La Sfida Della Trovabilità - Architettura dell'informazione

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    18-Dec-2014

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Architettura informazione

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<ul><li> 1. La sfida della trovabilit Alessandro Martellone Software Developer a.martellone@gmail.com </li> <li> 2. A chi rivolto il seminario Questo seminario si rivolge a coloro i quali si confrontano con la progettazione e organizzazione di informazioni, processi o servizi. </li> <li> 3. Scopo e obiettivi Modellare l'informazione affinch sia pertinente e opportuna. Trasformare informazioni grezze in spazi d'informazione condivisi, utili, navigabili, trovabili. </li> <li> 4. Scopo e obiettivi E' un nuovo tipo di architettura. Non si progettano luoghi fisici ma strutture informative. Si parla per l'appunto di Architettura dell'Informazione. Stretto legame tra l'interazione uomo-macchina e l'interazione uomo-informazione L'interfaccia acquista valore dalle informazioni che mostra, ma le stesse informazioni sono utili nella misura in cui la sua interfaccia ben strutturata </li> <li> 5. Scopo e obiettivi Lo scopo principale dell'architettura delle informazioni mettere in relazione utenti e contenuti, con una finalit di business. (Morville) L'architettura dell'informazione si pone come collante, un filo rosso, tra i vari contesti di interazione uomo- informazione, da quelli fisici a quelli digitali. Non importa il canale in cui vengono trasmesse le informazioni (web, luogo fisico) ma come le persone si relazionano con le informazioni. </li> <li> 6. Concetti di riferimento C a teg o rizza zio ne: il processo basilare di riordinare cose o concetti. Aggregare oggetti in gruppi sensati, per poi ritrovarli e consentire ad altri di farlo con facilit. T ro va bilit : la capacit di reperire l'elemento ricercato all'interno di spazi (informativi) complessi, sia fisici sia digitali, e l'insieme di principi e strategie per raggiungere questo obiettivo. Classificazione in ambito bibliotecario modelli di ricerca dell'informazione (information seeking) wayfinding: la capacit di trovare il percorso giusto nei luoghi e negli edifici </li> <li> 7. Classificazioni: gerarchico-enumerativo Ogni elemento classificato sotto ununica categoria. Nella classificazione tradizionale gli elementi hanno una collocazione corretta e univoca in uno schema ampio e gerarchicamente profondo che pu essere reso attraverso un percorso a gradini categoria padre -&gt; categoria figlio. </li> <li> 8. Classificazioni: a faccette o multidimensionali I singoli elementi non vengono organizzati in una struttura gerarchica a ciascuno elemento associata una serie di caratteristiche che lo identificano da vari punti di vista. Non vi un unico percorso definito ma possibile raggiungere l'elemento desiderato grazie a diverse possibili interrogazioni </li> <li> 9. Classificazioni: a faccette o multidimensionali Se cerchiamo una macchina fotografica digitale su ebay ci viene offerta la possibilit di restringere la ricerca in base a differenti parametri: tipo di fotocamera (compatta, reflex), risoluzione in megapixels, zoom, marca, fascia di prezzo. (Nota:faccetta deriva da facet, che sarebbero le facce di un solido, per dare l'idea che una cosa unica ha tuttavia diversi punti di vista) Un contro di questi due approcci che il pubblico si limita a usare un'organizzazione creata a tavolino da esperti. S trutture to p-do w n. </li> <li> 10. Classificazioni: folksonomy folk+tassonomy, tassonomia creata dalla gente ai contenuti (url, foto, testi, video) sono associati dei tag. Ad esempio del.icio.us, flickr, youtube. Favorisce la trovabilit anche se limita l'esattezza. Sono conosciute come strutture bottom-up o anche sistemi di classificazione distribuita. </li> <li> 11. L'evoluzione dell'IA biblioteconomia-&gt;organizzazione dell'informazione aziendale-&gt;organizzazione trasversale(in contesti sia fisici che digitali). La biblioteconomia sostiene che si dovrebbe utilizzare un unico criterio di divisione alla volta. l'impiego di un unico criterio di divisione alla volta spesso utopico. La c onvenienza l'appropriatezza di una classificazione