Apprendere da adulti

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    22-Apr-2015

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Slide del Corso per i docenti del CTP

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<ul><li> 1. APPRENDERE DA ADULTI RIFERIMENTI TEORICI E STRATEGIE DELL APPRENDIMENTO IN ETA ADULTA </li> <li> 2. APPRENDIMENTO IN ETA ADULTA <ul><li> Processo di conoscenza creato attraverso la trasformazione dellesperienza </li></ul><ul><li>Apprendimento come"potenzialit" che si pu realizzare nel corso della vita . </li></ul></li> <li> 3. APPROCCIO ALLAPPRENDIMENTO <ul><li>Ladulto affronta il momento formativo provvisto di un bagaglio di conoscenze ed esperienze che sono una base di partenza ma anche, a volte, una zavorra di preconcetti e pregiudizi difficile da scaricare. </li></ul></li> <li> 4. EVENTO O..INTERVENTO FORMATIVO ? <ul><li>INTERVENTO FORMATIVO ha degli obiettivi di apprendimento, i partecipanti devono imparare qualcosa. </li></ul><ul><li>EVENTO FORMATIVO si identifica con il coinvolgimento dei partecipanti in una situazione: seminario, convegno, conferenza. </li></ul></li> <li> 5. APPRENDIMENTO SEMPLICE <ul><li>Elementi nuovi vanno ad ampliare il bagaglio di conoscenze; esempio: </li></ul><ul><li>un manager che da anni gestisce team di lavoro o un allenatore di una squadra apprendere una nuova tecnica di gestione dei collaboratori risulta un apprendimento semplice </li></ul></li> <li> 6. APPRENDIMENTO COMPLESSO <ul><li>I nuovi elementi non trovano possibilit di elaborazione da parte del soggetto: </li></ul><ul><li>Una persona priva di conoscenze in campo legislativo ha difficolt a comprendere i cambiamenti introdotti da nuove leggi e regolamenti. </li></ul></li> <li> 7. CONTRIBUTI TEORICI <ul><li>Malcom Knowles e la teoria andragogica </li></ul><ul><li>Peter Jarvis e l'experential learning </li></ul><ul><li>L'apprendimento riflessivo Schon </li></ul></li> <li> 8. MALCOM KNOWLES E LA TEORIA ANDRAGOGICA <ul><li>Teoria dellautoapprendimento: insieme di tecniche per coinvolgere gli adulti in processi mentali attivi; </li></ul><ul><li>Si possono individuare alcuni presupposti che permettono agli adulti di attivare processi di apprendimento </li></ul></li> <li> 9. PRESUPPOSTI (CORE PRINCIPLES) <ul><li>Bisogno di conoscenza </li></ul><ul><li>Concetto di s </li></ul><ul><li>Esperienze pregresse </li></ul><ul><li>Disponibilit ad apprendere </li></ul><ul><li>Orientamento verso la vita reale </li></ul><ul><li>Motivazione ad apprendere </li></ul></li> <li> 10. Peter Jarvis e l'experential learning <ul><li>Apprendimento che scaturisce dallesperienza e dalla riflessione su di questa; </li></ul><ul><li>La rielaborazione personale genera coinvolgimento e interiorizzazione. </li></ul><ul><li>Lesperienza sia attivit di apprendimento che risorsa </li></ul><ul><li>Fasi (circolari)dellexperential learning: </li></ul><ul><li><ul><li>Esperienza concreta </li></ul></li></ul><ul><li><ul><li>Osservazione riflessiva </li></ul></li></ul><ul><li><ul><li>Concettualizzazione astratta </li></ul></li></ul><ul><li><ul><li>Sperimentazione attiva. </li></ul></li></ul></li> <li> 11. DONALD SHON LAPPRENDIMENTO RIFLESSIVO <ul><li>Apprendimento che si realizza attraverso lanalisi del vissuto desperienza e che quindi comporta acquisizione di nuove conoscenze e cambiamenti significativi negli schemi di interpretazione e di orientamento del soggetto. </li></ul><ul><li>Agire riflessivo e conversazione con la situazione </li></ul><ul><li> Il professionista riflessivo: i professionisti migliori sanno pi di quanto riescano ad