Storia d'Impresa Varini

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www.AppuntiBicocca.com StoriadImpresa Prof.Varini Anno2009/10 Economia

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ASPETTI TEORICI4 LA RIFLESSIONE IN TEMA DI IMPRENDITORE.4 LA TRADIZIONE CONTINENTALE5 LA TRADIZIONE ECONOMICA ANGLOSASSONE5 LA SINTESI DIFFICILE: MARSHALL, KNIGHT e SCHUMPETER.6 LIMPRENDITORE8 DALLA SCUOLA NEO-AUSTRIACA ALLA "ENTREPRENEURIAL HISTORY8 VERSO UNA CONCEZIONE DINAMICA DELL'IMPRESA9 LA TEORIA EVOLUTIVA DELL' IMPRESA21 TEORIA DELL'IMPRESA E STORIA D'IMPRESA23 LA STORIA D'IMPRESA E L'EVOLUZION'E DELL'AMBIENTE SOCIO CULTURALE 25 ETICA, IDEOLOGIA E ATTEGGIAMENTI DELLA COLLETTIVITA25 FAMIGLIA E GENERE.25 LA PRESENZA FEMMINILE NEL MONDO DEGLI AFFARI26 IL RUOLO DELL'ISTRUZIONE 26 L'IMPRESA E LE ISTITUZIONI 26 SISTEMI FINANZIARI E FINANZA DIMPRESA27 L'EVOLUZIONE DEL QUADRO NORMATIVO28 L'EVOLUZIONE DELLA DISCIPLINA GIURIDICA IN MATERIA DI BILANCI E CORPORATE GOVERNANCE 28 DIMENSIONE E PERFORMANCE DELLE IMPRESE IN PROSPETTIVA STORICA29 DUE INDICATORI DI PERFORMANCE: LONGEVIT E REDDITIVIT33 INDICATORI SINTETICI DELLA PERFORMANCE DI LUNGO PERIODO DELLE 100 MAGGIORI IMPRESE MONDIALI AL 1912.34 REDDITIVIT36 FORME D'IMPRESA36 LA GRANDE IMPRESA MANAGERIALE37 ALTRE FORME DI GRUPPI DI IMPRESE 40 FORME FLESSIBILI DI PRODUZIONE: RETI DI IMPRESE E DISTRETTI40 L'EVOLUZIONE DELL' ORGANIZZAZIONE42 Page2of2

www.AppuntiBicocca.comStoriadellimpresaProf.Varini2009/10 IMPRESA E LAVORO45 L'IMPRESA, IL PROGRESSO TECNICO E L'ATTIVITA INNOVATIVA48 MARKETING E RELAZIONI PUBBLICHE49 L'IMPRESA PUBBLICA: ASCESA E DECLINO53 LO SVILUPPO DELLA IMPRESA PUBBLICA53 LE PRIVATIZZAZIONI56 PERCH LE PRIVATIZZAZIONI?56 OBIETTIVI DELLA PRIVATIZZAZIONI57 LE CONSEGUENZE DELLE PRIVATIZZAZIONI59 CAPITOLO 259 L'IMPRESA INDUSTRIALE ITALIANA: I TEMI59 PROTAGONISTI DELL'APPROCCIO MACRO BANCA E STATO 60 UNA NUOVA PROSPETTIVA: L'APPROCCIO MICRO (ANNI '70)61 LA CAPACIT INNOVATIVA: INTERPRETAZIONI61 IL DECLINO INDUSTRIALE62 LA STRUTTURA DELL'ECONOMIA ITALIANA NEL LUNGO PERIODO62 LA CONCENTRAZIONE INDUSTRIALE68 I GRUPPI70 LO STATO E LA GRANDE IMPRESA73 LA PICCOLA E MEDIA IMPRESA76 SISTEMI DI IMPRESE E DISTRETTI INDUSTRIALI77

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ASPETTI TEORICI INTRODUZIONE

L'obiettivo di questa parte del corso quello di fornire un inquadramento teorico all'evoluzione storica dell'impresa. Un excursus attraverso la riflessione sull'imprenditore e sull'impresa, operata da alcuni "classici" del pensiero economico, servir a comprenderne la rilevanza per la storia d'impresa. L'impresa , infatti, unistituzione centrale dello sviluppo economico moderno. Unistituzione che agisce dinamicamente ed in grado, con le sue scelte strategiche, non soltanto di superare i vincoli imposti dalla tecnologia e dal mercato, ma di contribuire direttamente alla loro trasformazione. Tale posizione stata, ed ancora probabilmente , minoritaria allinterno del corpus teorico e dottrinale. Due percorsi dindagine: - La riflessione in tema dimprenditore. - L'elaborazione di una concezione dinamica dellimpresa.