allo scopo per cui pensata. </li> <li> 12. Esempio: la classificazione di Snoopy Analizziamo il caso della Determined Production, l'azienda che produce i gadget di Snoopy. Tale tassonomia potrebbe risultare incoerente ma conveniente rispetto agli obiettivi e all'uso. </li> <li> 13. Esempio: la classificazione di Snoopy Bambini moda letto e bagno statuette libri giardino natale oggetti per la casa decorazioni cucina bambole e pupazzi musica elettronica ufficio peluche </li> <li> 14. Esempio: la classificazione di Snoopy I principi utilizzati sono diversi: target(bambini), gadget(libri, bambole, ecc.), destinazione(cucina, ufficio, ecc.). I peluche sono dei pupazzi a tutti gli effetti, ma i primi costituiscono una delle linee dominanti della produzione mentre i secondi sono un settore minore. Cos i peluche non fagocitano i pupazzi (nicchia). Anche l'ordine delle classi importante. Anteporre una classa ad un'altra identifica anche la rilevanza che essa ha nelle strategie aziendali. </li> <li> 15. Ciascuno a modo suo Persone diverse cercano in modo diverso perch hanno obiettivi e modelli mentali diversi. Modello di Bates </li> <li> 16. Ciascuno a modo suo La legge del minimo sforzo (least effort) accettiamo anche contenuti di bassa qualit o affidabilit (se pi facili da ottenere) pur di non ricorrere a strategie di ricerca attive che richiedono maggiori sforzi, tempo e competenze scegliamo la prima opzione ragionevole </li> <li> 17. Berrypicking e profumo dell'informazione Berrypicking (raccolta delle bacche) Si tratta di una strategia poco scientifica e molto empirica In maniera iterativa raccoglie informazioni utili aggiusta il tiro nel corso della ricerca stessa </li> <li> 18. Berrypicking e profumo dell'informazione Come incentivare il berrypicking Riferimenti bibliografici Ricerca delle citazioni Ricerca per soggetto/autore Spoglio delle riviste Link contenuti nel testo principale </li> <li> 19. Berrypicking e profumo dell'informazione Profumo dell'informazione Questo concetto si rif a quelle strategie che hanno come obiettivi quelli di stimolare, anticipare, aiutare un utente a trovare un'informazione (la montagna va verso Maometto) Le persone sono influenzate da indicatori contestuali </li> <li> 20. Berrypicking e profumo dell'informazione Come incrementare il profumo dell'informazione Su un sito web: Amazon se ti interessa x forse ti pu interessare y chi ha comprato A ha comprato anche B In un supermercato Percorsi tematici. se sei interessato alla pasta biologica visita il reparto BIO... Percorsi personalizzati con RFID e WiFi </li> <li> 21. Creare un'esperienza ponte Spesso ci capita di passare da ambienti architettonici fisici ad ambienti digitali e viceversa Dal sito di un museo, al museo stesso La nostra mente fa fatica ad accettare interferenze tra due realt cos diverse esse prevedono infatti a livello cognitivo modelli di interazione differenti Ecco perch necessaria unarchitettura dellinformazione trasversale, che operi per creare connessioni tra contesti fisici e digitali rendere univoco e coerente il processo di interazione tra uomo e informazione </li> <li> 22. Creare un'esperienza ponte: il caso Apple L'architettura informativa del sito web Apple e degli store ufficiali </li> <li> 23. Creare un'esperienza ponte Il menu di navigazione del sito: Home (logo Apple) Store Mac iPod+iTunes Download Supporto Il negozio (Apple Store RomaEst) computer Mac iPod e Apple TV accessori (custodie per Mac e iPod, borse, zaini, cuffie, auricolari) software Genius Bar (area per il ritiro prodotti e supporto tecnico). </li> <li> 24. Creare un'esperienza ponte Proviamo ora a rivedere le sezioni del menu di navigazione in relazione alle aree dello Store: </li> <li> 25. Conclusioni Ci sono domande? Facilitiamo un p il berrypicking Architettura dell'informazione Trovabilit: dagli oggetti quotidiani al web di Luca Rosati (Apogeo) www.trovabile.it www.lucarosati.it www.vocabola.com Profumo d'informazione Se ti piacito il seminario forse ti interessa: http://trovabile.org/articoli/architettura-informazione-integrata http://lucarosati.it/blog/mappa-metropolitana-di-londra I miei riferimenti Alessandro Martellone a.martellone@futur3.it </li> </ul>