esprimere. </li></ul></li> <li> 12. <ul><li>METODI CENTRATI SULLA SCOPERTA DI SE </li></ul><ul><li>ORIENTAMENTO NARRATIVO </li></ul><ul><li>LAUTOBIOGRAFIA </li></ul><ul><li>BILANCIO DELLE COMPETENZE </li></ul><ul><li>METODO PAS </li></ul><ul><li>METODO DELLA PROGETTAZIONE DI PERCORSI FORMATIVI PERSONALIZZATI </li></ul>METODI, STRATEGIE E TECNICHE DIDATTICHE </li> <li> 13. ORIENTAMENTO NARRATIVO <ul><li>Percorso di costruzione dellidentit attraverso lattribuzione di senso e significato alle conoscenze; processo continuo che collega longlife e lifewide (Batini); orientare vuol dire lavorare sullidentit della persona. </li></ul><ul><li>La narrazione contribuisce a : </li></ul><ul><li><ul><li>Stabilire un ordine e dei rapporti tra le esperienze; </li></ul></li></ul><ul><li><ul><li>esplorare se stessi, le proprie aspirazioni e desideri..., e ricostruire la propria identit raccontandosela continuamente. (Federico Batini) </li></ul></li></ul></li> <li> 14. LAUTOBIOGRAFIA <ul><li>Metodo di autoformazione (dimensione individuale) </li></ul><ul><li> Lautobiografia ha una curiosa caratteristica. E un resoconto fatto dal narratore del qui ed ora che esistito nel l ed allora (Bruner). </li></ul><ul><li>Lautobiografia orienta a sistemare le informazioni raccolte durante il racconto, permette di mettere ordine nelle esperienze vissute,... costruzione di significato e attribuzione di senso allesperienza </li></ul><ul><li>Es. Insegnare L2 -Costruzione identit, Espressione di s </li></ul></li> <li> 15. BILANCIO DELLE COMPETENZE <ul><li>Anni 80 Francia: diritto del lavoratore </li></ul><ul><li>Perno il concetto di competenza </li></ul><ul><li>Metodologia di carattere qualitativo </li></ul><ul><li>Dimensioni : retrospettiva, prospettica </li></ul><ul><li>Destinatari: adulti, giovani laureati, disoccupati.. </li></ul><ul><li>Fasi: preliminare, dinvestigazione, di conclusione. </li></ul><ul><li>Finalit: </li></ul><ul><li><ul><li>Inserimento sociale e professionale </li></ul></li></ul><ul><li><ul><li>Presa di coscienza delle proprie risorse e potenzialit </li></ul></li></ul><ul><li><ul><li>Elaborazione progetto professionale </li></ul></li></ul></li> <li> 16. BILANCIO DELLE COMPETENZE si configura come: <ul><li>METODOLOGIA: uno spazio di riflessione del soggetto per la costruzione di un progetto futuro attraverso la propria autobiografia; </li></ul><ul><li>STRUMENTO: acquisire coscienza delle competenze maturate ma non certificate; </li></ul><ul><li>METODO : usa strumenti narrativi, test, griglie, questionari, prove di valutazione, colloqui, attivit di gruppo. </li></ul><ul><li> nasce per rispondere a esigenze di impiegabilit. </li></ul></li> <li> 17. BILANCIO DELLE COMPETENZE COME STRATEGIA FORMATIVA <ul><li>Trasferibilit delle skill e consapevolezza del soggetto. </li></ul><ul><li>Sostegno alla persona nellanalisi di competenze spendibili o trasferibili. </li></ul><ul><li>Consulenza/facilitazione al soggetto nella costruzione di un progetto realistico. </li></ul><ul><li>Nel focus sono compresi i saperi impliciti. </li></ul><ul><li>Nella dimensione formativa il paradigma interpretativo relazionale: esplicitare limmagine che ognuno ha di s ( Rogers) </li></ul><ul><li>Autoefficacia: piena consapevolezza del S, delle capacit e delle risorse inespresse. </li></ul><ul><li>Azione di counseling: aiutare la persona ad aiutarsi </li></ul></li> <li> 18. BILANCIO DELLE COMPETENZE COME STRATEGIA FORMATIVA <ul><li>Focalizza lattenzione su alcune aree tematiche: </li></ul><ul><li>La storia personale come analisi dellesperienza formativa e accertamento delle conoscenze </li></ul><ul><li>Gli interessi, le motivazioni e le rappresentazioni del lavoro </li></ul><ul><li>Le competenze e le risorse </li></ul><ul><li>Conoscenza del contesto e delle sue opportunit </li></ul><ul><li>Elaborazione di un progetto e costruzione di una pista </li></ul></li> <li> 19. Metodo PAS di Reuven Feuerstein Programma di arricchimento strumentale <ul><li>Programma di educazione cognitiva </li></ul><ul><li>I materiali del PAS sono organizzati in 14 eserciziari detti Strumenti, che comprendono esercizi carta-matita focalizzati su specifiche aree cognitive, come la percezione analitica, l'orientamento nello spazio e nel tempo, il comportamento comparativo, la classificazione, ecc. </li></ul><ul><li>Gli esercizi vengono mediati da un applicatore PAS e possono essere svolti in classe o all'interno di un intervento individuale di recupero. </li></ul></li> <li> 20. <ul><li>Rispetto delle caratteristiche del soggetto </li></ul><ul><li>Fattori (indicatori) andragogici: </li></ul><ul><li><ul><li>Stock personale di conoscenze </li></ul></li></ul><ul><li><ul><li>Qualit educativa del lavoro e reddito </li></ul></li></ul><ul><li><ul><li>Quantit e qualit dei consumi </li></ul></li></ul><ul><li>Percorsi formativi su due assi: </li></ul><ul><li><ul><li>Temporale: prima, durante e dopo lingresso in formazione </li></ul></li></ul><ul><li><ul><li>Spaziale: interazione formazione/vita, lavoro </li></ul></li></ul>PROGETTAZIONE PERCORSI PERSONALIZZATI </li> <li> 21. PROGETTAZIONE PERCORSI PERSONALIZZATI <ul><li>Approcci : </li></ul><ul><li>Attenzione alla vita personale e professionale; </li></ul><ul><li>Ruolo attivo e potere di scelta del soggetto; </li></ul><ul><li>Flessibilit nella costruzione dellofferta; </li></ul><ul><li>Sostegni a favore della praticabilit dei percorsi (voucher, individual learning account) </li></ul><ul><li>Sperimentazione diretta dei contenuti appresi (seminari di studio, stage) </li></ul><ul><li>Considerazione: </li></ul><ul><li>la personalizzazione dei percorsi richiede sinergia progettuale ( istituzioni formative contesto produttivo ente locale) </li></ul></li> <li> 22. I DISPOSITIVI DIDATTICI: LE STRATEGIE Bonaiuti, Calvani, Ranieri- Fondamenti di didattica. Teoria e prassi dei dispositivi formativi. Carocci 2008 http://www.roberto-crosio.net/SIS/calvani_lezioni.htm </li> <li> 23. LEZIONE <ul><li>Percorso deduttivo (premessa, esposizione principi generali, sviluppo dei punti, conclusioni) </li></ul><ul><li>Percorso induttivo (caso, riflessione, formalizzazione concetti, conseguenze applicative) </li></ul><ul><li>Percorso per problemi (domande significative, illustrare lo scopo del discorso, sviluppare i concetti per trovare soluzioni, conclusione) </li></ul><ul><li>Percorso storico-temporale ( contenuto della lezione) </li></ul><ul><li>http://www.irre.toscana.it/obbligo_formativo/lepri/tecniche/lezione.pdf </li></ul></li> <li> 24. MODELLAMENTO/ APPRENDISTATO (pratica guidata) <ul><li>Strategia per promuovere la competenza esperta: </li></ul><ul><li>MODELLING : lapprendista osserva i l maestro che dimostra come fare. Il maestro rende i processi visibili, lapprendista lo imita. </li></ul><ul><li>COACHING: il maestro assiste continuamente secondo le necessit, feedback, agevola il lavoro. </li></ul><ul><li>SCAFFOLDING: il maestro fornisce un appoggio allapprendista, uno stimolo, preimposta il lavoro </li></ul><ul><li>FADING: il maestro elimina gradualmente il supporto, in modo da dare a chi apprende uno spazio progressivamente maggiore di responsabilit. </li></ul></li> <li> 25. APPROCCIO TUTORIALE e DRILL &amp; PRACTICE <ul><li>Usato