LA RIFLESSIONE IN TEMA DI IMPRENDITORE. L'imprenditore rappresenta uno dei protagonisti most intriguing e, al tempo stesso, pi elusivi del cast che interpreta la vicenda che oggetto di studio dell'analisi economica [Baumol, 1968]. Per due ragioni: 1. la natura, sfuggente e mutante, dell'imprenditore 2. elemento perturbatore dell'equilibrio ideale studiato dal mainstream Due principali tendenze di elaborazione concettuale che si inseriscono nella pi ampia riflessione filosofica:Page4of4

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i) continentale: che privilegia un approccio ermeneutico-interpretativo, lascia spazio all agire individuale. ii) privilegia l'analisi dell'oggetto (impresa, ma anche PNL) e rigetta quella dell'agire individuale

LA TRADIZIONE CONTINENTALE - Risale all'Italia pre rinascimentale: legittimazione del profitto come remunerazione del rischio (mercantile); poi concettualizzazioni di imprenditore (d 'ora in poi I) RICHARD CANTILLON (1755): - LI (entrepreneur) chi cerca di sfruttare le opportunit del mercato create dalla discrepanza fra domanda e offerta, vale a dire il vero organizzatore di tutto ci che si produce - L'ABATE BAUDEAU (1730 -1792): la fisiocrazia riconosce uno specifico ruolo alla classe imprenditoriale nell'attivit economica (fittavolo): rischio + innovazione. - MELCHIORRE GIOIA (1815): Gli intraprenditori sono agenti intermedi tra i proprietari e i capitalisti da una parte e la massa degli operai dallaltra. - JEAN-BAPTISTE SAY (1828) il primo a sottolineare con forza il ruolo manageriale dell 'imprenditore. Distinzione fra la funzione di fornire capitale e quella di sovrintendere, dirigere e controllare la produzione.

LA TRADIZIONE ECONOMICA ANGLOSASSONE Nella scuola economica classica d'oltre Manica la funzione imprenditoriale risult ampiamente trascurata, almeno fino alla met del XIX secolo. - ADAM SMITH (1776) ignor, di fatto, l'imprenditore: egli coglieva concettualmente la differenza, a livello di funzione, fra il procurare lo stock di capitale necessario all'attivit produttiva, in cambio di profitti, e quella di ispezione ePage5of5

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direzione, retribuita da salario; per identificava i titolari delle due funzioni in un solo soggetto, non distinguendo fra capitalista e imprenditore. Quando Smith scriveva, cio agli albori della 1 Rivoluzione Industriale le forme di organizzazione produttiva delle prime manifatture non si discostavano poi molto da quelle da lui evocate. Le fabbriche erano quasi sempre di dimensione limitata e le imprese solitamente operavano con una fabbrica soltanto. - RICARDO (1821) non riconosceva nella capacit innovativa la caratteristica distintiva del capitalista/imprenditore rispetto agli altri capitalisti: il suo vantaggio sarebbe stato al pi presto riassorbito dal sistema e ricondotto all'interno della logica dell'equilibrio - JOHN STUART MILL (1848), lamentando l'assenza in lingua inglese di un vocabolo equivalente ad entrepreneur, di fatto introduceva nel suo idioma il termine francese, al quale per finiva con l'attribuire la connotazione di dirigente stipendiato, retribuito con una quota del monte salari e non titolare quindi di una funzione autonoma. - KARL MARX nel Capitale distingue fra capitalista attivo che realizza un guadagno d'imprenditore e proprietario del capitale: il primo paga al secondo l'interesse, una porzione del profitto lordo che spetta alla propriet del capitale in quanto tale; queste potenziali aperture vengono per ricondotte all'interno delle ferree leggi di funzionamento del sistema capitalistico. Il guadagno d'imprenditore non si contrappone al lavoro salariato, ma solo all'interesse; quindi un salario, un salario di controllo del lavoro. In questi ultimi epigoni delta scuola classica, c' qualche accento di novit, ma l'Inghilterra dell'et vittoriana era ormai un paese giunto all'apogeo della sua maturit industriale, in cui la railway mania degli anni Quaranta aveva aperto la strada ad imprese di notevoli dimensioni, ad un dinamico mercato di capitali e all'affermazione delle societ per azioni.

LA SINTESI DIFFICILE: MARSHALL, KNIGHT e SCHUMPETER. A fine '800 lo scenario si complica: diviene, infatti, arduo proseguire per la traccia fin qui seguita a fronte all'impressionante fioritura di nuove teorie, alle proclamate rotture con tradizioni teoriche precedenti.Page6of6

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- In G.B. ALFRED MARSHALL inaugura un ambito di studi, l'economia industriale, in cui riserva all' imprenditore un ruolo specifico: quello di organizzatore della produzione, retribuito con una quota dei profitti: osserva infatti che sembra preferibile in certi casi riconoscere la organizzazione come un quarto fattore della produzione. Marshall tende per a limitare questi casi soprattutto alle piccole e medie imprese. Invece negli USA del '900 c' una linea di ricerca di matrice istituzionalista, che parte da Frank Knight e arriva a Coase e WilIiamson (rinvio). - Per KNIGHT l'aspetto che definisce l'imprenditore non pi l'innovazione ma il rischio e l'incertezza. Mentre il rischio qualcosa di misurabile e valutabile ex-ante, lincertezza fa riferimento a qualcosa che non lo , perch implica situazioni nuove e sconosciute: il compito della previsione, della direzione della tecnologia e del controllo della produzione spetta ad un ristretto gruppo: gli imprenditori.JOSEPH A. SCHUMPETER

In S., esponente dell'indirizzo continentale in cui convivono l'impronta storicista, accenti dell'economia politica classica e dell'individualismo metodologico propugnato dalla dottrina economica austriaca. L'innovazione per S. l'anima del processo capitalista. - la capacit di compenetrazione di aspetti micro e macro-economici, trova la sua massima applicazione nella figura dell'imprenditore innovatore. - Le innovazioni sono il fatto fondamentale del capitalismo: esse provocano cambiamenti che danno luogo alla "evoluzione economica". - L'innovazione "l'introduzione di una nuova funzione di produzione": un nuovo prodotto o processo, nuove forme di organizzazione, nuovi mercati, ecc. - Tutte le innovazioni sono, di norma, inco