Silenzio anteprima

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    06-Apr-2016

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Joshua, cinquantenne contabile in una societ che si occupa di progettazione, marketing e pubblicit, si alienato in un lavoro poco gratificante, ma che costretto a svolgere per la normale sopravvivenza. Sin dall'infanzia, rappresentazioni quasi esoteriche lo proiettano in un mondo di dubbi e quesiti. Ci lo conduce a sviluppare una particolare sensibilit che difficilmente si integra con la superficialit della vita quotidiana. Vive quasi in idiosincrasia con il genere umano. Riesce a godere di piccoli piaceri scaturiti da cose semplici e da momenti trascorsi insieme alle poche e scelte amicizie che accompagnano i suoi giorni. La vita lo costringe a perdere il suo grande amore. Ci ne condizioner l'esistenza. Ma Joshua ha sempre la consapevolezza che l'unico sentimento in grado di far superare tutti gli ostacoli e di muovere le montagne l'amore: nulla lo pu fermare.

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  • Antonio Noto

    Silenzio

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  • Copyright 2014 - Tutti i diritti sono riservati per tutti i PaesiCasa Editrice Antipodeswww.antipodes.itinfo@antipodes.it

    ISBN: 978-88-96926-47-5

    Antonio Noto, Silenzio, Antipodes, Palermo 2014

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  • Ama chi ti ama, non amare chi ti sfugge,ama quel cuore che per te si strugge.

    Non tama chi amor ti dice,ma tama chi guarda e tace

    William Shakespare

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  • Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti da ritenersi puramente casuale.

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  • Capitolo1

    una sera dottobre. Il cielo plumbeo diffonde unevanescentesensazione di tristezza e malinconia, il rumore ovattato dellemacchine che scorrono lungo la via accanto alla finestra, conciliaquel senso di torpore e arrendevolezza che nelle ultime ore di unagiornata frenetica e a volte umiliante assale chi riuscito ancoraper un giorno a sopravvivere al mondo.

    La sera che insegue la notte sembra suggerire un momento diriflessione e concede una pausa per ripercorrere gli avvenimentidelle ore trascorse.

    Lormai metodico e quasi aberrante susseguirsi di azioni sempreuguali e ripetitive si snoda tra le pieghe di una memoria breve econtemporanea: difficile carpire momenti che hanno segnato unpicco nel tracciato di un immaginario elettrocardiogramma. Cosstato capace di modificare questo senso di pacatezza simileallarrendevolezza? Un sorriso, un contatto, uno sguardo, unaparola, un gesto, un odore, un sapore, un colore, una canzone,piccoli eventi capaci di restituire grandi emozioni, di modificare lapiattezza di una vita non vissuta ma subita.

    Ci che stato, stato ci che sar, sar e tutto ci cheviene catalogato in quellarchetipo definito libero arbitrio, potr

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  • essere incastonato nelle celle che compongono il percorso di vitache ognuno di noi percorre?

    La frenetica giornata, puntellata da appuntamenti concordati,telefonate inattese, problemi irrisolti e colloqui mancati, seppur nellasua apparente iperattivit, trascorsa lenta e in quellora chedifficilmente pu catalogarsi tra pomeriggio e sera, rientratinellumile alloggio che definiamo casa, il resoconto che si riesce atirarne fuori scarno e disadorno.

    I gesti compiuti ormai roboticamente, sempre uguali e ripetitivi,vengono interrotti da piccoli eventi che costellano i minuti trascorsi dipiccole meteore, fugaci apparizioni di bagliori che schiariscono il buio.

    Nel suo loft, situato nella periferia cittadina, Joshua stravaccatosul divano in pelle bianca ripercorreva gli attimi della sua giornatacercando di trovare quei piccoli segnali che lo avevano fatto sentireancora vivo.

    Gi, il loft lo aveva voluto fortemente quando si era separatodalla moglie. Aveva cercato in lungo e in largo prima di decidere.Ne aveva visitato a decine ma nessuno gli era sembrato adatto allesue aspettative. Sembravano tutti uguali ed in nessuno aveva scortoquel senso di libert che anelava, in nessuno aveva trovatolassenza di ostacoli e vincoli che impedissero ogni liberamovimentazione dellarredo e delle suppellettili. La pocaluminosit, dovuta al fatto di trovarsi quasi sempre al piano terra,rendeva quegli spazi, nonostante alcuni di loro fossero grandissimi,angusti e claustrofobici.

    La mancanza di uno spazio esterno dove poter riposare e goderedel caldo abbraccio dei raggi solari di cui era avido, aveva fatto sche la sua ricerca risultasse infruttuosa per parecchio tempo.

    Ma un giorno di maggio, allimbrunire, passeggiando senza metaa bordo della sua moto lungo le strade periferiche della citt, avevanotato un cartello che nella sua semplicit e diversit, aveva attiratola sua attenzione. Era un comunissimo ritaglio di cartone, contornatoper, in modo quasi maniacale, con del nastro telato rosso,

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  • laccuratezza con cui era stato predisposto il tutto, rendevalinsieme particolare ed inusuale. A caratteri vergati a mano, macon strabiliante precisione, erano impresse le seguenti parole:AFFITTASI LOFT 333.5478 nullaltro!

