La Privacy oltre la Privacy - da ADV Maggio 2010

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    17-Jul-2015

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    ZOOM

    COMU

    NICA

    ZION

    E

    Un nUovo qUadro

    giUridico. Una politica

    comUnitaria pi

    coraggiosa in tema

    di tUtela delle

    informazioni, in modo

    da prevenire i rischi in

    Una societ sempre pi

    tecnologica e digitale.

    La richiesta di Peter Hustinx - Garante Europeo dei dati personali - arrivata lo scorso 29 aprile, allinterno dellabituale

    Conferenza delle Authority europee, ed solo lultima a difesa di una privacy che i canali digitali sembrano mettere in seria difficolt.Il tema caldo, almeno a giudicare dallagen-da di governi e aziende, che hanno iniziato a mettere sul campo iniziative molto diverse tra loro, eppure collegate da un unico comune de-nominatore: evitare che il digitale si trasformi in una giungla dei dati personali e si avveri la profezia di chi, oggi, in rete considera la privacy morta e sepolta.

    Lo scenario di riferimentoGli Stati Uniti sono al lavoro sulla proposta Boucher-Sterns, dal nome dei due senatori che per primi hanno iniziato a porre dubbi su Google Buzz. La bozza, tra le altre cose, pre-vede alcune restrizioni su raccolta e utilizzo dei dati online e stabilirebbe - se approvata - lesistenza di informazioni di tipo covered: nome, cognome, indirizzo di casa, indirizzo di posta elettronica, numeri di telefono o fax, indirizzo IP.

    la tUtela dei dati personali

    la privacy oltre la privacy

    dI pIErO bAbUdrO

    Dati personali, per cos dire, di natura gene-rica che oggi in molti casi vengono raccol-ti e utilizzati nella presunzione che lutente abbia accettato di cederli. Da qui la richie-sta di Boucher e Sterns di un meccanismo obbligatorio (e pi restrittivo) di opt-out su alcuni servizi online, attivabile dallutente in qualsiasi momento, a impedire di usare queste informazioni.Google, ultimamente sotto pressione sul tema privacy, lo scorso aprile ha presentato a Milano il progetto Data Liberation Front, con Brian Fitzpatrick - ideatore e capo degli ingegneri di Mountain View - a spiegare i nuovi obiettivi di BigG, impegnata a dare agli user la possibilit di esportare dati di login in modo pi sempli-ce, trasparente e veloce.In Italia, intanto, lAuthority - tenendo conto delle indicazioni di Ministero dellInterno e Anci - ha varato nuove direttive per linstalla-zione di sistemi di videosorveglianza da parte di pubblico e privato, allo scopo di proteggere maggiormente la libert e i diritti dei citta-dini. Da qui lobbligo di esporre cartelli che segnalano la presenza di aree con telecamere (escluse quelle installate per motivi di pub-

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    COMUNICAZIONE

    blica sicurezza o per la prevenzione dei reati) assieme a nuove regole per la conservazione e lutilizzo delle immagini, non superiore alle 24 ore fatte salve esigenze di tipo giudiziario o relative a luoghi a rischio.

    La privacy e le nuove tecnologie digitaliTre esempi calati in un contesto di forte e progressivo interesse per il tema. La tutela dei dati personali gode di grande attenzio-ne - spiega Pietro Paganini, Co-fondatore di Competere e board member dellIstituto Ita-liano per la Privacy - pi da un punto legisla-tivo che da quello dellinteresse pubblico. Ad ogni modo, si pensi ad esempio alla recente istituzione di nuove norme sul telemarketing, con listituzione di un apposito registro rivolto agli utenti che non vogliono ricevere telefona-te contenenti messaggi promozionali. Ora si tratta di guardare allargomento privacy da un punto di vista allargato, multidisciplinare, e affrontarlo come aspetto giuridico, dotandosi di strumenti nuovi, capendo il funzionamento delle nuove tecnologie digitali, le nuove istan-ze poste e lenorme velocit di cambiamento cui ci sottopongono.

