Uomini & Pareti 2

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    08-Feb-2016

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Preparatevi a un viaggio nel duplice mondo del gesto sulla roccia e dellavventura che spinge oltre il limite. Le sedici interviste presentate in questo secondo volume di Uomini e pareti - che esce a distanza di ben sette anni dal primo - sono uno spaccato avvincente dellalpinismo e dellarrampicata contemporanei di inizio millennio; ne comunicano lessenza, fanno assaporare la passione e portano limmaginazione lontano.

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    Carlo Caccia Matteo Foglino

    Incontri ravvicinati con i protagonisti

    del verticale

    2UOMINI&PARETII R A M P I C A N T I

    E D I Z I O N I V E R S A N T E S U D

  • Prima edizione: Giugno 2009

    Copyright 2009VERSANTE SUD S.r.l.Via Longhi, 1020137 MilanoTel. 027490163www.versantesud.itversantesud@versantesud.it

    Tutti i diritti riservati

    Disegni: Eugenio Pinotti

    Ringraziamenti:Patricia Bamert, Mauro Farina, Christine Kopp, Luca Signorelli.

    Carlo Caccia nato a Erba, in provincia di Como, nel 1974 e da anni lavora per i periodici Alp, Rivista della Montagna e Orobie. Segue la cronaca alpinistica internazionale ed curatore del sito intotherocks.net. Sempre nellambito della cronaca alpinistica collabora con lAmerican Alpine Journal, pubblicazione annuale dellAmerican Alpine Club. autore di due guide escursionistiche dedicate alle Grigne e al Resegone e con Dino Piazza ha pubblicato nel 2003 il libro Dilettante per professione. Con Roberto Mantovani invece autore di Omaggio alla Montagna (Mondadori, 2008). Ha collaborato con il Cervino Cinemountain International Festival e collabora con il Trento FilmFestival, la pi importante rassegna del cinema di montagna. Come alpinista ha compiuto salite dalle Alpi Centrali alle Dolomiti, tra cui quattro vie nuove.

    Matteo Foglino nato a Como nel 1984 e vive in un paesino situato sulla sponda occidentale del Lario. Diplomato in ragioneria prossimo a laurearsi in Mediazione Linguistica Interculturale. Collabora al portale www.up-climbing.com curando le news di arrampicata e di bouldering.Abituato a frequentare la montagna sin da piccolo, ha iniziato ad arrampicare pi o meno nel 2001 spinto dal padre per poi dedicarsi alla scalata con regolarit, prima salendo quasi esclusivamente vie lunghe, soprattutto in val di Mello, per poi dedicarsi, negli ultimi anni, alla falesia e al boulder. un grande estimatore dellarrampicata trad anglosassone.

  • Carlo CacciaMatteo Foglino

    UOMINI & PARETI16 incontri ravvicinati

    con i protagonisti del verticale

    vol. 2

    I R A M P I C A N T I

    E D I Z I O N I V E R S A N T E S U D

  • U&P2

    Indice

  • U&P2

    Indice

    Ermanno SalvatErra .......... 8

    StEvE HouSE ..................... 24

    JoSunE BErEciartu ........... 40

    Patrick GaBarrou ............. 54

    BEn HEaSon ...................... 70

    Silvia vidal ...................... 86

    SimonE moro .................. 100

    uEli StEck ....................... 118

    dEan PottEr ................... 132

    valEry BaBanov .............. 144

    mauro caliBani .............. 162

    PavlE kozJEk .................. 178

    rolando larcHEr ........... 192

    FranoiS lEGrand .......... 210

    SimonE PEdEFErri ........... 226

    adam ondra ................... 242

  • U&P2

    Presentazione

    Preparatevi a un viaggio nel duplice mondo del gesto sulla roccia

    e dellavventura che spinge oltre il limite.

    Le sedici interviste presentate in questo secondo volume di

    Uomini e Pareti - che esce a distanza di ben sette anni dal primo

    - sono uno spaccato avvincente dellalpinismo e dellarrampicata

    contemporanei di inizio millennio; ne comunicano lessenza,

    fanno assaporare la passione e portano limmaginazione lontano.

    S, perch attraverso parole che addensano il proprio significato

    di esperienza vissuta, veniamo trasportati non solo in giro per le

    verticali del pianeta, ma immersi a capofitto direttamente dentro

    lanima di attivit totalizzanti, a toccare quel punto dove sfuma la

    differenza tra senso della vita e mestiere scelto per s; giacch

    un confine preciso non esiste e tutto si compone in ununica

    realt esistenziale, dove ci che iniziato per gioco si trasforma

    in attivit socialmente riconosciuta.

