte stessa avrebbe ottenuto il Grande Risveglio. Grazie alla concentrazione dellattenzione, la mente il corpo e il respiro di Siddhartha erano perfettamente unificati. La pratica della concentrazione dellattenzione laveva reso capace di sviluppare grandi poteri di osservazione che ora poteva usare per illuminare di co-scienza il corpo e la mente. Senza vacillare, illumin di coscienza la propria mente. Vide che gli esseri viventi soffrono perch non comprendono che partecipano della stessa natura di tutti gli esseri. Lignoranza d nascita a uninfinit di pene, di confusione e difficolt. Avidit, ira, arroganza, dubbio, gelosia e paura, affondano tutti le radici nellignoranza dellimpermanenza. Imparando a calmare la mente per vedere pi a fondo nella vera natura delle cose, possiamo giungere alla comprensione globale che dissolve ogni ansia e ogni dolore, sostituendoli con laccettazione e lamore. Siddhartha vide che </p></li><li><p> 8 </p><p>comprensione e amore sono ununica cosa. Senza comprensione non vi pu essere amore. Il carattere e il comportamento degli esseri umani normal-mente il prodotto di condizioni ambientali, fisiche, emotive e sociali indipendenti dalla loro volont. Questa comprensione ci impedisce di odiare anche chi agisce crudelmente e ci spinge anzi a fare qualcosa per cambiare lo sue condizioni. La comprensione origina compassione e amore, i quali a loro volta determinano la giusta azione. Per poter amare, bisogna prima comprendere: ed ecco dunque che la comprensione si rivela la chiave della Liberazione. Per sviluppare la chiara comprensione necessario vivere nella coscienza dei nostri stessi processi mentali e della realt che ci circonda, ve-dendo la realt di quanto avviene dentro e fuori noi stessi, in diretto contatto con la vita nel momento presente. La pratica della coscienza rafforza la capacit di guardare in profondit. Se sappiamo vedere dentro il cuore delle cose, le cose si rivelano. Questo, il tesoro segreto della Coscienza: essa conduce allIlluminazione e quindi alla Liberazione. Siddhartha cap di avere trovato la Grande Via. Sujata, portandogli il cibo a mezzogiorno, vide Siddhartha seduto sotto il pip-pala, radioso come il mattino. Cento volte laveva veduto sedere sotto il pippala in dignit e maestosit, ma oggi aveva qualcosa di diverso. Mentre lo guardava, Sujata sentiva svanire pene e preoccupazioni. Una felicit fresca come la brezza primaverile le colm il cuore. Sent di non avere bisogno e di non desiderare nientaltro di quello che cera, che tutto nelluniverso era buono e benevolo e che nessuno doveva temere o disperarsi mai pi. Fece al-cuni passi e depose il cibo davanti a Siddhartha. Poi si inchin, sentendo che la pace e la gioia che lo pervadevano si trasmettevano a lei. Siedi vicino a me, la invit Siddhartha con un sorriso. Ti ringrazio del cibo e dellacqua che mi hai portato in tutti questi mesi. Oggi il giorno pi felice della mia vita perch, questa notte, ho trovato la Grande Via. Dividi con me questa felicit. Presto insegner la Via a tutti. Sujata giunse le mani per chiedere il permesso di parlare. Tu sei il ri-svegliato, colui che indica come vivere in coscienza. Possiamo chiamarti il Risvegliato? Siddhartha annu. Ne sarei davvero contento. Gli occhi di Sujata brillarono. Nella lingua magadhi, continu la fanciulla, usiamo la parola budh per dire svegliarsi. Una persona risvegliata sarebbe quindi chiamata Buddha. Possiamo chiamarti Buddha? Siddhartha annu di nuovo. </p></li><li><p> 9 </p><p>Fratelli, ognuno di voi ha Natura di Buddha. Ognuno di voi pu far cessare la propria sofferenza in qualsiasi momento. E sufficiente che esercitiate la Coscienza e il Non Attaccamento, che vi distacchiate dai vostri pensieri e dalle vostre paure, dai vostri desider e dai vostri od osservandoli con la Co-scienza, che vediate il carattere non permanente della realt, che sviluppiate dentro di voi lAmore Universale. Per fare ci, prendete atto delle Quattro Nobili Verit e praticate gli Otto Nobili Sentieri. Se lo farete, otterrete lIl-luminazione e la Liberazione. Questo, il Dharma. </p></li><li><p> 10 </p><p>Le Quattro Nobili Verit </p><p>Fratelli, ci sono quattro verit: lesistenza della sofferenza, la causa della sofferenza, lestinzione della sofferenza e il sentiero che conduce allestinzione della sofferenza. Le chiamo le Quattro Nobili Verit. Fratelli, la Prima Nobile Verit lesistenza della sofferenza. Nascita, vecchiaia, malattia e morte, sono sofferenza. Tristezza, ira, invidia, timore, ansia, paura e disperazione, sono sofferenza. Lassenza di ci che si ama, sofferenza. La presenza di ci che si odia, sofferenza. Il desiderio, sofferenza. Lavversione, sofferenza. Questa, la Prima Nobile Verit. Fratelli, la Seconda Nobile Verit la causa della sofferenza. La causa della sofferenza lattaccamento. Lattaccamento a sua