in ambito aziendale </li></ul><ul><li>consente: </li></ul><ul><li>Padroneggiamento graduale delle abilit </li></ul><ul><li>Individualizzazione del percorso </li></ul></li> <li> 26. APPROCCIO TUTORIALE e DRILL &amp; PRACTICE <ul><li>Riferimento listruzione programmata. </li></ul><ul><li>Tre le caratteristiche: </li></ul><ul><li>Presentazione di una certa quantit di informazioni con richiesta di frequenti risposte </li></ul><ul><li>Immediatezza della retroazione che consente di controllare subito la correttezza della risposta </li></ul><ul><li>Possibilit di apprendimento individualizzato secondo il proprio ritmo. </li></ul></li> <li> 27. DISCUSSIONE/SEMINARIO <ul><li>Scambio, confronto </li></ul><ul><li>Maggiore coinvolgimento </li></ul><ul><li>Facilita i processi di scoperta </li></ul><ul><li>La pratica discorsiva motore di conoscenza e apprendimento </li></ul><ul><li>Docente/facilitatore che supporta attivit cognitive quali pensare, ragionare, argomentare. </li></ul><ul><li>Autocontrollo e motivazione dei partecipanti (adulti) </li></ul></li> <li> 28. STUDIO DEL CASO <ul><li>Si sottopone ad un gruppo una situazione stimolo (verosimile) che porta alla discussione, al dibattito, alla ricerca, in un processo che tende a favorire lapprendimento. </li></ul><ul><li>Scopo: porre davanti a scenari vicini a situazioni di vita reale e formulare ipotesi </li></ul><ul><li>Tre tipologie (Reynolds, 1980): </li></ul><ul><li><ul><li>Decision (casi orientati alla presa di decisioni) </li></ul></li></ul><ul><li><ul><li>Appraisal cases (casi orientati allindividuazione e allanalisi dei problemi) </li></ul></li></ul><ul><li><ul><li>Cases histories (storie concluse, poco coinvolgenti, narratologiche) </li></ul></li></ul></li> <li> 29. AUTOCASI <ul><li>Fasi: </li></ul><ul><li>Scelta del caso da discutere (in plenaria o in sottogruppo) </li></ul><ul><li>Racconto del partecipante narratore </li></ul><ul><li>Domande del gruppo al narratore </li></ul><ul><li>Formulazione delle ipotesi di soluzione del problema (in plenaria o sottogruppo) </li></ul></li> <li> 30. ESERCITAZIONI PRATICHE <ul><li>Qualsiasi tipo di applicazione operativa: assegnare un compito, discutere un caso </li></ul><ul><li>Risolvere un compito che richiede una forma di fisicit: montare o smontare un oggetto, collegare impianti..contenuto operativo. </li></ul><ul><li>OBIETTIVO: migliorare la capacit di saper fare una certa cosa. </li></ul><ul><li>SEQUENZA standard: dire, fare, far fare. </li></ul></li> <li> 31. ESERCITAZIONI <ul><li>NOZIONISTICHE </li></ul><ul><li><ul><li>per rinforzare lapprendimento di conoscenze </li></ul></li></ul><ul><li><ul><li>per colmare le lacune. </li></ul></li></ul><ul><li>ADDESTRATIVE </li></ul><ul><li><ul><li>per trasmettere capacit che riguardano lo sviluppo operativo di una certa attivit manuale o intellettuale. </li></ul></li></ul></li> <li> 32. APPRENDIMENTO DI GRUPPO <ul><li>Apprendimento cooperativo: organizzazione rigida e definita del gruppo; lavoro in parallelo,scarsa interazione; </li></ul><ul><li>Apprendimento collaborativo: meno strutturata, aperta, momenti di negoziazione, ruoli definiti in itinere; </li></ul><ul><li>Partecipazione periferica legittimata (Lave e Wenger 1991) </li></ul></li> <li> 33. PROBLEM SOLVING E SCOPERTA GUIDATA <ul><li>La mente si attiva per superare il gap tra la situazione reale e la situazione desiderata; </li></ul><ul><li>Tipologia dei problemi. </li></ul><ul><li><ul><li>ben definiti (applicazione concetti e nozioni possedute) </li></ul></li></ul><ul><li><ul><li>mal definiti (non esiste una...</li></ul></li></ul></li></ul>