    La bravura degli intervistatori fa s che linterlocutore venga

    portato di volta in volta ad addentrarsi nei risvolti di alcune scelte

    e situazioni, inducendolo a svelare aneddoti che linformazione

    di attualit (anche specializzata) sovente non ha modo e tempo

    di approfondire. Nei racconti prendono la loro parte di scena

    anche il percorso di formazione nei suoi differenti passaggi, un

    apprendistato vissuto spesso con gli amici, e poi la dimensione

    irrinunciabile del viaggio e le visioni sul futuro.

    A leggere questi spaccati di vita si partecipa nel contempo di

    una contraddizione interessante. Infatti, pur nella diversit di chi

    li pronuncia e dei contesti da cui traggono linfa, e bench emerga

    netta la distinzione di approccio e forma mentis tra alpinisti e

    arrampicatori si entra decisi nella logica del gesto e nella ricerca

    pura della difficolt su roccia con gli arrampicatori; ci si apre

    verso lalto con gli alpinisti, che inseguono tecnica, resistenza,

    avventura ricorrono concetti simili. Si parla di forza mentale,

    di espressione estrema, di progetto-obiettivo, di roccia che cura,

    di disciplina e di capacit di soffrire; tutti strumenti necessari

    per raggiungere i propri traguardi individuali, alla ricerca di

    se stessi e nella ricerca di unetica; o magari per la pura gioia

    dellarrampicare, che si fa vera e propria arte fisica a cui dare

    forma in uno stile. Ecco, lo stile. Una delle due parole-chiave che

    su tutte accomunano questi personaggi proprio lo stile, della

    chiodatura, della salita, insieme alla forza mentale, nel superare i

    propri limiti, nel misurarsi sulla difficolt.

  • U&P2

    Presentazionedi Linda Cottino, direttore ALP

    Una contraddizione, dicevamo, che rende quanto mai tangibile

    la distinzione tra mondi che possono incontrarsi anche solo

    allinfinito, quindi mai, e che nonostante tutto sono inquilini di

    una casa comune, oggi diremmo partecipi magari inconsapevoli

    - di un progetto di cohousing. Infatti, se i protagonisti del primo

    Uomini e Pareti funzionavano, nella maggior parte dei casi,

    come anelli di raccordo tra il prima e il dopo la rivoluzione

    della libera che negli anni ottanta ha segnato una cesura con

    lalpinismo della lotta con lalpe, in questo caso la separazione

    pi netta. Due mondi attigui si presentano. Possono incontrarsi

    oppure no. Pensiamo quale distanza separa i rigori dellalta quota

    o dellinverno alpino dalla roccia assolata di una falesia o dalla

    prossimit di un boulder Ciononostante, e malgrado lo spazio

    storico-temporale che ci separa e la laicizzazione delle discipline

    del verticale che si compiuta con la fine del Novecento, non

    fuori luogo citare il Massimo Mila del saggio contenuto nella

    storia dellalpinismo della Engel (1965), che in esso vedeva una

    galleria meravigliosa di tipi fuori serie che ci viene incontro

    Gente che sotto qualunque latitudine e in qualunque paese del

    mondo, si riconosce istintivamente, da qualche segno misterioso,

    sia il colore della pelle, siano le rughe del volto, sia il modo di

    camminare, sia lespressione dellocchio abituato a scrutare i

    segreti della roccia e del ghiaccio.

    Forse in un terzo volume si aggiunger il tassello ancora

    mancante, e cio lanima squisitamente agonistico-sportiva che

    pi di recente ha acquisito definitiva autonomia, sia dallalpinismo

    che dallarrampicata su roccia, e che si incarna in chi sceglie le

    gare come proprio terreno dazione.

    Nel frattempo godiamoci la lettura di queste pagine, che bene

    riescono a farci partecipi di vite tutte intrise di una passione a dir

    poco smisurata, e dellenergia che ne promana. Voltata lultima

    pagina, si ha veramente limpressione di saperne di pi su questo

    sport-non sport (competizioni a parte), tentato dal sentirsi arte e

    che, come afferma il decano degli intervistati, Patrick Gabarrou,

    meglio sarebbe definire artigianato. Con quella misurata alchimia

    che sa dosare talento, ricerca ed esperienza.