volta causato dallignoranza. Lignoranza che causa lattaccamento lignoranza della realt, lignoranza che la realt impermanente e priva di sostanze. Lignoranza della realt produce lattaccamento perch si crede permanente ci che impermanente e dotato di sostanza ci che privo di sostanza. Lattaccamento produce la tristezza, lira, linvidia, il timore, lansia, la paura e la disperazione. Questa, la Seconda Nobile Verit. Fratelli, la Terza Nobile Verit lestinzione della sofferenza. La sofferenza pu estinguersi con lestinzione dellignoranza e quindi dellattaccamento. Questa, la Terza Nobile Verit. Fratelli, la Quarta Nobile Verit la via che conduce allestinzione della sofferenza: sono gli Otto Nobili Sentieri. </p></li><li><p> 11 </p><p>Questa, la Quarta Nobile Verit. </p></li><li><p> 12 </p><p>Gli Otto Nobili Sentieri </p><p>Fratelli, chiamo Retti Sentieri gli Otto Nobili Sentieri della Retta Conoscenza, della Retta Volont, della Retta Coscienza, della Retta Attenzione, del Retto Pensiero, della Retta Parola, della Retta Azione, della Retta Professione. Seguendo gli Otto Nobili Sentieri ho raggiunto lIllu-minazione, la Coscienza e la Liberazione. Fratelli, perch chiamo questi sentieri i Retti Sentieri? Li chiamo Retti perch non negano la sofferenza ma indicano nellesperienza della sofferenza stessa il mezzo per superarla. La Retta Conoscenza costituisce lIlluminazione e produce la Retta Volont. La Retta Volont genera la Retta Coscienza. La Retta Coscienza conduce alla Retta Attenzione. La Retta Attenzione produce il Retto Pensiero. Il Retto Pensiero genera la Retta Parola, la Retta Azione e la Retta Professione. Due, sono gli estremi che chi percorre i Retti Sentieri deve evitare. Il primo limmergersi nei piaceri dei sensi, il secondo la mortificazione che nega al corpo le sue necessit. Il cammino da me scoperto la Via di Mezzo, che evita entrambi gli estremi e conduce alla Conoscenza, alla Coscienza, alla Liberazione. </p></li><li><p> 13 </p></li><li><p> 14 </p><p>La Retta Conoscenza </p><p>Una foglia di pippala, stagliata contro il cielo azzurro, ondeggiava verso di me come se mi chiamasse. Osservandola in profondit, vi distinsi chia-ramente la presenza del sole e delle stelle. Perch senza sole, senza luce e ca-lore, quella foglia non sarebbe esistita e senza lesistenza delle stelle, neppure il sole, sarebbe esistito. Anche le nuvole, vidi nella foglia, perch senza nuvole non c la pioggia e senza la pioggia quella foglia non poteva esistere. E vidi la terra, il tempo, lo spazio: tutti presenti nella foglia. In verit, in quel momento preciso, luniverso intero si manifestava nella foglia. La realt della foglia era un miracolo stupefacente. Generalmente si pensa che una foglia sia nata a primavera, ma io vidi che essa esisteva in potenza gi da tanto, tanto tempo, da quando esistevano le stelle e il sole che ne permettevano lesistenza, poich in verit quella foglia esisteva nella luce del sole, nelle nuvole, nel-lalbero ed anche in me stesso che la percepivo. Comprendendo che quella fo-glia non esisteva in s ma soltanto in quanto parte delluniverso in cui ogni cosa collegata alle altre, compresi che quella foglia non era mai nata ma era sempre esistita nelluniverso che da sempre esiste. Comprendendo che quella foglia non era mai nata, compresi che anche io, non ero mai nato. Entrambi, la foglia e me stesso, ci eravamo semplicemente manifestati in quel momento ma da sempre esistevamo in potenza nelluniverso. Poich non eravamo mai nati, non potevamo morire, perch non pu morire luniverso che da sempre esiste e nel quale ogni cosa contenuta. Vidi dunque che la foglia e il mio corpo erano una cosa sola. Nessuno dei due possedeva un S separato e in-dipendente, nessuno dei due poteva esistere indipendentemente dal resto delluniverso. Questa visione profonda dissolse in me le idee di nascita e di morte, di comparsa e di scomparsa, e il vero volto della foglia, assieme al mio </p></li><li><p> 15 </p><p>stesso volto, divennero manifesti. Vidi che lesistenza di ciascun fenomeno, a rendere possibile lesistenza di tutti gli altri fenomeni. Luno contiene il tutto e il tutto contenuto nelluno. Vedendo la natura impermanente e inter-dipendente di tutti i fenomeni, io ne vidi perci la natura vuota: tutti i feno-meni sono vuoti di un S permanente e indipendente. Compresi che la chia-ve della Liberazione sta nei due princip dellinterdipendenza e del non-s. Illuminando i cinque fiumi della percezione che generano lIo, e cio le sensazioni le emozioni i pensieri la volont e la coscienza, io compresi che limpermanenza e lassenza di un S permanente e indipendente sono le condizioni indispensabili alla vita. Senza impermanenza, senza mancanza di un S permanente e indipendente, nulla potrebbe crescere ed evolversi. Se un chicco di riso non avesse la natura d...</p></li></ul>