    Dimpulso, senza alcuna apparente ragione e senza specificomotivo, si era fermato a bordo strada e con il motore ancora accesoaveva cercato il cellulare nel marsupio. Aveva composto quel numeroe dopo uninfinita attesa, una flebile voce aveva risposto Sii?

    Come si pu rispondere al cellulare con quel semplicemonosillabo, era come se linterlocutore o linterlocutrice (non erariuscito a decifrare da quel sibilo il sesso), attendesse quella chiamatae che conoscesse in anticipo la richiesta che le sarebbe stata fatta dil a poco. Cercando di mantenere il tono di voce alquanto asetticoaveva comunicato con la donna (se ne rese conto subito dopo),fissando un appuntamento per lindomani per visionare lalloggio.

    Ci che lo aveva turbato durante la conversazione, era stato il fattoche la donna insistentemente gli aveva ripetuto di non attendersimolto dal loft, gli aveva spiegato che si trattava di un unico ambiente,grande allincirca una settantina di metri quadri. Vi si accedevadallandrone di un palazzo costruito intorno agli anni settanta elunico confort, consono al vivere civile, era rappresentato dal bagnoricavato con muri di cartongesso allangolo estremo dello spazio.

    Il giorno seguente recatosi sul luogo concordato in largo anticipo,come era solito fare, aveva atteso fumando e ammazzando il tempoosservando le poche persone che transitavano in zona. Poneva la suaattenzione al modo di muoversi di quegli esseri che gli passavanoaccanto, cercando di scrutare nei loro occhi come se potesserotrasmettergli pensieri e sensazioni. Era convinto che qualsiasi seppurinvolontario messaggio venisse fuori e si propagasse attraverso losguardo. Era per questo che riteneva di riuscire a capire dallincrociodella reciproca visuale se una persona fosse felice o meno.

    In perfetto orario si present dinanzi a lui una giovane ragazza.Non poteva certo definirsi una stangona. La sua piccola statura

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  • comunque rendeva merito ad un corpo ben equilibrato e diproporzioni quasi perfette. Le gambe e le braccia risaltavano da unabitino stampato a fiori molto semplice ed era evidente unassiduapratica sportiva. I capelli castani tendenti al biondo, raccolti in unacrocchia tenuta su da una matita, incorniciavano il volto di unincarnito quasi porcellaneo. Gli occhi di grandi proporzioni rispettoai lineamenti generali, avevano un colore azzurro languido e lelunghe ciglia che li racchiudevano facevano risaltare ancor di piquello sguardo perso nel vuoto, come se nessuno potesse turbarla.Ma quando, muovendo le sue labbra carnose e regolari prive di alcuntrucco, emise un suono soave, quasi etereo, profanando la quiete dellastrada, Joshua rimase estasiato, stordito. Quella voce sembravaprovenire da un altro mondo calda, sensuale, suadente. Trasmettevapacatezza e tranquillit. Spandeva intorno unarmonia infinita.

    Presentatasi con cordialit lo invit a seguirla. Giunta dinanzi alportone della palazzina che ospitava il loft, cominci a rovistareallinterno della sua grande borsa a sacco. Una miriade di oggettivennero tirati fuori. Tra questi, la quantit di libri, opuscoli, stampee manuali, rivelarono una smodata avidit letteraria. Dopo un po, inmezzo a tutto quel bailamme, tintinnarono le chiavi, erano raccolteinsieme e trattenute da un nastro rosso legate da un fiocco. Joshuaguard la ragazza e gli parse di scorgere un leggero rossore sulle sueguance. Limbarazzo scomparve quando, aperto il portone di legnoscuro e percorso il piccolo androne, si ritrovarono sulla sinistradinanzi la porta dellappartamento che la giovane, dopo svariati goffitentativi, riusc finalmente ad aprire. Dopo si volt verso di lui esbuff in una risata coinvolgente.

    Appena Dahlia (era questo il suo nome) ebbe aperto le serrandedelle vetrate poste sul lato lungo del loft, la luce inond lintero spazio.

    Lingresso poneva lospite in una visuale completa dellinterospazio e Joshua si rese conto che la ragazza non aveva mentito sulladisposizione dellambiente.

    Il lungo rettangolo parquettato era completamente disadorno; si

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  • scorgevano soltanto, la porta del presumibile bagno in fondo, asinistra la finestra che dava sulla strada e di fronte ad essa la lungaserie di porte finestre che percorrevano il lato perimetrale pi lungo.

    Le sensazioni di benessere, di libert, di apertura al mondo interoche pervasero Joshua in quel momento furono percepite da Dahlia.Erano state le stesse che tempo addietro avevano scalfito la suaanima, quando suo padre laveva portata l e le aveva comunicato chequello era il suo regalo di compleanno.

    Varcata la soglia di una delle porte finestra, giunsero nello spazioesterno di pertinenza. Una porzione della parte antistante il loft erapavimentata con piccoli ciotoli di porfido e delimitata da due piccolimuretti in pietra naturale, mentre pi avanti, un piccolo bosco diconifere contornava la propriet. La sensazione di frescura chetrasudava da quel piccolo mondo vegetale, incastonato nellabruttura del cemento che lo circondava, rendeva linsiemegradevole e quasi innaturale.

    Fu a quel punto che Joshua cominci a domandarsi chi fossequella donna. Laspetto quasi hippy del suo abbigliamento, lemovenze quasi impacciate, quel suo modo di parlare, facevanopensare ad u