    Il riferimento va ai social media, che in pi di unoccasione hanno mostrato il loro tallone dAchille di fronte a security, safety e recovery dei dati. Ma anche al crescente interesse per il cloud computing, criticatissimo da molti esperti della rete, a partire da Richard Stall-man, fondatore della Free Software Founda-tion e teorico delle libert digitali.I social network come Facebook - spiega Pa-ganini - sono una piazza allargata, e come tale possono ospitare affermazioni diffamatorie. Con la differenza che queste rimangono online a vita e sono indicizzate dai motori di ricerca. Da qui lesigenza - sottolineata pi volte du-rante il nostro colloquio - di capire limpatto sociale e psicologico dei nuovi media e delle tecnologie digitali. C chi pensa che la rete sia un Far West dove tutto possibile, men-tre invece vanno tutelati allo stesso modo sia la libert di espressione delle persone, sia la difesa della dignit di chi si sente offeso da certe affermazioni. Ma non questo lunico problema, ci spiega. La contrapposizione tra censori e libertari ci ha portato in un paio di occasioni a saltare a pi pari limpianto giuridico. Penso ai recenti

    accordi presi in tema di diffamazione su Facebook, che rinviano lintervento ai sin-goli casi straordinari. In realt, si dovrebbe pensare a un insieme di norme agili, in gra-do di garantire tutte le tutele necessarie.

    Un concetto multiformeTutele che non sono poche. Senza men-zionare cybersecurity, terrorismo digitale e furti didentit, che comunque sono e rimangono problemi enormi, la privacy oggi concetto multiforme. Tocca da vici-no non solo la difesa della dignit della persona, ma anche il diritto di cronaca, il direct marketing, larchiviazione digitale dei dati sanitari, laccesso alla Pubblica Amministrazione. Ci sono decine di semplici gesti quotidiani - specie online - il cui scopo migliorare la vita delle persone, ma che allo stesso tem-po hanno un forte impatto sulle informa-zioni che ci riguardano. Basta una tessera a punti del supermercato per contribuire ad arricchire la traccia digitale che la-sciamo ogni giorno alle nostre spalle. Op-pure un controllo in aeroporto, una ricerca in rete, un referto medico digitalizzato da unazienda ospedaliera, i cookiesdel per-sonal computer.La privacy andata oltre la privacy, spie-ga Pietro Paganini, che cita le recenti af-fermazioni di Peter Schaar, commissario federale tedesco per la protezione dei dati personali, il quale ha criticato pubblica-mente la presenza nei veicoli usati da Goo-gle per il suo Street View di rilevatori di reti wireless. Una scansione, questa, che pu rilevare anche gli elementi identificativi delle connessioni attive, tra cui gli indirizzi univoci Media Access Control (i cosiddetti Mac Address). Una manna per chi vorrebbe incrociare questi dati con le informazioni sullidentit reale delle persone. Google - spiega Paganini - si difesa dicendo che la cosa nota almeno dal 2008, e che le aziende impegnate a mappare il wireless privato sono diverse. Buona fede o no, i punti interrogativi con-nessi allaccelerazione tecnologica riman-gono: Come spiegare al cittadino comune quanto sta accadendo?

    Un libro per capirne di pi

    pietro paganini, assieme a diego Fulco e Luca bolognini, ha lavorato al volume Next privacy.

    Il futuro dei nostri dati nellera digitale, di recente pubblicazione a cura di rCS Etas. La

    presentazione, tenutasi il 30 marzo presso la Camera dei deputati, ha riscosso un forte interesse,

    da parte di addetti ai lavori e non.

    Il libro il riflesso della multiforme situazione attuale. Si parla di internet, ovviamente, ma

    anche di cloud computing e del suo impatto sulla privacy. Obiettivo del volume stato dar

    vita a unanalisi complessiva del fenomeno, parlando di tutte gli ambiti in cui una riflessione sulla

    tutela dei dati fondamentale. Abbiamo analizzato la tutela dellimmagine personale - spiega pagan

    ini - ma anche

    i furti di identit, la questione intercettazioni e la protezione dei dati acquisiti durante lesercizio dell

    a professione

    giornalistica, la privacy nel mondo del lavoro, le politiche di e-health del sistema sanitario e il trattam

    ento dei dati

    sensibili, la gestione dei dati online, ma anche le libert fiscali e la questione dei dati bancari. Lobiet

    tivo di Next

    privacy togliere la privacy dallalveo strettamente giuridico e raggiungere un pubblico pi ampio. F

    arne, insomma,

    una materia per tutti. Intanto, linnovazione corre e non aspetta nessuno: cos gli autori, con il libro

    sugli scaffali da

    poco pi di un mese, sono gi costretti a pensare a degli aggiornamenti. Uno dei temi su cui bisogne

    r tornare la

    gestione dei dati sanitari. Anche per capire a chi stata affidata. E con quali garanzie.

    pIEtrO pAgANINI Co-fondatore di Competere e board member Istituto Italiano per la privacy.